Lo Yen e l’arte della manutenzione della moneta

La Banca centrale giapponese sta diventando, anno dopo anno, un vero caso di scuola: il Mondo intero gradualmente sta entrando in una sorta di “sindrome giapponese” di tassi permanentemente bassi e alto (altissimo) livello di indebitamento pubblico. Sulla questione inflazione le opinioni sono contrastanti e non è questo il post in cui dibatterne.
Vorrei invece inquadrare le vicende giapponesi e mondiali in ottica valutaria.

La teoria economica classica insegna che quando una Banca Centrale interviene stampando denaro e riducendo i tassi per stimolare l’economia, essa indebolisce i fondamentali della sua moneta, provocandone la svalutazione. Spesso è stata proprio la ricerca di questo “effetto collaterale” a spingere le banche Centrali ad agire in questo senso: è a questo clima che ci si riferisce quando si parla di “svalutazione competitiva”.

Durante gli ultimi anni di questa crisi economica abbiamo però potuto assistere ad una novità: quei Paesi che ospitano le banche centrali più interventiste (Giappone, Svizzera, UK) hanno visto la loro moneta rivalutarsi, e in alcuni casi anche di molto: tra luglio 2008 e luglio 2012 lo yen, contro l’euro, ha quasi raddoppiato il suo valore; la Svizzera, invece, ha deciso nell’estate 2011 di porre un tetto alla rivalutazione del franco, che era arrivato ormai praticamente alla parità contro l’euro.
Questo perché il mercato, nello smarrimento e soprattutto nei momenti in cui temeva che lo scenario valutario potesse subire scossoni profondi (frattura dell’area euro) vede nell’interventismo una sicurezza ed un segnale di tenuta, almeno nel breve termine, prima che un intervento che svilisce i fondamentali di una moneta sul lungo termine.

Ieri la Banca Centrale giapponese, la BoJ, resistendo alle pressioni del futuro premier Abe che chiedeva l’avvio di un un programma di “easing illimitato” per evitare la recessione, ha lasciato invariata la propria politica monetaria.

La rigidità della Bank of Japan, tornando alla teoria classica, dovrebbe dare la sensazione che lo yen non verrà svilito da interventi “illimitati”, ma che i suoi fondamentali vengono difesi dalla Banca Centrale. Invece, come abbiamo imparato in questi anni, il risultato è stato l’opposto: lo yen oggi scivola sui minimi da sette mesi sul dollaro, ed è debole anche verso l’euro.

Il sogno di ogni banchiere centrale: svalutare senza dover svilire la propria moneta di riferimento!

Poi dicono che la Crisi fa solo danni.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.