Il futuro delle operazioni M&A di aziende cinesi all’estero

Divisioni Cinesidi Andy Wu e Matteo Sessi (Mandarin Capital Partners)

Le aziende cinesi sono diventate operatori dinamici nel mercato delle acquisizioni internazionali solo negli anni recenti. Operazioni quali l’acquisizione nel 2008 di CIFA da parte del gruppo industriale Zoomlion in partnership con Goldman Sachs, Hony Capital e Mandarin Capital Partners, l’acquisizione nel 2010 di Volvo da parte di Geely o ancora l’operazione Nexen – CNOOC del 2012 per nominarne solo alcune, hanno di fatto segnato l’ingresso nell’arena competitiva globale di una nuova generazione di imprenditori cinesi. Nuova generazione che ambisce ad uscire dai confini nazionali e vede nelle acquisizioni internazionali la via più rapida per raggiungere una copertura globale. Allo stesso tempo, le opportunità di investimento stanno aumentando, in conseguenza dei processi avviati dai gruppi multinazionali di dismissione delle attività non più strategiche.

Valore totale delle operazioni di M&A estere da parte di aziende cinesi

MA1

(Source: The Resurgent Dragon searching for value in troubled times)

Secondo un recente report di Deloitte l’attività di M&A condotta dalle aziende cinesi oltreconfine è cresciuta sia in numero sia in valore di operazioni in un contesto macroeconomico volatile ed incerto.

Operazioni di M&A di aziende cinesi nel periodo Genn 2005 / Sett 2012 per settore di attività dell’azienda target

MA2

(Source: The Resurgent Dragon: Searching for value in troubled times)

Le aziende cinesi hanno investito oltre confine principalmente in Energia e Risorse Naturali (66%), Beni di consumo e Trasporti (8%), vari Settori Manifatturieri (7%). Tre le finalità principali perseguite dall’investitore industriale cinese:

  1. Approvvigionarsi di materie prime per alimentare le produzioni industriali ed il settore delle infrastrutture;
  2. Incrementare / migliorare il livello tecnologico dell’azienda, i suoi processi produttivi, la competitività sui mercati internazionali;
  3. Cogliere le opportunità del mercato interno derivanti dalla crescita e dai mutamenti delle abitudini di consumo.

Europa Occidentale: Attrattività crescente rispetto a USA e Giappone

MA3
Nel 2012 le aziende cinesi hanno realizzato all’estero 210 operazioni di M&A, in calo rispetto al 2011, ma in crescita per valore delle stesse (v. grafico 3). L’Europa Occidentale si conferma metà di interesse crescente degli investimenti esteri cinesi. In questa area nel 2012:
– Il numero di operazioni è cresciuto del 29% (rispetto al 2011), mentre è diminuito nelle altre macro-aree geografiche (Nord e Sud America, Asia).
– Le aziende cinesi hanno realizzato il 21% delle operazioni (23% in valore). Solo 3 anni prima le acquisizioni condotte da operatori cinesi in quest’area avevano un peso molto inferiore (10% – 12%).
– La principale operazione è stata realizzata da China Three Gorges, che ha comprato il 21% di EDP, società elettrica statale portoghese, per $ 3,5 miliardi.
Per ragioni strutturali e politiche, l’investimento in attività industriali in Giappone (come del resto in Corea del Sud) si è sempre rivelato difficile. D’altra parte, la complessità tipica delle corporations americane, in media molto grandi, molto integrate e con numerosi stake-holders coinvolti, rende particolarmente difficile l’attività di M&A negli Stati Uniti. Nonostante ciò, il Nord America si conferma metà preferenziale per le acquisizioni di asset immobiliari e nei settori ad elevato contenuto tecnologico (i.e. Information Technology, media, etc.).
A partire dal 2012, l’Unione Europea contende al Nord America lo status di destinazione preferenziale degli investimenti esteri cinesi. L’importanza che sta venendo ad assumere quest’area è dovuta alla necessità dell’investitore cinese di accrescere il proprio know-how di prodotto e di processo. A questo fine, nell’Unione non sono infrequenti le aziende di dimensione medio-piccola e con profilo tecnologico alto: da cui l’interesse dell’investitore cinese che vede la possibilità di realizzare operazioni più facilmente accessibili e gestibili. Un buon esempio in questo senso è rappresentato dall’acquisizione di CIFA, produttore italiano di macchinari industriali per l’edilizia e le infrastrutture, acquisito nel 2008 da Zoomlion, suo concorrente cinese. Durante la crisi del 2008/09, CIFA ha visto una forte contrazione dei propri mercati di riferimento, ma ha potuto bilanciarne gli impatti negativi attraverso la collaborazione commerciale e tecnologica con Zoomlion.
Le aziende cinesi trovano nell’Unione Europea un clima più favorevole per gli investimenti. Non ci sono tensioni su temi strategici, la bilancia commerciale è più equilibrata (rispetto a quella fra Cina e Stati Uniti) e la stasi in cui versa l’economia europea spingerà sempre più le aziende a guardare con interesse alla Cina.

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About Alberto Forchielli

Presidente dell'Osservatorio Asia, amministratore delegato di Mandarin Capital Management S.A., membro dell'Advisory Committee del China Europe International Business School in Shangai, corrispondente il Sole24Ore - Radiocor