Riflessi inattesi


Quanto costa un taglio di rating? La discesa nella scaletta dei giudizi comporta un aumento del costo del debito. Come impatta sul bilancio di chi subisce il downgrade? E in una unione monetaria il danno si ferma lì?
Il taglio del rating AAA subito da Francia ed Austria, ha causato la perdita della AAA anche per l’EFSF e -per induzione- per il suo nascente sostituto, l’ESM. Partiamo dalla notizia Radiocor:

La decisione di S&P di tagliare anche il rating dell’Efsf ad AA+ da AAA ha sorpreso per la sua tempestività ma non é un fulmine a ciel sereno (il rating dell’Efsf era stato messo in negative watch lo scorso 6 dicembre) e non significa necessariamente che ora il fondo salva stati si trova in una situazione senza uscita. Al contrario vi sono molti possibili sbocchi. E’ quanto ha spiegato a Radiocor il responsabile delle operazioni sul debito di una grossa banca internazionale. “Per come funziona la logica delle agenzie di rating – ha spiegato il banchiere – le garanzie fornite da un paese tripla A vengono immediatamente tolte dal computo totale nel momento in cui si registra un downgrade. Nel caso della Francia e dell’Austria, che hanno subito il downgrade, si tratta di complessivi 180 miliardi (158 per la Francia e 22 per l’Austria) che vanno a mancare alla dotazione di garanzie AAA del fondo“. Ora il fondo, che domani avrà un primo riscontro dell’impatto della decisione di S&P con il collocamento di titoli a 6 mesi, può decidere di mantenere il nuovo rating senza adottare delle contromisure oppure può discutere con S&P gli interventi necessari per riportare il rating ai massimi livelli. “Le strade – ha aggiunto – possono essere molteplici: ad esempio l’Efsf può chiedere un aumento delle garanzie agli stati garanti con rating AAA oppure può dotarsi di titoli AAA da porre come garanzie extra per i suoi collocamenti, oppure può acquistare un’assicurazione AAA a compensazione delle garanzie AAA francesi e austriache ora mancanti“. Al tempo stesso vi é anche una questione di percezione dei mercati: i 180 miliardi posti in garanzia da Francia e Austria, così come i quasi 140 messi dall’Italia, non sono evaporati. Si tratta invece di garanzie che rimangono a disposizione dell’Efsf e che dunque hanno un loro valore. Si tratta solo di vedere se i mercati sono disposti a riconoscere questo valore e in che misura.

Dunque, riassumendo, visto che alla prova dell’asta di ieri i titoli francesi hanno registrato comunque dei rendimenti in calo, possiamo dire che il taglio di rating a Francia ed Austria ha generato per ora potenziali costi… alla Germania.
Dovrà essere principalmente la Germania, infatti, insieme agli altri 3 Paesi € che vantano la AAA, ad integrare nelle risorse del fondo salvastati le svalutate riserve francesi ed austriache.

All’interno di quest’ottica vanno -a mio avviso- inserite le considerazioni rilasciate stamattina del Governatore della Banca Centrale austriaca e membro del direttorio della Bce, Ewald Nowotny: “La BCE sta cercando una via d’uscita dal programma miliardario di acquisto di bond pubblici. Stiamo per discutere possibili alternative, ma i colloqui non sono così avanti che attualmente si possa rinunciare a questo piano. Si tratta di una discussione che copre tutto lo spettro di politica monetaria“.

Insomma, è ancora prematuro, ma si sta iniziando a prendere seriamente in considerazione un QE. ma come? La Germania non era contraria? Diciamo che, come abbiamo visto sopra, inizia ad avere delle ripercussioni negative tangibili dalla situazione di scollamento dell’eurozona.

“la BCE non é l’unico attore economico nella politica monetaria dell’eurozona, anche se é, secondo i Trattati Ue e lo statuto della Bce, l’unica istanza centrale in questo ambito”

Capite? Nowotny sta ventilando possibili iniziative individuali di alcune banche centrali nazionali. Ovvero di un aumento dello scollamento, con conseguenti ricadute, anche tangibili, per tutti i componenti dell’eurozona.

L’agenda degli eventi,inutile negarlo, ha subito una rilevante accelerazione

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.