L’Orso gioca a nascondino?

Dopo le parole moderatamente positive di Roubini, che da una parte dice “il peggio è passato” e dall’altra stima una recessione ancora lunga, si è espresso oggi anche John Greenwood, capo economista di Invesco:

“Il processo di deleveraging, di riduzione della propria esposizione debitoria, è ancora ben lontano dall’essere terminato e in Europa porterà anche per il 2013 a un periodo di grave difficoltà dell’economia con una probabile ricaduta in recessione. Le prime prospettive di ripresa e  di ritorno a una crescita realmente sostenibile per l’economia del vecchio continente le vediamo quantomeno al 2014.

Negli Stati Uniti il processo di deleveraging è molto più avanzato perché le banche hanno in gran parte risanato i loro bilanci e hanno ripreso a concedere prestiti, con un aumento del 4,5% tendenziale fra il 2011 e il 2012. E’ vero -tuttavia- che il sistema bancario ombra sta invece continuando a ridurre i propri attivi e lo stesso vale per i privati mentre per le aziende si registra un lieve aumento. La grossa incognita ora è rappresentata dal fiscal cliff (di cui parleremo a breve ndBA): secondo le nostre stime l’impatto complessivo potrebbe dunque essere di circa il 3,5% del PIL. Riteniamo tuttavia che questo scenario sia improbabile e che si arriverà ad un accordo  ma non tale da superare ogni ostacolo. Per questo crediamo che l’impatto sull’economia sarà nell’ordine dell’1% il che significa che dobbiamo attenderci un altro anno di crescita sotto il potenziale.

Nel Vecchio Continente, invece, la crisi del debito trascinerà il PIL dell’eurozona in una recessione a W e una ripresa reale non sarà possibile fino a che non si sarà ultimata la trasformazione dell’architettura europea. E’ necessario arrivare il prima possibile a una piena integrazione monetaria e fiscale con una Bce che diventa prestatore di ultima istanza rendendo di fatto non più necessario l’Esm, il fondo creato per fornire un sostegno ai paesi in difficoltà. Serve anche una piena integrazione bancaria con regole e funzioni comuni di vigilanza e garanzia dei depositi e bisogna arrivare alla costituzione di un vero e proprio Ministero del Tesoro dell’Eurozona.

La Bce sotto la guida di Draghi ha operato bene fornendo ampio stimolo all’economia, ma la sterilizzazione delle nuove immissioni di liquidità ha limitato l’effetto positivo. In Europa i prestiti crescono troppo lentamente, in attesa di vedere cosa accadrà quando verrà attivato il nuovo programma di acquisto di titoli sovrani (Omt).

Per quanto riguarda l’Italia, resta il problema del credit crunch perché le banche mostrano avversione al rischio comprando titoli governativi e non concedendo prestiti. Per uscire dalla fase attuale, occorrerà un maggiore contributo delle esportazioni alla bilancia commerciale che al momento è in miglioramento, ma per lo più per il calo delle importazioni, conseguenza diretta della debolezza dei consumi”

Intanto possiamo dire che ci sono diversi modi di dire le stesse cose, visto che sia Roubini sia Invesco sostanzialmente dicono che “il mondo non finisce” e che “la ripresa non verrà prima del 2014”.  Ma, ditemi voi se per la diversa nomea dei due soggetti in questione o per il diverso modo di raccontare le stesse cose, Roubini è parso voler rassicurare, mentre Greenwood sembra voler allarmare.

Il “Maligno” si annida nelle orecchie di chi ascolta o nella bocca di chi parla?

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.