Le richieste mutaforme di Nicosia

 

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La crisi cipriota è senza dubbio una delle pagine più interessanti della finora breve Storia della zona euro. Un piccolo Paese che evidenzia diverse delle distorsioni e incongruenze delle regole interne all’Unione monetaria e delle risposte che l’Unione monetaria dà al deflagrare degli eventi.

Abbiamo già affrontato in diversi post la questione di cosa sia successo a Nicosia (su tutti suggerisco “il creativo haircut cipriota“). Riassumendo rapidamente la Repubblica di Cipro si è ritrovata a gestire un buco (17 mld€) grande approssimativamente quanto il suo PIL a causa di una sovraesposizione su titoli greci (vedi nota a fine articolo).
Per far fronte a questa improvvisa voragine è stato strutturato un piano di bailout, nel quale UE (per 9) e FMI (per 1) offrono un aiuto da 10 mld€ complessivi, mentre a Cipro spettava l’impegno di reperire i restanti 7 mld e la scelta di come reperirli é ricaduta sul prelievo forzoso dai conti correnti, come ben sappiamo.

Per restituire ad UE e FMI i dieci miliardi -che vengono erogati oggi per non lasciare Cipro da sola coi suoi problemi- la Repubblica di Cipro attuerà nei prossimi anni un piano di risparmi (altrimenti detto austerity: più prelievi fiscali e meno spesa sociale). Per effetto di questa austerity e del fatto che l’economia cipriota si basa(va) su finanza e turismo ed ora potrà far conto solo sul turismo, si stima che il calo di PIL per Cipro sarà del 12,5% per l’anno 2013 con “more to come” negli anni a venire, come si suol dire.

Scatta quindi la preoccupazione che, a causa del tirar la cinghia, come insegnano Grecia e Portogallo, vada poi a finire che Cipro non riesca a rimborsare gli aiuti. Pertanto gli ingegneri che hanno pensato al piano di bailout hanno studiato un accorgimento: occorre che Cipro abbia una dotazione iniziale di risorse maggiore per far fronte al calo di PIL che deriverà dalla necessaria austerity, quindi il piano di bailout viene rivisto da 17 a 23 mld€, dove la cifra erogata da UE e FMI rimane ferma a 10 (9+1) mld€ e Cipro troverà invece di 7 la bellezza di 13 mld€. Dove possa mai andarli a prendere non si sa…. Ah già, che sciocco, ora ricordo…

Fattisi due conti con un pallottoliere, una biro ed un tovagliolo di carta, il presidente cipriota Micos Anastasiades ha dichiarato che chiederà all’Eurozona un “aiuto supplementare per far fronte all’aggravio del conto del salvataggio del Paese“.

Sì, avete capito bene: chiederà un aiuto a ripagare l’aiuto.

La lettera -dice Anastasiades- a Barroso e Van Rompuy

“sottolineerà la necessità di un cambiamento di politica della Ue verso Cipro accordando un aiuto supplementare tenendo conto delle difficoltà alle quali dobbiamo far fronte a causa della crisi economica e delle misure che ci sono state imposte”

Cosa vorrà dire? Sembra non avere dubbi Jereon Dijsselboem (il più grande comunicatore che la Storia recente del Vecchio Continente ricordi): prima dell’inizio della riunione ECOFIN con i ministri finanziari dei Paesi dell’unione monetaria ha ribadito che il conto del salvataggio di Cipro, passando a 23 miliardi, non prevede aumenti di aiuti da parte della UE; pertanto 13 miliardi saranno a carico dell’isola.

“Non vogliamo i vostri soldi”

Ma certo! Cosa avete capito? Nicosia ha chiarito ben presto:

“Cipro non sta chiedendo un nuovo aiuto finanziaro, denaro supplementare, ma un sostegno più forte della ‘task force’ della Commissione europea, ecco cos’era l’aiuto supplementare”

E anche la Commissione europea ha spiegato:

“Oggi c’è stato un malinteso sulla richiesta di Cipro di ulteriori aiuti dall’Europa. Il programma di finanziamento della UE può arrivare fino a 10 miliardi e tutti concordano su questo, Cipro compresa”.

Ma quali aiuti finanziari! Si richiedono supporto morale, pacche sulle spalle, cori d’incoraggiamento e -se proprio volete esagerare- qualche sonata di vuvuzela…

vuvuzela

Peccato solo che ci sia il solito gaffeur, questa volta è toccato al portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert:

“L’importo destinato al salvataggio europeo di Cipro, deciso in 10 miliardi di euro, non cambierà, anche se il Paese ha chiesto che la cifra venga riviste al rialzo. Tale importo è già molto alto”.

E pensare che ci avevamo quasi creduto…

L’evoluzione prevedibile degli eventi è ora che l’impasse economica del Paese provocherà per l’integerrimo Anastasiades (indagato per aver fatto trasferire fondi della sua famiglia dalle banche prima di disporre il blocco dei capitali) un calo di consensi. Pure lui qualcosa da Grecia e Portogallo avrà imparato, no? Il rischio, per i cittadini ciprioti, è che preso dalla paura di perdere consenso il presidente Anastasiades pensi di fare un bel cocktail di populismo e demagogia e si metta in testa strane e/o creative idee di tipo monetario, alla ricerca di dannose scorciatoie: e -sorpresa- una delle prime azioni del presidente cipriota è stata la tentata rimozione del banchiere centrale di Nicosia. Come riporta il Wall Street Journal, Mario Draghi, che non è esattamente uno sprovveduto, è già intervenuto a riguardo inviando il 10 aprile una lettera al presidente  Anastasiades, in cui sottolinea la gravità di un atto quale l’estromissione del Governatore di una Banca centrale. L’arrivo della missiva è stato confermato dal nuovo ministro delle Finanze cipriota, Harris Georgiades. Prendendo posizione dopo le crescenti voci di una prossima rimozione del Governatore della Banca centrale di Cipro, Panicos Demetriades, Draghi ammonisce che

avviare la procedura per estromettere un Governatore è un passo molto grave che può essere intrapreso solo a fronte di pesanti accuse sulla materializzazione di uno dei motivi previsti dalle leggi comunitarie per l’allontanamento. In mancanza di questi presupposti qualsiasi tentativo di creare prove contro un Governatore così da esercitare pressioni sullo stesso metterebbe a rischio l’indipendenza del Governatore centrale che è tutelata dallo statuto. Qualsiasi procedura in questo senso deve avere l’avallo giudiziario della Corte di Giustizia europea.”

Cipro ha conquistato in poco tempo le prime pagine ed in una manciata di giorni è scomparsa dai principali mezzi di informazione, ma c’è più di un motivo per non distogliere lo sguardo e tenere alta la soglia di attenzione.

Nota: documenti sensibili sulla incompetente gestione della bank of Cyprus e sulla fusione fra Laiki Bank e la greca Marfin Egnatia Bank ve li ho già proposti, ma li ripropongo qui per coloro a cui fossero sfuggiti.
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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.