Un tulipano di nome Bitcoin

 

tulipani

Nelle ultime settimane è scoppiata la mania del BitCoin, diverse persone mi hanno interpellato chiedendomi ragguagli e consigli.

Il BitCoin è una moneta virtuale, basata sul concetto di sistema sicuro di scambio senza rischio di contraffazione, nessuna banca centrale che ne regola l’espansione e quantità circolanti predeterminate, così da non permettere iperinflazione dello strumento.

Cioè che è accaduto però -paradossalmente- è che si sia iperinflazionato il valore di questo strumento, che è passato da 0,5$ a 250$ in poco più di due anni, con una accelerazione notevole da quando in un’isola del Mediterraneo si è teorizzato -e poi realizzato- di penalizzare chi ha moneta reale:

BitCoin1

Ma che c’entrano i tulipani?

Nella prima metà del XVII secolo, nei Paesi Bassi la domanda di bulbi di tulipano raggiunse un picco così alto che ogni singolo bulbo di tulipano raggiunse prezzi enormi; questo straordinario livello dei prezzi calò comunque drasticamente in breve tempo. Il prezzo dei tulipani salì alle stelle a causa della speculazione sui futuri tulipani fra coloro che non avevano mai visto i bulbi. Molte persone ottennero e persero la loro fortuna da un giorno all’altro.

E, se proseguirete nella lettura, risulterà presto molto chiara la similitudine.

Se pensiamo al concetto di denaro, possiamo facilmente dire che si tratta di uno strumento per facilitare gli scambi di beni e servizi, migliore del baratto perché non costringe a trovare tra due controparti un bene da scambiare che ciascuno dei due abbia e sia ben accetto all’altro. Naturalmente per scambiare beni o servizi in cambio di denaro bisogna aver fiducia di poterlo usare, che venga riconosciuto, apprezzato e accettato laddove ci si vuole recare a scambiarlo per ottenere altri beni o servizi.

La moneta d’oro dei tempi antichi aveva un valore intrinseco: se la controparte non la accettava per il suo valore legale, non poteva non riconoscerne il valore materiale. Da quelle si è passati poi alle “note di banco” con cui si certificava il deposito di somme d’oro in una filiale bancaria e si poteva viaggiare verso l’oriente a comprare spezie in modo più comodo e senza rischiare gli assalti dei predoni.

Se oggi il difetto di monete come l’€ consiste nella eccessiva dipendenza dalla fiducia, beh… immaginate allora quanto è difettoso il bitcoin…non avendo una banca centrale alle proprie spalle, né alcun garante, chi lo accetta deve essere ben fiducioso di trovare qualcun altro disposto ad accettare questi bit in cambio di qualcosa di concreto, ed in un mondo dove non tutti hanno smartphone ed accesso a internet è ben difficile immaginare che possa diventare una moneta universalmente riconosciuta ed accettata.

E ancora di più il discorso vale per chi, non avendo idea di come fare ad ottenerli vendendo qualcosa, ha deciso di comprare BitCoin con denaro reale. Ben presto si è generato un mercato, il cui andamento è visibile nel grafico precedente. Nasce un nuovo standard delle transazioni: anonimo, sicuro. Chi non ce l’ha se lo compra, che -si sa- è in quantità limitate, e ne vede crescere il valore (ironicamente lo compra perché teme che la moneta reale non abbia più valore, poi però misura il valore dei propri bitcoin in moneta reale… mah…)

Il risultato è che appena la porta del forno si apre, la torta si sgonfia, ed ecco cosa succede:

BitCoin2

Un bel -50% in poche ore

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.