Buon Anno DuemilaCredici

 Da molti punti di vista il nuovo anno sembra iniziare sotto i migliori auspici: il restringimento degli spread dei Paesi periferici sta generando degli ottimi ritorni per gli investitori e per i risparmiatori, la BCE energicamente presente sui mercati rende gli operatori bendisposti alla ricerca del rischio, basti pensare che per Goldman Sachs addirittura l’Italia sarebbe la potenziale sorpresa positiva per il 2013. Dopo tanto inveire sulla rigidità dei tedeschi sta prendendo quota l’opinione che

“se la Bce continuerà a voler imporre nuove misure di austerità in cambio degli acquisti di titoli, questo rischierà di aggravare le condizioni del malato mentre é importante che finalmente i leader europei lavorino alla definizione di un patto per la crescita.”

Sono le parole del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz sul quotidiano tedesco Handelsblatt, ma assomigliano molto all’opinione di decine di autorevoli firme, che siaffannano a dire che dopo aver ottenuto l’interventismo della BCE è tempo di accantonare anche l’austerità, perché “L’Europa continua a rappresentare il principale rischio per la crescita dell’economia mondiale“.

Quello che rischiamo di dimenticare con tutti questi bei propositi di inizio anno è il concetto di moral hazard: l’eventuale abbandono (o moderazione) dell’austerità per il rilancio della crescita sarebbe accettabile solo se funzionale a rimuovere l’impegno della BCE all’acquisto di titoli.
Solo nelle favole pre-elettorali possiamo pensare di trovare un contesto di minor austerity, più crescita e debito aprioristicamente coperto dalla Banca Centrale, la quale -tra l’altro- ha recentemente rivisto al ribasso tutte le proprie stime sulle chiusure del 2012 e sulle prospettive del 2013, le stime precedenti (riportate tra parentesi) erano state diffuse a settembre:

2012 2013 2014
Crescita PIL  -0,5% (-0,4%)  -0,3% (+0,5%) +1,2%
Inflazione  +2,5% (+2,5%)  +1,6% (+1,9%)  +1,4%
Cons. privati  -1,1% (-0,9%)   -0,6% ( 0,0%)  +0,5%
Cons. pubblici  -0,2% (-0,3%)   -0,6% (-0,2%)  +0,4%
Investimenti  -3,8% (-3,3%)   -2,6% (+0,5%)  +1,3%
Esportazioni  +2,9% (+3,1%)  +2,3% (+4,6%)  +5,3%
Importazioni  -0,4% ( 0,0%)  +1,0% (+3,7%)   +4,7%

Dunque sul lato “ammorbidimento dell’austerity” senz’altro qualcosa va fatto: come abbiamo ipotizzato già qualche settimana fa potremmo arrivare ad una “imposizione” di dilazione della tempistica per il fiscal compact. A patto, naturalmente, di presentare un Parlamento credibile alla Comunità Internazionale: deve essere chiaro che gli obiettivi di risanamento dei conti vengano solo spostati in avanti per il bene della crescita mondiale, non dimenticati.

Nella lista dei promemoria per l’anno nuovo occorre inserire:

  • da una parte il fatto che una crescita debole (o più probabilmente negativa) del PIL nel 2013 porterebbe una persistente fragilità del credito e nuovi declassamenti di rating. Settori come telecomunicazioni, vendita al dettaglio e produzione automobilistica, ad esempio, patirebbero duramente una nuova contrazione della spesa dei consumatori. Mentre -considerando la scarsa fiducia nella ripresa economica- gli emittenti appartenenti a settori ciclici come quello dell’acciaio, chimico e dei materiali edili, sul lato rating rischiano molto meno (avendo già incorporato diversi declassamenti).
  • dall’altra che la “manica larga” può generare effetti distorsivi che interrompono il fondamentale processo di riduzione della divergenza nei risultati operativi tra le società con maggiore esposizione verso i mercati dell’Europa del sud e quelle con maggiore esposizione verso l’Europa del nord, riportando velocemente la parola “contagio” sui desk.

Complessivamente, i grandi gruppi hanno liquidità in abbondanza raccolta a basso (se non bassissimo) costo emettendo obbligazioni, pertanto anche di fronte ad un deterioramento dei rating dovuto alla crisi del debito sovrano e generato dalle persistenti limitazioni alla concessione di prestiti da parte delle banche, se la gestione politica dell’austerity sarà tale da generare un “DuemilaCredici”, queste saranno incentivate a rafforzare la propria capitalizzazione (con buyback) e iniziare una golosa stagione di M&A.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.