Il clima autunnale della crescita


 La crescita economica per lunghi anni è stata alimentata con l’indebitamento e la spesa pubblica; l’inversione di tendenza avvenuto dal 2009-2010 quando i bilanci pubblici sono andati sotto stress in seguito allo scoppio della Crisi finanziaria ha provocato una brusca frenata della crescita mondiale. I Paesi che, in modi diversi, si sono trovati ad affrontare severi piani di austerità hanno visto il PIL decrescere, anche violentemente.

Con l’aiuto di una elaborazione del Fondo Monetario Internazionale possiamo osservare come la (de)crescita di PIL abbia un rapporto di forte proporzionalità, in termini aggregati, con il clima fiscale.
Già la scorsa estate in “una economia in apnea” abbiamo parlato di questa correlazione. Gli interventi sui deficit tolgono risorse alla crescita economica, sono interventi recessivi, su questo si concorda tutti. “Ottusamente recessivi” secondo alcuni, “inevitabilmente recessivi” secondo altri.

Assodato questo fatto possiamo quindi asserire che l’austerità -paradossalmente- può diventare la ragione di un peggioramento nella solvibilità di un soggetto (Paese), anziché una cura. Il termine che con sempre maggiore frequenza viene ripetuto dagli organi sovranazionali nelle ultime settimane è “moltiplicatore fiscale”: quali voci di spesa e quali tipi di imposizioni fiscali provocano danni superiori ai benefici del riallineamento? Ogni Paese è invitato a farsi i propri conti e a gestire la velocità del risanamento del proprio bilancio.

La crescita mondiale, anemica nonostante il contributo di alcune grandi economie (ex) emergenti, ha bisogno del contributo di tutti i Paesi. Se nel 2010-2012 quando la casa sembrava irrimediabilmente bruciare occorreva “spegnere il fuoco” con la massima velocità e determinazione, ora “il Sistema” richiede di reperire capacità di slancio. A Spagna e Grecia sono già stati allungati i tempi di rientro del deficit. Nel 2013 potrebbe essere il turno di Francia e Italia, come dicevo in novembre in “La forza dei numeri“: il fiscal compact rimane un obiettivo, ma magari da raggiungere con più calma. A patto, naturalmente, che alla guida dei Paesi ci siano forze capaci di comprendere che un obiettivo spostato in avanti non vada dimenticato.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.