Cadrega dopo cadrega


Ieri sera ho seguito la trasmissione TG3 condotta da Bianca Berlinguer che ospitava, tra gli altri, Rosy Bindi e Paolo Mieli per raccogliere i commenti sulle primarie del centrosinistra svoltesi, per l’appunto, nella giornata di ieri.

La signora Bindi, che se ben ricordo è presidente dell’Assemblea Nazionale di un partito che porta il nome di “democratico“, ha spiegato con delle perifrasi che in caso di vittoria del candidato interno a lei non gradito ci sarebbe stata una scissione. Qualora invece ci dovesse essere la vittoria del candidato da lei appoggiato, il suo contendente potrà essere a quel punto una risorsa.

Non voglio entrare nel merito di considerazioni di carattere politico, ma se il modello a cui ci si ispira sono le primarie statunitensi, bisogna dare il messaggio che ci si confronta sull’agenda interna di un partito/coalizione, dopodiché si collabora tutti insieme: si chiede il parere popolare per seguirlo, non solo per usarlo come endorsement della propria linea, non si possono ascoltare gli elettori solo quando ti danno ragione.

Quando poi Mieli ha ricordato che i sondaggi sul voto delle politiche darebbero risultati sensibilmente diversi per il PD a seconda dell’ipotetico candidato premier, la signora Bindi ha spiegato che il PD “non vuole governare con i voti degli elettori del centrodestra”.

Alieno basito

A parte che, in questo momento, il PD sta sostenendo il governo Monti proprio con il partito eletto coi voti degli elettori del centrodestra, trovo l’affermazione di uno snobismo inaccettabile. Per anni ci si è interrogati di come una base storica dell’elettorato “di sinistra” -parlo degli appartenenti alla “classe operaia”- preferisse inspiegabilmente votare a centrodestra (o a destra tout court) e ora, qualora volessero riportare il voto a sinistra, dovrebbero essere ripudiati? Cosa sono? Elettori impuri? E con quale maggioranza si intende governare? Forse quella che deriva dall’astensione dal voto degli elettori di centrodestra?

Trovo perfettamente lecito che esistano visioni programmatiche diverse, e che si dibatta internamente su come affrontare le questioni Lavoro, Istruzione, Crisi economica… Ma trovo anche decisamente irresponsabiledire che non si intende allargare la propria base elettorale, come se questo fosse un disonore, per poi governare verosimilmente con delle “supercoalizioni” allargate (in questo caso da Casini-Fini a Vendola), con tutte le difficoltà del caso.

Nel frattempo, lentamente, sta emergendo una cruda realtà: se Mario Monti non è il candidato premier del centrosinistra e nemmeno il candidato premier del centrodestra, è sicuramente il candidato premier del Movimento 5 Stelle, che non ne ha uno proprio e che con una sua rinomina potrebbe alimentare un certo tipo di dialettica molto di più che con un eventuale ritorno alla “normalità politica“.

L’avvicinamento della scadenza elettorale italiana, con comportamenti simili, sarà foriero di volatilità. I mercati non potranno evitare di tornare nervosi sull’argomento “debito italiano”. L’apparato politico italiano deve assoggettarsi alla stessa austerity a cui si è assoggettato il cittadino italiano, che -sondaggio SWG- nel 79% dei casi tra Natale ed Epifania rinuncerà alle ferie e resterà a casa, per via della Crisi.

Le sedie scompaiono per tutti. Non solo nei “ristoranti pieni”.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.