Salti di fine stagione


Cosa sta succedendo alle banche europee?
Iniziamo dalla restituzione alla BCE di parte dei soldi ricevuti con la celebre operazione LTRO a tassi di favore. A suo tempo dedicammo diverse occasioni (qui una ad esempio) a illustarare come quegli stanziamenti fossero concepiti per evitare che il credit crunch diventasse letale (non cioé per essere erogati direttamente all’economia reale) e sostenere con acquisti i valori dei titoli di Stato. L’occasione fu colta dagli Stati, che aumentarono le emissioni a breve termine per sfruttare le favorevoli condizioni create dalla banca centrale. L’idea funzionò, al punto che ora il calo dei rendimenti ha reso non più convenienti queste operazioni. Ed ecco che alcune banche scelgono così di restituire i danari alla Banca Centrale (provocando un restringimento della base monetaria in Europa ed un conseguente rafforzamento dell’euro).

E perché alcune? Le altre che fanno? Tengono in piedi operazioni non convenienti? Allora sono ancora in affanno?

Sembra chiedersi il mercato. Non generalizziamo, esistono operazioni in essere ancora redditizie per le banche che le hanno costruite. Tuttavia le preoccupazioni degli operatori non sono del tutto immotivate, hanno infatti altre ragioni per aggrottare la fronte pensando alle banche, facciamo una carrellata:

In Italia il caso Monte Paschi (e a latere quello di Banca Popolare di Milano) tengono banco, ma anche oltre le Alpi stanno succedendo cose interessanti.

Ad esempio, Commerzbank ha dovuto rivedere i propri orizzonti alla luce degli utili 2012. Dopo aver realizzato 683 mln€ di utili nel difficile 2011, lo scorso anno la seconda banca tedesca ne ha maturati solo… sei. 6 mln€. Circa -99% quindi “eeeh.. quanto sei menoso… saranno meno, ma sono pur sempre utili, c’è anche gente che è in perdita…” . Vero, vero.

Oppure RBS, che -dopo Barclay’s e UBS– concorda con le autorità inglesi e americane una somma “per fermare le indagini” sullo scandalo Libor (di cui avevamo preannunciato un anno fa lo scoppio qui, e raccontato le evoluzioni qui). A quanto ammonta questa “multa”? Circa cento volte gli utili di Commerzbank: 600 mln$.

Su Deutsche Bank c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra svalutazioni ed accantonamenti per questioni legali in cui temono di essere coinvolti siamo già ad oltre 3 mld€.

Sulle banche spagnole ad infierire ci vorrebbe la cattiveria che non ho, anche perché la Spagna ha dei grossissimi problemi anche come Stato: il quadro macro continua ad accelerare il peggioramento con PIL in crescente discesa e disoccupazione al galoppo, ed è fortemente a rischio di vuoto politico: un clamoroso scandalo sta seppellendo il Partido Popular di Mariano Rajoy, sembra addirittura che il condono tombale attuato qualche mese fa sia stato usato da esponenti del partito per nascondere al fisco i fondi neri illecitamente sottratti. Meno male che in Italia -pur essendo accumunata alla Spagna nell’essere un periferico– questo genere di cose non avviene… o no?

Oggi il Tesoro in Spagna ha collocato 4,611 mld€ di titoli a medio e lungo termine (al 2015, 2018 e 2029). La domanda, hanno segnalato gli operatori, è stata molto forte (oltre due volte l’offerta su ogni scadenza), ma questo non è stato sufficiente a impedire una significativa virata dei rendimenti:

  • sul 2015 il tasso è salito dal 2,476% al 2,823%
  • sul 2018 dal 3,77% al 4,125%
  • sul 2029 dal 4,85% al 5,787%

Gli spread pertanto risalgono, saranno stati decisi a tavolino da una manciata di speculatori senza scrupoli, o trovate che ci sian una logica in questo ritorno di sfiducia?

Related Posts with Thumbnails
PDF Creator    Invia l'articolo in formato PDF   

About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.