Una interessante ‘nuova’ opzione: il carry trade in euro

Il carry trade è quella speculativa operazione con cui si prende del denaro a prestito in una moneta dove i tassi sono bassi (tipicamente lo yen) per investire il capitale ottenuto alla ricerca di “carry” ovvero di cedole più elevate.
In questo momento, ad esempio, una valuta interessante per i carry traders è stata il dollaro australiano, nel cui Paese è iniziata da mesi la politica di re-innalzamento dei tassi e che offre rendimenti, allo stato attuale, di oltre il 4%.
Ovviamente il carry trade è tanto più interessante quanto più è elevata la differenza fra i tassi a debito e quelli a credito. La diffusione della pratica del carry trade ha inoltre generato un meccanismo di auto-alimentazione dello stresso: quanti più carry trades vengono creati nel medesimo binomio di valute e tanto più la valuta comprata si rafforza, mentre quella usata a debito si indebolisce. Un doppio utile (carry + valuta) che va capitalizzato rapidamente quando il vento gira, perché la velocità di ritracciamento risulta ugualmente doppia.
Il vantaggio competitivo che in Germania si sta generando, dovuto ad un Euro più debole e a tassi più bassi che nel resto dell’eurozona, potrebbe trasformare l’euro in una valuta molto interessante per i carry traders, infatti sebbene i tassi siano più alti che non in Yen, l’Euro ha oggi una caratteristica ‘difensiva’ per i carry traders: quanto peggiora il sentiment sull’economia globale, tanto peggiora l’euro. Annullando o comunque riducendo il tipico rischio del carry trader.
Negli utlimi sei mesi impostare un carry trade su euro contro dollaro australiano, neozelandese, real brasiliano o corona norvegese ha restituito un rendimento di circa il 10%.
Lo stesso investimento -se fatto in yen- sarebbe stato in perdita.
Un buon metro è il monitoraggio dell’euribor: oggi come oggi è ancora fortemente inferiore al tasso ufficiale (1%) di sconto fissato dalla BCE, mentre negli USA sebbene inferiore in valore assoluto, è su valori superiori al Fed Funds rate target.
Il piano di intervento salva euro e le successive manovre taglia deficit dell’area euro stanno minando seriamente la prospettiva di crescita del PIL nell’area, portando pressione sulla moneta europea e rendendo ancor più motivato prendere posizione sul macro-trend legato al progressivo declino dell’occidente rispetto ai Paesi cosiddetti “emergenti”… che io chiamerei “emersi” ormai, a meno che non vogliamo chiamare un aitante ventenne “fanciullo” anzichè “adulto”.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.