Consecutio temporum

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Mentre cresce la pila di giornali e giornaletti che si mettono in fila nel raccontarci tutti i “NEIN” della signora Merkel, forse é il caso di tornare ad un concetto tanto caro alla mia professoressa di latino: nell’analisi del periodo non si può prescindere dalla Consecutio Temporum. Neanche di questo periodo…

Sul sempre valido Intermarket&More ho trovato un interessante diagramma di Venn redatto da Exane delle posizioni emerse dal vertice a quattro fra Monti, Rajoy, Hollande e Merkel:

Quello che pare chiaro, in sintesi, é che le posizioni dei Paesi forti, prima di tutti la Germania, e quelle dei Paesi deboli hanno prevalentemente problemi di consecutio temporum:

La Germania non dice NEIN agli Eurobond, ma é contraria ad inserirli come primo passo. La sua posizione é che prima di avere un debito comune con Paesi che a causa della loro struttura “generano” periodicamente problemi, desidera che queste strutture si uniformino a comportamenti più rigorosi. Prima di pensare ad una BCE più attiva, che nasconda i problemi a colpi di interventi monetari occorre disinnescare ciò che potrebbe rendere necessari molteplici interventi monetari o che magari -contando sulla copertura monetaria- finirebbe per non essere mai corretto.

I Paesi deboli invece, facendo leva sulla oggettiva violenza e velocità di giudizio dei mercati, chiedono aiuti concreti subito (BCE più attiva, eurobond, potenziamento delle strutture di protezione comuni come EFSF, ESM, ERF…) promettendo il riordino delle proprie strutture di bilancio. Se non vengono concessi aiuti e margini di spesa più ampi -dicono- non ci sarà tempo per alcun riordino di bilancio.

Ciascuna delle due posizioni, vista con gli occhi dei suoi interpreti, é comprensibile. E certamente tra loro sono inconciliabili.

Quello che potrebbe funzionare, all’interno di questo scenario, é una road map pluriennale come quella (totalmente inventata a titolo di esempio) che avevo disegnato nell’ormai celebre post “Abbuffata Finale” : un impegno di lungo termine, ben circostanziato e definito, sottoscritto dai Paesi deboli potrebbe rassicurare i Paesi forti nell’apporre una firma alla trasformazione dell’unione monetaria in integrazione politica, fiscale e del debito, con conseguente ritirata dei mercati che capirebbero che i problemi di uno Stato europeo verrebbero da quel momento considerati e gestiti come problemi della nascente Unione. Tutto bene.

E invece no.

Perché lo scenario della road map, per il quale ci sarebbe da chiedersi come sia possibile che non la scrivano, ha un vulnus non indifferente: come si giustifica nelle varie Costituzioni dei singoli Paesi il fatto che dei governi oggi, con tutte le migliori intenzioni, sottoscrivano degli accordi vincolanti di politica economica e fiscale per i prossimi vent’anni? A cosa serviranno i voti dei cittadini europei in attesa che il soggetto unico nasca?  Viene da chiedersi come sia possibile che possano scrivere qualcosa…

Se lo sono chiesti i cosiddetti “magnifici quattro” ovvero Draghi, Barroso, Juncker e VanRompuy. I quattro Presidenti sono oggi i soggetti che “incarnano” le futuribili strutture unitarie e che più si stanno dando da fare per aiutare i governi europei a trovare dei punti comuni da condividere per stilare un progetto reale e soprattutto credibile.

Sul sole 24ore oggi é disponibile un report dal titolo

TOWARDS A GENUINE ECONOMIC AND MONETARY UNION

frutto del lavoro dei “magnifici quattro” di cui sopra, che riassume in quattro pietre angolari la struttura di quanto ci si auspica di riuscire a costruire:

  • Un impianto finanziario integrato per garantire stabilità finanziaria nell’area euro e minimizzare il costo per i cittadini di eventuali fallimenti bancari. Questo impianto eleva la responsabilità di supervisione bancaria a livello Europeo originando meccanismi comuni di risoluzione bancaria e garanzia dei depositi dei clienti.
  • Un impianto integrato della gestione del budget, per garantire solide politiche fiscali a livello sia nazionale che europeo, per giungere progressivamente all’emissione di debito comune. Questo impianto prevederà anche diverse forme di solidarietà fiscale.
  • Un impianto di politica economica integrata per garantire che ogni Paese legiferi in direzione della crescita sostenibile, della creazione di posti di lavoro e della competitività.
  • Una legittimazione democratica ed una attribuzione di responsabilità politica interna all’Unione monetaria, basata sull’esercizio condiviso della sovranità per politiche comuni.

Il 28 e 29 uscire con un “nulla di fatto” potrebbe essere una strada senza ritorno: le teste sul ceppo questa volta sono quelle di pesi massimi come Spagna ed Italia; la sfida per i leader europei é alta: salvaguardare il comune benessere europeo senza calpestare i singoli individualismi nazionali, rispettando i governi futuri. Un problema multiplo di consecutio temporum.

E poi dicono che il latino é una lingua morta e non serve a niente nella vita pratica…

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.