Le giravolte dello spread


In men che non si dica tutto ciò che aveva spinto gli spread dei Paesi periferici a restringersi sembra essere scomparso, riportando i rendimenti di BTP e BONOS in salita, in un meccanismo che -come abbiamo già visto altre volte- si autoalimenta: più aumenta il rendimento dei BTP (e dunque il costo del servizio del debito per il Paese) e più é lecito e logico far salire lo spread, perché i titoli divengono via via più rischiosi.
Che cosa ha causato questa virata repentina dei mercati?
Non molti giorni fa ci dicevamo che occorreva mettersi al riparo prima che iniziasse a piovere. Il motivo che ci eravamo dati era l’assenza di premio al rischio per gli investitori: perché mai gli investitori avrebbero dovuto accettare rendimenti risibili anche per le obbligazioni di bassa qualità? Solo per una collettiva corsa al “carry” determinata da una provvisoria (?) ingente disponibilità di liquidi? Occorreva un elemento che desse il via ad un meccanismo di inversione della rotta e quell’elemento é il debito spagnolo.
Cioé un pezzo pesante della scacchiera.
Le banche spagnole (e similmente quelle italiane) hanno utilizzato la gran parte della liquidità ricevuta dalla BCE (142 mld€ sui 152 mld€ ottenuti) per comprare il debito pubblico del proprio Paese, generando una più forte dipendenza della qualità del loro bilancio da quella della nazione iberica.

La Spagna, però, é nel pieno di una pesante recessione, costretta a rientrare dai pesantissimi deficit con manovre di austerity al tempo stesso stringenti e fallaci: pur nella grande intensità di tagli la Spagna non ha raggiunto gli obiettivi di riduzione del deficit nel 2011 e ha già trattato nuovi obiettivi per il 2012, avendo confessato l’incapacità di raggiungere gli obiettivi concordati precedentemente. Nel frattempo la disoccupazione viaggia a livelli spaventevoli (24%).
Il peggioramento dello spread spagnolo, una volta partito, ha subito provocato un peggioramento dei bilanci delle banche, che ora dovranno stringere ulteriormente sul fronte credito: ancora meno finanziamenti all’economia reale, visto che va male, per compensare la svalutazione degli investimenti in Bonos (i titoli di Stato spagnoli), che presto finiranno per rendere necessari dei nuovi aumenti di capitale.
Ha tutta l’aria di una spirale difficile da arrestare, e la strategia comunicativa del premier Rajoy non sembra aiutare molto…
La spirale, il gorgo, é questo che il mercato teme. E l’Italia, ovvero un Paese periferico, con molto debito, un Paese la cui classe politica sembra fare di tutto per generare sfiducia.. ecc ecc… potrebbe finire anch’esso vittima di una spirale fra necessità di nuovi tagli e contrazione del ciclo causato da quegli stessi tagli.
Il premier Monti ha garantito che nel 2012 non saranno necessarie manovre correttive perché i calcoli fatti ad inizio anno per la stesura del bilancio furono ampiamente prudenziali.
Se questo si dimostrerà vero allora l’Italia sarà solo vittima di un periodo di volatilità (con le relative opportunità) se invece questa fermezza dovesse venir meno ed il governo fosse costretto a rimettere mano ai conti, allora l’effetto psicologico del timore-spirale potrebbe non essere facile da contenere…

….Tenete le antenne dritte…

Related Posts with Thumbnails
PDF    Invia l'articolo in formato PDF   

About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.