L’austerità degli aiuti ai Paesi in via di Sviluppo

sviluppo

Se l’acqua scarseggia la papera non galleggia” il vecchio detto reso celebre dai “Trettré” nelle TV commerciali italiane degli anni ’80 sembra calzare a Tagliare le spese dei Paesi ricchi ha portato anche al taglio dell’assistenza ai Paesi in via di sviluppo, calata del 4% nel 2012 a 125,7 mld$, cioé neanche il 3 per mille del PIL dei Paesi industrializzati.

Rispetto ai contributi record versati nel 2010 la flessione è del 6% , il calo più ampio dal 1997. Chi più ha ridotto questi contributi sono quei Paesi sempre meno ricchi (e sempre più speranzosi di sviluppi): Spagna (-50%), Italia (-35%), Grecia (-17%) e Portogallo (-13%).

L’Italia oggi versa lo 0,13% del proprio PIL (cioé 2,63 mld$ e ne versava 4,32 mld lo scorso anno), la percentuale più bassa tra tutti i Paesi aderenti al Comitato di Assistenza allo Sviluppo in sede Ocse. Il Governo italiano si è fermamente impegnato ad aumentare l’assistenza allo sviluppo per raggiungere lo 0,15-0,16% del PIL nel 2013. Il donatore principale per importo restano gli Stati uniti con 30,4 miliardi di dollari, pari allo 0,19% del Pil (-2,8% sul 2011).

I paesi più generosi in proporzione al PIL sono Lussemburgo (1%), Svezia (0,99%), Norvegia (0,93%), Danimarca (0,84%), Olanda (0,71%), gli unici a superare l’obiettivo dello 0,70% raccomandato dall’Onu.

Questi aiuti erano (e sono) destinati prevalentemente al supporto di rifugiati e all’abbattimento del debito pubblico. L’eco della canzone “Cancella il debito” con cui Lorenzo Cherubini Jovanotti invitava i Paesi Occidentali a sgravare i Paesi del Terzo Mondo dalla cappa del debito verso gli ex-colonizzatori è lontana. Quella del debito accumulato è una questione sempre più occidentale e sempre meno esclusiva dei Paesi in via di sviluppo, sorprende poco dunque che -con lo scopo di ridurre il debito in casa propria- i Paesi OCSE abbiano ridotto i contributi. Persino la Germania versa (0,38% del PIL) contributi inferiori alla media UE (che è 0,39% del PIL).

Ma dall’analisi di questi contributi possiamo anche osservare come si evolve la distribuzione della capacità economica e finanziaria nel Pianeta: l’Australia versa in valore assoluto più di Norvegia e Olanda. Gli Stati Uniti hanno aumentato il supporto a sfondo sociale, ma hanno praticamente azzerato i contributi a sostegno del debito. Il Giappone ha contratto in modo sostanziale il proprio sforzo, così come lo stesso hanno fatto Francia e UK mentre la Turchia (che ha raddoppiato il proprio contributo dopo la Primavera Araba) versa quasi il doppio della Corea.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.