Una corsa spensierata


Mentre va in onda la macellazione dei listini azionari europei, che oggi viaggiano tutti tra il -2,5% ed il -4%, vi vorrei proporre di staccare la spina e fare una corsa spensierata, con una riflessione di carattere monetario, partendo dalla nota che l’FMI ha rilasciato in seguito al G20:

“La politica monetaria condotta dalla BCE dovrebbe essere fortemente accomodante e questo obiettivo potrebbe essere raggiunto abbassando il tasso principale di rifinanziamento poiché ci sono spazi per farlo, e, se necessario, varando ulteriori misure non convenzionali. La BCE, inoltre, dovrebbe continuare a fornire liquidità al sistema e proseguire appieno gli acquisti di titoli per migliorare le prospettive di stabilità finanziaria. In generale, le politiche monetarie a livello globale dovrebbero continuare a sostenere la crescita, viste le attese di inflazione stabili e la disoccupazione elevata. Banca d’Inghilterra, Banca del Giappone e Federal Reserve siano pronte a rafforzare le misure di sostegno non convenzionali se dovessero materializzarsi rischi negativi”

Molti di voi saranno concordi con quanto sopra espresso dal FMI, il partito dei fanatici del taglio dei tassi ha sempre molti iscritti il che é curioso: tassi stabilmente bassi rappresentano una condizione in cui il capitale risulta poco fruttifero. In questo modo chi lo detiene può permettersi di comprimere i profitti da lavoro abbondantemente prima di vedere distolti i capitali per atre forme di utilizzo. Risultato, e se ci pensate é sotto i vostri occhi, i tassi stabilmente bassi finiscono per comprimere i redditi dei lavoratori (e la rivalutazione dei loro risparmi).

I quali lavoratori, confidando nella “spinta” del taglio dei tassi, sperano che la banca centrale li tagli ancora e ancora.

La risposta di Draghi agli inviti del FMI é stata negativa: la BCE non sarà più interventista

I problemi in Europa non potranno risolversi con interventi monetari

Ma in Europa le falle si aprono su più fronti. In Spagna il neo-insediato governo Rajoy vorrebbe acquisire maggiore sovranità nazionale, e per poter essere meno soggetta alle istanze della UE vorrebbe che la BCE riprendesse il suo piano di acquisti di bond governativi.

La Francia, al voto in questi giorni, sembra preferire il candidato -Hollande- che medita di supportare gli eurobond e promette un rientro più lento dall’attuale deficit (tutt’ora superiore al 5%), i mercati iniziano già a scontare un possibile taglio di rating ed una fase di braccio di ferro tra mercati e governo sulla necessità dell’austerity.

Il governo olandese, intanto, ha rassegnato oggi le dimissioni alla Regina, non essendo riuscito a far passare in Parlamento una finanziaria in classico stile “lacrime e sangue”

In Italia la spending review, l’attesa fase di taglio della spesa che possa sostituire le tasse nel ruolo di portare equilibrio nei conti pubblici, tarda a prendere corpo facendo diluire il consenso del governo Monti a vantaggio di un sentimento generalizzato di sfiducia, in un Paese dalla classe politica quantomeno imbarazzante.

Il FMI ha stanziato altri 430 mld$ per estendere le risorse di protezione, il che in altri momenti avrebbe infuso coraggio ai mercati. Ma lo storno violento di oggi ci dice che la presenza di un fondo di salvataggio non é più determinante: l’incapacità o la mancanza di volontà della politica di formulare seri riordini strutturali dei conti pubblici rende inutile la presenza di un qualunque tampone. Ricordiamoci infatti che poche settimane fa erano state estese anche le dotazioni di EFSF ed ESM, i fondi salva-Stati Europei.

In momenti e modi diversi sia la Spagna che l’Italia hanno annunciato nelle scorse settimane ritardi nel piano di rientro dei deficit e dunque il senso della risposta di Draghi (inclusi gli inviti recenti a non dare per scontati ulteriori interventi di LTRO) vanno interpretati come un invito alla politica a fare la propria parte, (lo stesso Weidmann ha detto “lo spread elevato é un pungolo per le riforme) e a sfruttare per le riforme il tempo comprato dalla riduzione dei tassi decisa il giorno dell’insediamento di Draghi e dai prestiti triennali all’1% stanziati per quasi 1000 mld€.

Palla alla politica, dunque, sperando che la politica sappia che farne.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.