Vicini alla curva: una mano sul freno


No complacencies“, “non c’é spazio per compiacimenti”, dice la Commissione UE.
La Spagna e gli altri Paesi sotto il tiro dei mercati finanziari stanno rallentando nei loro piani di rientro del bilancio e sussistono nuove fonti di instabilità nel sistema bancario. Questi due grandi rischi sono al centro delle preoccupazioni dei governi europei. L’Ecofin di Copenhagen dello scorso fine settimana non ha sciolto tutti i dubbi, nonostante i segni di stabilizzazione finanziaria.
Per quanto riguarda l’Italia “il governo deve essere pronto a prendere ulteriori misure se necessario“.
Questa sibillina frase ha portato il FT a scrivere che:

“la recessione in corso non permetterà all’Italia di raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio, costringendola a nuove misure di austerity

Sono parole forti, che evocano ricordi della scorsa estate/autunno quando lo spread si autoalimentava a rialzo e le manovre venivano varate e poi bruciate dal mercato in un paio di settimane.
L’EFSF é stato ampliato, il che lascia presupporre che anche gli stanziamenti del FMI potranno ora essere estesi, tuttavia l’Italia, ad esempio, é invitata dalla Commissione UE ad

“evitare ogni scartamento nell’attuazione delle misure di bilancio. E’ importante che il governo Monti prosegua nell’azione di riforma intrapresa, ma é evidente che gli sforzi per rispettare gli obiettivi di bilancio possono essere ostacolati dall’andamento dell’economia e dagli alti tassi di interesse. Ogni riduzione nella spesa per interessi, il ricavato dalle privatizzazioni e dalla vendita delle proprietà immobiliari pubbliche dovrebbe essere usato per accelerare la riduzione del debito. La cosa certa, nel caso dell’Italia, é che l’attuale politica di bilancio dovrà essere mantenuta nel medio periodo, ben oltre il 2013″ (anno in cui si programma il raggiungimento del deficit zero).

La sensazione é che, come ci dicevamo qualche giorno fa, al mercato cominciano a mancare opportunità, il “premio al rischio” era divenuto troppo modesto, questo ritracciamento (che tra l’altro si sta realizzando con volumi bassissimi) lo sta rigenerando. Ma a fianco di questa più ottimistica visione non possiamo trascurare che la dialettica del “rischio contagio” sta riemergendo. E l’avvitamento composto da (1) peggioramento del debito -> (2) costi di finanziamento per le banche -> (3) crescita dell’economia reale -> ricomincia da (1) é un rischio che esiste. Eccome.

Bill Gross di Pimco ha sentenziato oggi che per il Portogallo un haircut é inevitabile:

In effetti con i rendimenti che superano l’11% c’è da chiedersi come si possa immaginare che il Portogallo vada a finanziarsi normalmente sul mercato. La verità é che il Paese lusitano deve finire sotto le amorevoli cure della Trojka (UE, BCE, FMI).
Per i governi di Spagna ed Italia per ora, anche per non alimentare timori di contagio con toni troppo allarmati, arriva solo un pressante invito a non deviare dall’azione sui conti pubblici e ad essere pronti a intervenire nel caso in cui il rischio di non raggiungere gli obiettivi di bilancio dovesse materializzarsi.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.