Contribuenti arrabbiati

Angry taxpayers
L’Italia è diffidata come un Balotelli qualunque, per troppo tempo è stata in deficit eccessivo e ora per garantire i propri partner europei, ha bisogno di non splafonare dal “magico numero” del 3% di deficit/PIL , valore scelto come soglia critica per valutare se i conti di un Paese siano su un percorso di sostenibilità o meno. E’ anche per questa ragione che -per usare una parola usata dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sull’argomento- al governo è mancato coraggio nel decreto sullo sblocco dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione.

La Commissione UE a breve (fine maggio) dovrà dare il suo responso, dopo la pubblicazione delle stime macro-economiche tricolori che avverrà il 3 maggio prossimo. Olivier Bailly -portavoce della Commissione UE- riepiloga la situazione:

“Stiamo in  contatto con le autorità italiane e valuteremo tutte le misure che l’Italia ritiene che debbano essere tenute in considerazione in relazione alla decisione sulla fine della procedura di infrazione per deficit pubblico eccessivo.

Per uscire dalla procedura per deficit eccessivo non è solo necessario avere un deficit/PIL al 3% nominale ma anche un andamento discendente del deficit nei due anni successivi. Il 3% è un valore nominale chiave previsto dalle norme europee, è un criterio vincolante, ma ci sono anche ulteriori criteri da tenere in considerazione per uscire dalla procedura: il ritmo di riduzione del debito, le previsioni della sua ulteriore riduzione per cui il valore nominale del 3% è meno rilevante di quanto fosse prima.

La Commissione europea non ha preso oggi decisioni sulle procedure, prendiamo solo nota dei dati Eurostat e li integreremo con le nostre analisi sul deficit e il debito del 2013, su quella base lavoriamo. Le condizioni di crescita attuali permettono una riduzione limitata del deficit, sappiamo che si tratta di un compito più arduo. In ogni caso si deve valutare la situazione dei Paesi, se migliorerà, se si stabilizzerà o se si deteriorerà.

Le decisioni sulle procedure in corso, compresa quella sull’Italia, saranno prese il 29 maggio. Per spiegare che tipo di margini ha la Commissione europea per valutare la strategia di finanza pubblica di un paese conta la qualità degli sforzi in atto compiuti da un Paese. L’orientamento della Commissione rimane favorevole alla chiusura della procedura contro l’Italia a patto che resti sotto la soglia del 3% nel 2013 e nel 2014.”

In sostanza, viene confermata l’intenzione politica di chiudere la procedura, intenzione che va verificata alla luce dei dati economici, delle previsioni della stessa Commissione, della conferma del percorso di riassestamento delle finanze pubbliche in Italia.

Tutto questo nel solco del vecchio adagio secondo cui la credibilità ci vogliono anni a costruirla e pochi istanti per perderla. Con noi sono stati così indulgenti da darci anni ed anni (ed anni…) per disintegrarla fin quasi ad azzerarla.

Il suggerimento del giorno è:

 

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.