Cipro: pacificazione del capitale?

Un-involved
Alla fine i Russi hanno seguito lo schema islandese: dopo aver proposto aiuti miliardari, hanno provato ad alzare la posta fino ad indurre la controparte (in questo caso Cipro) a tornare alla prima opzione. I buchi generatisi nel sistema finanziario cipriota a causa dell’haircut greco verranno ricoperti con ingenti prelievi forzosi sui giuridicamente incolpevoli depositanti. E’ un passaggio fondamentale, questo del giudizio morale legato agli aiuti (ne abbiamo già parlato qui); l’eccesso di depositi -attratti dalla fiscalità agevolata e dalla bassa trasparenza offerte da Cipro- ha costretto le banche ad investire capitali tali che le perdite derivanti hanno superato abbondantemente le capacità patrimoniali delle banche stesse. Consapevolmente o no, perché l’esperienza ci insegna a prendere in considerazione l’ipotesi che nel panico si sia agito pensando poco alle conseguenze implicite, si diffonde un messaggio: se si intende depositare denari nelle banche dell’Eurozona, meglio scegliere le SIFI (Systemically Important Financial Institutions) regolate dalla BCE.

Altro che togliersi il problema di avere banche Too Big to Fail incentivando la distribuzione dei depositi, qui implicitamente si incentiva l’accentramento dei capitali verso quell’1% di grandi banche europee che da fine anno usciranno dalle comode (complici?) sorveglianze locali per sottostare a quelle comunitarie.

Un problema che però, per ora, non riguarda i depositanti di Cipro, perché la Banca centrale di Nicosia ha imposto una serie di limitazioni alla circolazione dei capitali per evitare una fuga del denaro dall’isola alla riapertura delle banche. Così riportano alcuni giornali locali, che citano un decreto in vigore da domani per una durata di sette giorni che sarà applicato a tutti gli istituti di credito esclusa la Banca centrale. In particolare il decreto prevede che chi lascia l’isola non possa portare con sé più di 3mila € e che i pagamenti con carta di credito non superino 5mila € al mese.

Questo genere di provvedimento è un errore marchiano, nella modestissima opinione di chi vi scrive.

Ai depositanti viene assestato, con questo piano di bailout, un colpo memorabile. La fuga di denaro andrebbe contenuta spiegando in modo chiaro che il colpo è già stato assestato, è inutile ormai portar via i capitali, la manovra è decisiva e già eseguita. Invece impostando limiti all’utilizzo del capitale si ottengono alcune conseguenze: innanzitutto si disincentivano i versamenti, che dopo un primo periodo di diffidenza tornerebbero regolari. In secondo luogo invitano il depositante a prepararsi a spostare tutto il capitale appena il blocco verrà meno (il che significa che il regolatore sarà tentato di non rimuoverlo più). Ed infine genera la subliminale sensazione che si vogliano trattenere i capitali perché non si sa mai, magari un altro prelievo forzoso… che so, magari più piccolino… eh… dai che ci scappa…

Viceversa lasciando liberi i capitali ci sarebbero certamente dei deflussi importanti nei primi giorni (a cui la BCE dovrebbe prestarsi come fornitore di liquidità), ma la situazione si normalizzerebbe più rapidamente e con meno strascichi.

Consideriamo infatti che l’economia cipriota è fatta di turismo e finanza. Anzi era fatta di turismo e finanza, ore rimane solo il turismo. Impedire i movimenti di capitale rende più difficile esercitare anche le attività commerciali, per non parlare della conseguente perpetua incapacità di credito degli istituti bancari locali. Ai cittadini di Cipro bisognerà che qualcuno ci pensi, cosa devono mangiare? Pesce pescato e oligarchi russi?

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.