Chi semina raccoglie

Non sono passati molti giorni, ma a quanto pare serve un aggiornamento: in un precedente post avevamo iniziato a raccontare il bruciante scatto effettuato dal titolo RCS e le curiose coincidenze che lo riguardavano, e a distanza di qualche giornata di scambi, dopo averlo visto sfiorare la soglia dei 3€ per azione, lo ritroviamo a 1,29€. E pensare che al parco giochi statunitense Six Flags Great Adventure, nel New Jersey, credevano di avere le montagne russe più alte del mondo. Tzé, ma che se credono ‘sti ammmerigani?

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Ci eravamo lasciati con un sacco di interrogativi:

  • qualcuno sta scalando un’azienda con un patto di sindacato in strepitosa maggioranza (e dunque, si direbbe, blindato)?
  • qualcuno sta approfittando del ridotto flottante per gonfiare il prezzo del titolo?
  • e se sì, perché? Per gonfiare il valore della quota di Mediobanca?
  • Oppure per consentire a qualche socio di scaricare la propria quota comprata “controvoglia” tempo addietro?
  • Nuovi rapporti di forza si preparano per futuri scenari politici?
  • Un aumento di capitale potrebbe rendere contendibile la società?

Registriamo qualche notizia sull’evolversi degli eventi. Su Milano Finanza di oggi si legge:

Il flottante sempre più ridotto di Rcs potrebbe far propendere la Borsa per la cancellazione del titolo. Infatti, dal 25 luglio, giorno nel quale é scattato il rally del titolo Rcs Mediagroup, dal minimo di 0,43 euro, in Piazza Affari é passato di mano il 9,95%. In pratica quasi l’intero flottante, pari all’11% del capitale. Il mercato sostiene che il ribilanciamento dei pesi in campo su Rcs possa arrivare in anticipo rispetto alla scadenza naturale (marzo 2014). E’ questo uno dei fattori che può spiegare il forte trading sul titolo che dopo aver toccato la soglia di 2,99 euro ha iniziato l’inevitabile discesa arrivando a 1,55 euro. Andamento anomalo che ha portato l’avvocato penalista milanese Luigi Giuliano Martino a presentare un esposto contro ignoti per presunto insider trading. Ci si chiede, a questo punto, se Rcs possa ancora essere considerato un titolo da Piazza Affari visto che il flottante si é ridotto al lumicino. In queste condizioni non é più un tabù parlare di cancellazione delle azioni dal listino. Un’opzione choc che potrebbe essere decisa da Borsa Italiana se, come da regolamento, venissero riscontrate alcune delle condizioni propedeutiche alla revoca come, lo scarso controvalore medio giornaliero delle negoziazioni rilevate nell’arco di almeno un anno e mezzo, la frequenza degli scambi registrati nello stesso lasso di tempo e il limitato grado di diffusione tra il pubblico degli strumenti finanziari in termini di controvalore e di numero dei possessori.

Insomma chi ha comprato inseguendo la salita del titolo ora, oltre ad una potenziale perdita si ritrova con il rischio “cerino in mano”; dunque se il sig. Proto perseguiva, come da lui dichiarato, solo un obiettivo di investimento di carattere finanziario potrebbe aver scelto molto male, di nuovo. Quando le cose iniziano a prendere una brutta piega, si sa, si diventa nervosi. E quando si diventa nervosi, spesso, si finisce col diventare suscettibili: avevamo invocato l’intervento della Consob nello scorso articolo, ed é arrivato.

Ci sembra strano che la Consob ci chieda spiegazioni solo quando comunichiamo qualche operazione su RCS, per questo motivo i nostri legali stanno lavorando per presentare entro la settimana un esposto alla procura di Roma, sull’attività dell’organo di vigilanza“. Lo dichiara in una nota Alessandro Proto, Ceo di Proto Organization, in scia alla richiesta di chiarimenti da parte della Commissione sull’acquisto di azioni del gruppo editoriale. “Abbiamo fatto molteplici operazioni su società quotate e molto più consistenti di quelle fatte su Rcs, che ha un flottante ridottissimo ma nonostante questo veniamo invitati a dare spiegazioni solo quando esce fuori il nome RCS. Daremo le opportune spiegazioni sul nostro operato come abbiamo sempre fatto, ma vogliamo capire il perché di questa scelta da parte della Consob. Credo sia nel pieno nostro diritto capire le motivazioni che spingono un organo di vigilanza a vigilare su di noi solo in determinate circostanze e non in altre. Visto quanto successo in passato e quanto sta accadendo tutt’ora, con vari casi disastrosi, l’ultimo della serie, Fonsai e la farsa Nagel-Ligresti nella quale i nostri investitori hanno messo parecchi soldi, pensiamo che una verifica sull’operato della Consob faccia bene a tutti“, conclude Proto.

Insomma, vediamo di controllare, recintare, limitare questa operatività speculativaConsob, che non se ne può proprio più. Troppi controlli, manca quasi l’aria, per la miseria!, é una vergogna: non si può nemmeno far moltiplicare di sei volte il prezzo di un titolo rilevante che “subito” arrivano gli ispettori dell’ente regolatore, non c’é più libertà in questo Paese.

Ma la vicenda RCS coinvolge anche altri personaggi: uno di questi, non si può trascurare é Giuseppe Rotelli.

Chi é costui?

Wikipedia ci dice che “è un imprenditore italiano nel settore della sanità“. Ma la definizione é riduttiva, perché questo signore é il più grande azionista RCS con una quota del 16,55% é fuori dal patto di sindacato e siede nel CdA in rappresentanza delle minoranze. E’ l’imprenditore che ha rilevato nel maggio 2012, l’azienda ospedaliera San Raffaele -con un’operazione da oltre 400 milioni €- dopo la morte di don Verzé. Maggio 2012, proprio quando Alessandro Proto ha iniziato a smuovere le acque sui giornali parlando rumorosamente di RCS. Coincidenza dopo coincidenza scopriamo che Giuseppe Rotelli in RCS é entrato nel 2009, esercitando dei contratti sottoscritti nel 2006 quando a vendere era la Banca Popolare di Lodi, che aveva spalleggiato Stefano Ricucci nel suo tentativo su RCS finito come sappiamo. Comprò allo strepitoso prezzo di 4,51€ per azione (ben oltre il valore del momento visto che valeva meno di 0,6€) facendo un bel favore all’istituto di credito che aveva le sue gatte da pelare dopo lo scandalo tra l’ad Fiorani ed il governatore della Banca d’Italia Fazio contemporaneo (collegato?) alle vicende di Ricucci.

Perché nel 2009 Rotelli avesse avuto un tale disprezzo del denaro non é dato sapere. Forse non ha faticato molto per accumularlo. Ma la verità giudiziaria dice che non é giusto malignare. O forse sì.

Quello che é lecito pensare invece é che chi si é ritrovato in mano una partecipazione RCS acquisita palesemente per fare un favore a qualcun altro (visto che l’ha pagata sette volte il suo prezzo) dovrebbe avere due possibili strade:

  1. uscire da questa partecipazione cercando di farsi il minor male possibile, comprando (magari in aprile a prezzi bassi) e sfruttando improvvisi rialzi per alleggerirsi, oppure
  2. decidere che, visto che ci si trova in mano una partecipazione di rilievo, si tenta l’assedio al patto di sindacato, che si deve rinnovare nel 2013 e che potrebbe diluirsi in caso di aumento di capitale.

Il tutto condito dalla variabile che il titolo possa essere rimosso dal listino.

Le disclosures dei prossimi giorni ci diranno se e come Giuseppe Rotelli si sia mosso.

 

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.