Il Deficit, questo sconosciuto

Circa un mese fa ho affronatto l’argomento Deficit e Debito, vorrei proseguire nel discorso. Cosa siano l’uno e l’altro spero sia chiaro (vedasi post precedente nel caso), percui procedo con il ragionamento.

Il grafico che vedete qui sopra esprime il valore del deficit americano, in percentuale del GDP (cioè del PIL) dagli anni ’60 a oggi. Il valore è negativo ed è per questo che il grafico ha quell’aspetto anche se sappiamo che il deficit “sale”: sarebbe corretto dire che il deficit “aumenta” e dunque si appesantisce.
Ora, ciò che voglio dire è questo: l’andamento storico di lungo termine, l’area di “normalità” è fin troppo evidente quale sia, ed è dunque ragionevole attendersi che in qualche maniera l’amministrazione cercherà di riportare il deficit su quei valori (Obama l’ha già più volte dichiarato come obiettivo prioritario).
D’altra parte se non rientrasse, questo deficit si trasformerebbe in nuovo debito, che al momento è già proiettato verso area 100% del PIL. Con l’ovvio rischio di mettere in discussione il dollaro.

Ma come finanziare il deficit?

La prima risposta è: prelevando maggiormente dai contribuenti. Ma la base imponibile cresce con il PIL, che difficilmente correrà, e comunque crescerà meno del debito; pertanto è ragionevole attendersi un aumento delle aliquote fiscali, visto che non si può contare su una base crescente di imponibile.
Le altre vie sono quelle del taglio della spesa e del rientro dalle esposizioni prese per far fronte alla crisi (ci sono ancora 139 mld$ prestati a varie istituzioni finanziarie o investiti per rafforzarne il capitale, che potrebbero essere restituiti o richiamati).
I tagli sono piuttosto difficili, senza considerare che il nuovo piano sanitario di Obama rischia di espandere ulteriormente la spesa, perché molti settori contano sul contributo pubblico per mantenere il volano attivo: incentivi, stimoli… a fine marzo è prevista l’interruzione di questi incentivi (tra cui, ricordo, c’è anche quello di acquisto dei titoli MBS per mantenere artificialmente bassi i tassi…). Vedremo se e quanto tutto questo impatterà sui mercati. Nel frattempo oggi -con il downgrade del Portogallo- la guerra delle valute continua.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.