Errori del 2012 e radicati pregiudizi

 

Una tendenza che recentemente sta prendendo un certo vigore è quella di assumere posizioni pregiudiziali e fortemente preconcette, sostenendole denigrando le persone che ne sostengono altre, alimentando un malsano clima da “stadio” che in genere risulta poco produttivo.

Ieri sera un esempio di questo genere di situazioni l’ho vissuto ascoltando “Focus Economia” su Radio24 condotto da Simone Spetia, una trasmissione sempre ricca di interessanti spunti; ieri in chiusura ha ospitato due voci perché dessero un parere sulla gestione dell’Italia degli ultimi mesi. I due ospiti erano GianMaria Gros-Pietro, direttore del dipartimento di scienze economiche e aziendali dell’Università LUISS di Roma (nonché presidente di Atlantia) e Claudio Borghi, docente di economia all’Università Cattolica di Milano ed editorialista economico de “il Giornale”. Le posizioni dei due ospiti erano evidentemente differenti: il primo sosteneva la filosofia delle scelte del governo, il secondo -fortemente critico dell’operato del governo Monti- ha più volte rimarcato come l’altro interlocutore dovesse essere “cieco”. Gros-Pietro non ha perso la calma, mostrando di comprendere le ragioni espresse da Borghi, ma confermando il suo giudizio di fondo. I commenti seguenti alla trasmissione di quelli che -evidentemente- più che ascoltatori sono dei tifosi sono stati sull’onda del “bravo Borghi che ha asfaltato un luogocomunista“.

…Clima da stadio, appunto. Credevo che si discutesse delle opinioni, non delle persone…

In fondo è una forma di debolezza delle congetture: si cerca di perseguire una vittoria sull’interlocutore (dunque relativa ad esso) anziché esprimere una opinione propria e a se stante (dunque assoluta). Una efficace tecnica dialettica per concentrare l’attenzione dell’ascoltatore su un battibecco tra due contendenti anziché sul merito dei contenuti. Perché -ad esempio- una delle argomentazioni usate a sostegno della bontà del governo del 2011 rispetto al governo 2012 sarebbe il fatto che le stime sul PIL 2012 fatte dal FMI nell’estate 2011 erano migliori del risultato effettivamente ottenuto dall’Italia nel 2012.

(modalità sarcasmo attivata)
Parbleu! Una vera rarità! Quando mai le previsioni sul PIL sono state riviste al ribasso?
Quando mai il dato consuntivo è risultato più deludente delle stime?
(modalità sarcasmo disattivata)

Un altro argomento che viene usato è che non sono state le riforme a moderare lo spread tra i BTP ed i Bund, ma il generoso intervento della BCE. Chi lo dice dimentica che la BCE nell’estate 2011 comprava ogni settimana miliardi su miliardi di € di titoli di Stato dei Paesi periferici, senza riuscire a frenare minimamente l’allargamento degli spread, e arrivati a fine anno si presentò il problema delle sterilizzazioni.

Oppure ci si potrebbe chiedere come possa, chi è stato per anni al Governo, sostenere di avere una ricetta capace di salvare il Paese e generare contemporaneamente una crescita sostenuta e sostenibile. E come mai, avendo questa ricetta, non l’ha applicata nei lunghi anni in cui ha avuto la possibilità di farlo?

Dovremmo prendere esempio da qualcuno che fa del rispetto dell’altrui opinione e dell’onestà intellettuale un uso frequente: agenzie di rating? Banche d’affari? No, parlo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che pur con il suo passato politico ha sostenuto “con viva e vibrante partecipazione” (direbbe Crozza) un governo tecnico di ispirazione liberista, e che oggi -pur mantenendo un equilibrato giudizio positivo del suo operato complessivo e auspicando che l’Italia prosegua sullo stesso cammino- si è aperto a delle costruttive critiche sul tema “spending review” soffermandosi in particolare sulla questione legata alla Sanità pubblica:

“La spending review, che ha interessato anche il sistema sanitario, nello stabilire comunque un risparmio di spesa prefissato al di là delle misure effettivamente prese, fa nascere molte difficoltà, molte tensioni, casi molto delicati e nascono anche errori. Ritengo che la prospettiva debba essere quella di proseguire nel prossimo futuro secondo quella visione di selezione attenta degli interventi di riduzione e contenimento della spesa, attraverso provvedimenti che siano davvero di innovazione e razionalizzazione del sistema, senza nulla togliere alla sua logica ispiratrice e ai diritti che abbiamo riconosciuto via via a tutti i cittadini. Bisogna però chiedere, anche in ragione della loro capacità effettiva di reddito, ai cittadini che sono in condizione di dare maggiori contributi di darli anche al finanziamento di un sistema sanitario pubblico, ma in larga misura fondato anche sul privato che deve sottostare a regole più severe e controlli più oculati di quanto si sia fatto per lungo tempo.

Il disegno del Sistema sanitario nazionale è andato anche al di là del dettato dell’art.32 che, quando dice di prestare cure gratuite agli indigenti, dice qualcosa molto al di là della quale è andata l’istituzione del Servizio sanitario nazionale che ha fatto del nostro uno dei Paesi più avanzati da questo punto di vista: bisogna non regredire, non abbandonare questa scelta che è titolo di civiltà per il nostro Paese.

Sulla spesa bisogna effettivamente saper intervenire in modo puntuale con grande attenzione selettiva: la filosofia e la logica della spending review dovrebbe essere quella di modificare meccanismi e strutture che generano spesa abnorme, non sostenibile e talvolta provocano anche degenerazioni e perfino degenerazioni corruttive. Bisogna poi valutare seriamente i risparmi di spesa che discendono da queste modifiche chiamiamole strutturali. Certo, le cose cambiano un po’ quando si dice in ogni caso bisogna tagliare di 1.000, di 1.500 o di 2.000 milioni e, quindi, anche se con gli interventi si risparmia assai di meno bisogna raggiungere in ogni caso quella cifra. E qui nascono molte difficoltà, molte tensioni, casi anche molto delicati e nascono anche errori”.

Insomma, bene il contenimento della spesa, ma magari meglio tagliare su altre voci. Sulla Sanità il Presidente sembra voler invitare più a spendere meglio che a spendere meno.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.