Tutto sulle spalle di Cina e India


Era un giorno qualunque dell’anno 1914 quando nel Parlamento Inglese prese la parola Winston Churchill per dire:

Non siamo un popolo giovane con un passato innocente e una piccola eredità. Ci siamo accaparrati una quota assolutamente sproporzionata dei beni e dei traffici mondiali. Abbiamo tutti i territori che vogliamo, e la nostra pretesa di essere lasciati in pace a godere di possedimenti vasti e splendidi, acquisiti principalmente con la violenza, mantenuti in gran parte con la forza, in molti casi sembra agli altri più irragionevole che a noi.

Il trasferimento di ricchezza e di potere dall’Occidente ai Paesi che un tempo erano “emergenti” è un tema di lunghissimo termine, ed è -come ben constatiamo tutti i giorni da qualche anno a questa parte- ampiamente in corso.

E’ uno degli aspetti che rende difficile la gestione della Crisi:

“È molto peggio averli avuti e averli persi che non averli avuti mai”

Come dice la bellissima Daryl Hannah (nel ruolo di Darien Taylor) nel film Wall Street (1987). Le civiltà Occidentali si impoveriscono restituendo alcuni degli eccessi di cui godevano vivendo al di sopra delel loro possibilità, e mentre i ricchi si impoveriscono, un’altra parte del Mondo cresce e si arricchisce.

In quel trend di crescita di lungo periodo le cose non procedono, però, linearmente. Ad esempio borsa di Shanghai a settembre 2007 superava i 6000 punti, mentre oggi veleggia intorno ai 2100, l’indice Sensex indiano è passato -dal punto più alto al punto più basso della crisi- da oltre 21000 punti a meno di 16000; ugualmente l’indice russo Micex ha visto negli ultimi anni sia i 1900 punti che i 600. Certamente le oscillazioni così forti di questi mercati azionari dipendono dal fatto che, seppure sempre più siano i veri locomotori della congiuntura mondiale, i principali clienti finali delle loro attività sono i consumatori occidentali, delle cui difficoltà hanno patito loro stessi: il PIL cinese rallenta la crescita da ben sette trimestri consecutivi.

Ma lentamente da Cina e India arrivano segnali di ripartenza, con miglioramenti superiori al previsto degli indicati PMI del settore manifatturiero e dei servizi. In India il PMI manifatturiero é al top degli ultimi cinque mesi (53,7 punti), mentre in Cina si è riportato – dopo 13 mesi di purgatorio – sopra i 50 punti, ovvero la soglia che distingue l’espansione dal rallentamento.

Gli stimoli monetari della People Bank of China con duplice taglio dei tassi di sconto (e plurime riduzioni delle riserve obbligatorie per le banche, ovvero concessione di maggiore leva alle stesse) hanno riavviato il volano di quella che -stando alle stime OCSE, sarà -insieme all’India- l’economia che crescerà di più in peso relativo all’economia globale nei prossimi 30 anni:

Come ben si vede nel grafico i Paesi OCSE si scambieranno di ruolo con i Paesi Non-OCSE: se oggi i primi valgono oltre il 60% del PIL mondiale, da qui a 30 anni “peseranno” poco più del 40%, appena di più di quanto i Paesi non-OCSE “pesino” oggi.
Sorprendente è anche vedere quanto siano tra loro diversi i “BRIC” con il Brasile che resterà sostanzialmente invariato e la Russia che sembra una Spagna qualsiasi.

Per proseguire in questo “destino” Pechino dovrà continuamente stimolare la domanda interna: i consumatori occidentali si stanno marginalizzando, e la sua crescita non può continuare a dipendere così pesantemente dall’andamento della congiuntura mondiale. La rivalutazione dello yuan, man mano che le importazioni supereranno strutturalmente le esportazioni, diventerà lo strumento per mettere progressivamente nelle tasche dei lavoratori cinesi sempre più “valore” senza moltiplicare gli stipendi e fare di loro un esercito di consumatori.

Tornando a Churchill e alla Camera dei Comuni, la deputata Bessie Braddock lo apostrofò gelida: «Winston, sei ubriaco», lui si alzò e rispose: «Signora, lei è brutta. Ma io domani sarò sobrio».

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.