Una economia in apnea

English version Per sostenere una economia verso la sua fuoriuscita dalla Recessione servono tipicamente due generi di stimoli, che hanno diversi effetti a seconda della situazione in cui ci si trova e pertanto vengono normalmente utilizzati modularmente.
Stiamo parlando dello stimolo monetario e di quello fiscale.


Ciò che ha reso sopportabili e digeribili (e forse potremmo arrivare a dire superabili) le precedenti fasi cicliche di crisi é stato l’utilizzo di uno (o di entrambi) di questi strumenti: la spesa pubblica riattiva un ciclo che le spese private hanno messo in difficoltà, mentre la riduzione delle imposte consente ai margini di tornare a crescere e (oppure) la riduzione dei tassi consente di abbassare il costo della produzione, incentivando la ripresa industriale, e riduce la redditività del risparmio, spingendo il capitale verso l’impiego.


Dal 2009, però, lo stimolo monetario é di fatto disinnescato: i tassi sono in tutto il mondo Occidentale su valori pari o inferiori a 1%, non offrendo spazi per “riduzioni” (al punto che in diverse occasioni si é discusso della possibilità di introdurre “tassi negativi” come forma creativa di stimolo monetario). Rimane dunque, per riattivare il ciclo, lo stimolo fiscale. Ma -in Europa- mentre la politica monetaria é faccenda condivisa, la situazione del bilancio pubblico é decisamente diversa da Stato a Stato.


Alcuni Stati si possono permettere di espandere il proprio bilancio, incrementando la spesa e/o riducendo le tasse. Altri invece no. Altri ancora sono addirittura costretti ad operazioni di austerity, facendo dunque il contrario di quanto si dovrebbe per “spingere la barca fuori dalle secche“.
L’Italia é -come ben sappiamo- parte di quest’ultimo gruppo.
Ieri 15 agosto, complice forse il solleone, sul quotidiano “la Repubblica” é apparso un articolo che presentava il piano del Governo Monti per la riduzione delle aliquote IRPEF. Una manovra pensata per ridare slancio all’economia, dopo la fase di stretta fiscale. Un pensiero benevolo del giornalista, però, perché oggi é arrivata -volutamente non puntuale (“Non ho voluto smentire il giorno stesso per non amareggiare il Ferragosto degli italiani“)- la smentita.


Il Primo Ministro ha chiarito infatti alcuni punti:

Per serietà, devo precisare che il Governo non ha attualmente allo studio un provvedimento di questo genere. Il carico fiscale sulle persone fisiche e sulle imprese in Italia é senz’altro eccessivo, ma in questo momento l’attenzione per il riequilibrio della finanza pubblica non può essere allentata. Un fisco meno gravoso é una sacrosanta esigenza per i contribuenti onesti. Renderlo concretamente possibile, senza fare promesse irrealizzabili, é un obiettivo tra i più importanti per il Governo ma al momento “prematuro” perché é necessario consolidare il risanamento dei conti pubblici. Il Governo fin dall’inizio del suo mandato, con il costante ed essenziale appoggio del Parlamento, pur avendo dovuto fronteggiare una grave emergenza, ha avviato riforme strutturali dell’economia e dello Stato che renderanno possibile conseguire un bilancio strutturalmente in pareggio, condizione per uno sviluppo economico e sociale sostenibile, pur con minori imposte. 

Un alleggerimento fiscale prima che la politica di risanamento e di riforma venga consolidata, se possibile anche con radici che ne rendano probabile la prosecuzione con i governi che verranno, iniziare a distribuirne i benefici, ad esempio riducendo l’Irpef, sarebbe prematuro. Quando una tale prospettiva verrà delineata e sara’ considerata credibile anche dai mercati, ipotesi di un minore carico fiscale saranno non solo auspicabili, ma concretamente realizzabili.


A giudizio del Governo dunque il riordino dei conti pubblici non solo é prioritario rispetto a generosi interventi di stimolo fiscale, cosa su cui credo siamo tutti concordi, ma sarebbe più velocemente raggiungibile con una severa (vien da dire austera) cura, nonostante l’inevitabile flessione dell’economia reale, rispetto ad un suo rientro generato dalla crescita data dalla suddetta spinta fiscale. Ed é qui che si scaldano gli animi e cresce il dissenso verso le scelte del Governo


Le tasse sono argomento impopolare fin dai tempi dello sceriffo di Nottingham, inutile nasconderlo, ma non é solo per scansare le tasse che l’opinione pubblica lamenta le scelte del Governo: secondo larga parte dell’apparato produttivo, l’Italia si ritroverà presto a declamare “operazione perfettamente riuscita, paziente deceduto“: nel senso che la spirale di un riallineamento dei conti che insegue una economia in decrescita finisce con l’arrestarsi quando l’economia reale collassa definitivamente.


Quello che evidentemente il Governo pensa é che i tempi siano cambiati e che non si possa più ragionare per vecchi schemi, occorre cambiare paradigma: “calciare il barattolo” più in là, rimandando (a quale governo?) l’ingrato compito di ridurre la spesa é una strategia già troppe volte perseguita. E’ stata perseguita la crescita, certo, ma al prezzo di uno Stato con i conti in bilico, sottoposto al ricatto del taglio dei rating e dell’impennarsi delo spread. La scommessa che il Governo si prende é quella di riuscire a perseguire il riordino dei conti pubblici pagando il prezzo di una contrazione dell’economia reale, senza che questa collassi, così che poi – riportato il bilancio pubblico su binari più saldi – la crescita che si perseguirà sia “sostenibile”.

Se la linea scelta dal Governo si rivelerà giusta dopo un lungo Purgatorio l’economia italiana potrà sperare di crescere non più con l’incremento delle Province e conseguenti appalti, non genererà posti di lavoro solo nelle comunità montane e in qualche “ente inutile” (sic), non parlerà di competitività soltanto in termini di svalutazione
Accettare, comprendere e gestire l’inevitabile impoverimento ed il dissenso popolare che ne deriva. Questo é il ruolo che il Governo ha deciso di assumersi. E probabilmente é ancora sul concetto di “inevitabile” che il dibattito sulla strada da percorrere rimarrà acceso.

Le strabilianti foto underwater di questo post sono tutte opera di Tim Tadder
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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.