Attenzione, emissioni urticanti…

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Giungono dal mercato segnali che inducono ad accendere l’attenzione sui Treasury americani, che portano a pensare ad una ulteriore accelerazione del processo di monetizzazione del debito (pietra angolare di una politica fortemente inflattiva). La voce “direct bidders” dell’ultimo mese ha avuto un vigoroso incremento, si tratta di una categoria molto poco trasparente, dentro la quale si sospetta che si nasconda la FED, che sottoscrive le emissioni per perpetuare il ruolo di “safe haeven” del debito pubblico statunitense.
Contemporaneamente gli “indirect bidders” ovvero gli acquirenti esteri, hanno ridotto pesantemente la loro partecipazione alle aste. Si tratta di una importante categoria, come ben sapete: nel 2010 gli USA dovranno emettere 1500 mld$ di obbligazioni per coprire le spese pianificate e 2000 mld$ di nuove emissioni per ripagare i titoli che andranno in scadenza, per un totale di 3500 mld$. I risparmi disponibili interni agli USA ammontano a 600 mld$ dunque il denaro estero è quantomai necessario.
date un’occhiata qui (cliccare per ingrandire):
Auction
Gli indirect bidders si sono posizionati ad un misero 28% e se confermeranno questo comportamento la quota di debito che verrà monetizzata potrebbe toccare la soglia del 60% (!!!) portando gli USA all’isolamento.
Il rapporto deficit/PIL americano veleggia verso quota 100% con un deficit che attualmente staziona al 13%. Può il più grande debitore del mondo pensare di detenere a lungo il potere economico-finanziario? Persino Moody’s ha posto in dubbio il mantenimento della AAA per il debito USA:

“The ratios of general government debt to GDP and to revenue are deteriorating sharply, and after the crisis they are likely to be higher than the ratios of other Aaa rated countries. If the current upward trend in government debt were to continue and become irreversible, the rating could come under downward pressure. The trend and the outlook would be more important than any particular level of debt. The Aaa credit rating of the USGovt should not be taken for granted”

In Europa le cose non vanno molto meglio: il trattato di Maastricht prevedeva che le economie nazionali non superassero la soglia del 3% di deficit sul PIL… ebbene oggi NESSUN Paese europeo è al di sotto di quella soglia, nemmeno la virtuosa Germania.
Da questo ne deriverà una politica di austerità che comporterà evidentemente una minor crescita, o forse una nuova fase recessiva, con entrate fiscali in calo… senza ripresa reale (non quella degli stimoli), con deficit e disoccupazione in allargamento rimarrà solo una strada per evitare il peggio: una massiccia dose di inflazione. Vi siete già attrezzati?

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.