Processione recessiva

L’area € era attesa oggi alla prova dei dati di PIL, ed è stata una vera giornataccia: crescita zero quest’anno per l’Eurozona nel suo complesso a causa dei minori consumi e delle misure di austerity ritenute necessarie per il risanamento dei conti pubblici. Oltre ai brutti dati sulla chiusura del 2012, le previsioni della BCE sul PIL dell’Eurozona per il 2013 (da +0,3% a 0%) e il 2014 (da 1,3% a 1%) sono state abbassate di nuovo rispetto all’indagine precedente. Le attese per il PIL 2015 sono all’1,6%.

Le cause, si legge nel bollettino BCE, sono le solite (quelle ripetute e rievocate decine di volte:

“l’andamento dell’attività economica è stato inferiore alle attese, a causa dei minori contributi dei consumi privati e collettivi, dovuti alle misure di risanamento delle finanze pubbliche. Contributi positivi alla crescita, invece, continuano a venire dalla domanda estera.”

Scorporando la voce “PIL aggregato” vediamo un’Europa unita. Unita nel peggioramento:

  • l’Olanda, paese AAA con un sistema bancario in affanno, ha registrato il secondo trimestre di crescita negativa, entrando  ufficialmente in recessione. Dato finale di PIL 2012: -0,9%. 
  • Il Portogallo, invece, segna per il 2012 un PIL a -3,2%, per il 2013 il Governo di Lisbona stima una flessione dell’1%, mentre la Banca centrale del Portogallo, più pessimista, prevede -1,9%. Un segno più è atteso nel 2014, anno in cui il Governo stima una crescita dello 0,8% dell’economia. 
  • Anche in Francia il PIL è negativo: -0,3% nel quarto trimestre 2012, il che fa chiudere l’anno con PIL +0%, dopo il +1,7% del 2011. Il governo annuncia inoltre che il deficit sarà superiore ai piani di rientro sia nel 2012 che -presumibilmente- nel 2013
  • Abbastanza allineata alle stime la Grecia: il prodotto interno lordo ha registrato un -6% annuo nel quarto trimestre del 2012 dopo il -6,9% del terzo trimestre. Sull’intero 2012 il PIL è quindi sceso del 6,4%, in linea con il -6,5% previsto dal governo. Per il 2013 Atene stima un PIL in flessione del 4,5%.
  • In Germania il PIL è ancora positivo per l’anno: +0,7%, nonostante il calo dello 0,6% trimestrale nel quarto trimestre del 2012
  • in UK il PIL del trimestre ha segnato un -0,3% facendo chiudere l’anno a +0%
  • E l’Italia? Nel 2012, il PIL è sceso del 2,2%, dice l’Istat, specificando che si tratta del dato corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, diverso da quello definitivo e valido ai fini UE che verrà rilasciato il primo marzo. Per il 2013 Istat stima PIL italiano a -1%. L’ultima stima del governo era di un calo del 2,4% nel 2012. 

Qual è la conseguenza di tutto ciò? L’Occidente frena, il processo di austerity sembra ineludibile, ma presenta il suo conto in termini di mancata crescita. Ed ecco che, magicamente, ciò che a novembre scorso sembravano i deliri di un visionario (Sakura chiedeva nei commenti: E’ una tua ipotesi “a naso” o hai qualche elemento che la avvalora?): l’ipotesi di allora era che la Comunità Internazionale arrivasse a concedere più tempo per il consolidamento dei bilanci pubblici, dilatando i tempi e la durezza dell’austerity, favorendo così il rilancio della crescita. Ora, a metà febbraio, è arrivato qualche elemento che avvalora questa teoria:

Il commissario europeo agli affari economici e monetari Olli Rehn in una lettera inviata ai ministri finanziari dell’eurozona ha scritto ieri espressamente:

I Paesi che si sono impegnati concretamente sul fronte del consolidamento dei conti con misure strutturali di risanamento potrebbero beneficiare di un’estensione dei tempi per il rientro del deficit in caso di peggioramento improvviso del trend di crescita. I programmi di consolidamento dei conti di ogni Paese sono dettagliati in termini cosiddetti strutturali il che significa al netto degli effetti del ciclo di business e delle misure una tantum sul budget. Se la crescita si dovesse deteriorare inaspettatamente, un Paese potrebbe ricevere del tempo aggiuntivo per correggere il proprio deficit eccessivo purché abbia fornito lo sforzo fiscale strutturale concordato. Tale dilazione dei tempi non sarebbe, peraltro, una novità assoluta: Spagna, Portogallo e Grecia ne hanno già beneficiato recentemente.

 

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.