Il vento delle Riforme

 

gallo controvento

La Commissione UE ha formulato la sua raccomandazione, che a fine giugno l’ECOFIN assevererà definitivamente: l’Italia viene rimossa dalla procedura di infrazione per indebitamento eccessivo. La “strategia ambiziosa di risanamento del bilancio” è stata apprezzata ed i numeri (il rispetto della soglia del 3% di deficit/PIL) sia presenti che prospettici incoraggiano. Ma la vera partita

comincia solo ora, l’uscita dalla procedura di infrazione permetterà al Paese di risparmiare soldi in sanzioni e di trattare al tavolo europeo con una autorevolezza maggiore, ma da Bruxelles arrivano richieste di ulteriori sforzi, in particolare ammonimenti a non abbassare la guardia visto l’alto debito pubblico, ma soprattutto la preoccupazione si sposta dai numeri all’aspetto politico:

“L’attuazione piena delle riforme strutturali adottate non è scontata, mentre le proiezioni del disavanzo e del debito sono subordinate all’attuazione piena delle misure di bilancio e delle riforme strutturali adottate”

Insomma la brutta fama della classe politica italiana, così abile nel promettere e così restìa a realizzare, sembra non godere di un grande ascendente sulle autorità europee. Che cosa può concretamente ottenere ora l’Italia?

Rimozione delle sanzioni, miglior immagine… il vero piatto forte è ottenere la facoltà di trattare con flessibilità nella contabilità pubblica gli investimenti produttivi e gli interventi a sostegno dell’occupazione. Dal 2014, in ogni caso, è bene ricordarlo e non farsi troppe illusioni.

Così come è bene ricordare che sono state prese decisioni anche su altri otto Paesi. Sei di questi (Spagna, Francia, Olanda, Portogallo, Polonia e Slovenia) hanno ottenuto una dilazione, più tempo, per raggiungere gli obiettivi di deficit, mentre per due Paesi le cose sono cambiate in peggio: su Malta è stata aperta una procedura di infrazione, mentre il Belgio per ora ha ricevuto un ammonimento e obiettivi più stringenti. Il grande numero di Paesi (che valgono oltre il 50% del PIL della zona €) coinvolti nella manovra distensiva potrebbe significare che nell’ECOFIN di fine giugno verranno decise manovre europee generose a favore dell’occupazione giovanile, una good news che i mercati ancora non scontano.

Considerando che l’Italia non può chiedere un allungamento dei tempi per il rientro del deficit perché ha già raggiunto l’avanzo primario non resta che stilare la road map delle riforme da attuare. Pensando alla composizione attuale del Governo italiano potrebbero ora sorgere delle preoccupazioni, ma la Commissione UE è stata così generosa da elencare punto per punto cosa ci si attende che ora l’Italia si avvii a fare. Si tratta di sei punti:

  • CONTI PUBBLICI“Continuare a realizzare avanzi primari strutturali per mettere l’elevatissimo rapporto debito/PIL (arriverà a 132,2% nel 2014) su una traiettoria stabilmente in discesa; miglioramento duraturo dell’efficienza e della qualità della spesa pubblica attuando pienamente le misure del 2012 attraverso le revisioni periodiche approfondite della spesa a tutti i livelli amministrativi.”
  • EFFICIENZA DELL’APPARATO STATALE“Potenziare l’efficienza della pubblica amministrazione attuando tempestivamente le riforme in atto, semplificare il quadro amministrativo e normativo per cittadini e imprese, abbreviare la durata dei procedimenti civili e ridurre l’alto livello di contenzioso civile, anche promuovendo il ricorso a procedure extragiudiziali di risoluzione delle controversie; potenziare il quadro giuridico relativo alla repressione della corruzione, anche rivedendo la disciplina dei termini di prescrizione; adottare misure strutturali per migliorare la gestione dei fondi Ue nelle regioni del Mezzogiorno in vista del periodo di programmazione 2014-2020.”
  • BANCHE“Promuovere nel settore bancario pratiche di governo societario che sfocino in una maggiore efficienza e redditività (STOP al rapporto incestuoso Stato-banche realizzato attraverso il meccanismo delle Fondazioni, quindi), per sostenere il flusso del credito alle attività produttive; proseguire i lavori di controllo qualitativo delle attività in tutto il settore bancario e agevolare la risoluzione dei prestiti in sofferenza iscritti nel bilancio delle banche; promuovere maggiormente lo sviluppo dei mercati dei capitali al fine di diversificare e migliorare l’accesso delle imprese ai finanziamenti, soprattutto sotto forma di partecipazione al capitale promuovendone la capacità di innovazione e la crescita.”
  • MERCATO DEL LAVORO“Realizzare ulteriori interventi per promuovere la partecipazione al mercato del lavoro, specialmente quella delle donne e dei giovani, ad esempio tramite l’istituto della Garanzia per i giovani; potenziare l’istruzione professionalizzante e la formazione professionale, rendere più efficienti i servizi pubblici per l’impiego e migliorare i servizi di orientamento e di consulenza per gli studenti del ciclo terziario; migliorare l’offerta di servizi di assistenza alla persona e di doposcuola; intensificare gli sforzi per scongiurare l’abbandono scolastico e migliorare qualità e risultati della scuola, anche tramite una riforma dello sviluppo professionale e della carriera degli insegnanti; migliorare l’efficacia dei trasferimenti sociali, specie per le famiglie a basso reddito con figli.”
  • FISCO“Trasferire il carico fiscale da lavoro e capitale a consumi, beni immobili e ambiente assicurando la neutralità di bilancio; va proseguita la lotta all’evasione fiscale, migliorato il rispetto dell’obbligo tributario e vanno contrastati in modo incisivo l’economia sommersa e il lavoro irregolare”.
  • CONCORRENZA NEI SERVIZI“eliminare le restrizioni nei servizi professionali, promuovendo l’accesso al mercato, ad esempio, per la prestazione dei servizi pubblici locali, dove il ricorso agli appalti pubblici dovrebbe essere esteso (in sostituzione delle concessioni dirette). Inoltre va potenziata la capacità infrastrutturale concentrandosi sulle interconnessioni energetiche, sul trasporto intermodale e, nelle telecomunicazioni, sulla banda larga ad alta velocità.”

Al premier Enrico Letta ed al suo variopinto gruppo di lavoro non resta che rimboccarsi le maniche…

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.