Immobilismo politico

E proviamoci dài, proviamo ad immaginare le evoluzioni non delle prossime ore, ma dei prossimi mesi.
La situazione politica italiana preoccupa: il Movimento 5 Stelle e le dichiarazioni di uscita dall’euro spaventano, così come spaventa, ce lo ricorda Zerohedge, l’approccio alle questioni monetarie che Beppe Grillo esprime da tempo:

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E al momento, con il rifiuto assoluto ad ogni forma di fiducia, l’unica evoluzione possibile -calendario istituzionale alla mano- sembra essere un governo del presidente guidato da una figura terza rispetto ai partiti e sostenuto con il mal di pancia da tutte le forze politiche tradizionali, un governo che avrebbe paradossalmente una maggioranza straripante e che rassicurerebbe per questo i mercati per la sua capacità di intervento.
Un governo per arrivare alla prossima primavera quando si terranno le elezioni europee e fare un election day con le politiche per rinnovare il Parlamento alla ricerca di una maggioranza più chiara e definita.
Potrebbe verificarsi allora che il consenso per il Movimento 5 stelle, così come in un anno di impopolare governo tecnico è passato da 0 a 25, con un altro anno di governo atipico arrivi da 25 a 50.
Ma sulla scorta di questo potrebbe anche essere che i prossimi dodici mesi verranno spesi promulgando quei provvedimenti (legge elettorale, certo, ma anche cancellazione dei rimborsi elettorali, taglio dei parlamentari, dei privilegi, ecc ecc) che la Piazza reclama come necessari, e su cui pare non ci sia più tempo di distinguere tra quelli che sarebbero necessari davvero, quelli che sarebbero solo “giusti” e quelli che sono “aria fritta”.
Ma, c’è un bel “ma”: conoscendo il meccanismo della sindrome da ultimo giro, che Matteo Renzi descrive bene qui al minuto 15:00

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Il dubbio che, con la consapevolezza che questa volta che più che mai il giro possa essere davvero l’ultimo, si trovi la forza di fare ciò che finora non si è fatto è un dubbio quantomai lecito.
Quindi è ragionevolmente alta la probabilità che -arroccandosi in un “nessuna fiducia a nessun governo“- il Movimento 5 stelle finisca per accrescere il proprio consenso. E pertanto gli investitori hanno ben motivo di preoccuparsi, perché se le idee di uscita dall’euro e rinegoziazione del debito (modalità soft di dire default ed haircut) diventano maggioranza la questione coinvolgerebbe tutta l’area euro. Si parlava di effetto domino per la Grecia, immaginiamo per l’Italia cosa si innescherebbe.
E quindi? Come potrebbero gli investitori internazionali cautelarsi dal precipitare della situazione?
La parola magica potrebbe essere: memorandum
Un Movimento 5 Stelle ancora più influente in Parlamento verrebbe arginato se prima di tornare al voto l’Italia fosse costretta a sottoscrivere un memorandum a causa del peggioramento del quadro (ovvero spread fuori controllo).
Pensiero machiavellico, ma contrario all’evidenza dei fatti: l’Italia, in piena balìa degli eventi e senza governo ha uno spread dinamicamente stabile intorno a 315 punti, e se questa congettura avesse un minimo di fondamento… se non ora quando?

La risposta perfida è: quando ci sarà in carica un governo con i poteri per poterlo firmare, un memorandum, perché quello attuale è in carica solo per la gestione ordinaria.

Farneticazioni e fantascenari di un dispettoso bimbo alieno. Non fateci caso.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.