Domande piccanti


Ho lanciato con un tweet questa mattina una domanda: La Grecia ha messo sul mercato buoni del tesoro a 6 mesi a un tasso del 4,95% . Il BOT italiano é al 5,95%, vorreste sapere il perché?
Il riferimento all’asta BOT di ieri, anche se si trattava del BOT 12 mesi, era evidente. Molteplici risposte positive mi hanno costretto a scrivere questo post.

Partiamo dalla notizia integrale uscita da Radiocor: La Grecia ha messo sul mercato buoni del tesoro a sei mesi per un controvalore di 1,625 miliardi di euro, a un tasso del 4,95%, superiore a quello dell’ultima asta di questo tipo, che risale all’8 novembre scorso. In quella occasione il tasso era stato del 4,89%. Lo ha reso noto l’agenzia greca di gestione del debito pubblico. Questa emissione arriva nel corso di una settimana considerata “cruciale” dal governo ellenico, segnata da un’intensificazione dei negoziati con i rappresentanti del fondo della zona euro e del FMI e i creditori privati per l’attuazione del piano di riduzione del debito concordato con l’area euro a fine ottobre.

La ragione per la quale il titolo greco rende meno di quello italiano è che l’Italia sta meglio.

L’Italia sta meglio perché nonostante le molteplici difficoltà che derivano dal gestire un debito di quasi 2000 mld€ a tassi superiori al 6%, non ha -ancora- dovuto ricorrere ad aiuti non convenzionali. Gli unici aiuti che l’Italia ha avuto (importantissimi) sono stati gli acquisti di sostegno da parte della BCE.

La Grecia invece ha avuto accesso agli stanziamenti del FMI, il quale sul mercato ha un peso diverso. Il FMI è un creditore privilegiato. Significa che se dopo il suo intervento di aiuto comunque il soggetto (in questo caso la Grecia) non ce la fa e dichiara insolvenza, la ristrutturazione che segue tiene esente il FMI da perdite.

Questo significa che, per farla in numeri, se su un debito totale di 100 ho necessità di ristrutturare per portarlo a 70 dovrò calcolare prima quanto proviene da FMI, supponiamo 40, e sulla rimanenza (60) applicare l’haircut, che a questo punto non sarà del 30% ma del 50%.

Siccome è noto a tutti questo fatto, quando interviene il FMI le precedenti emissioni perdono subito e violentemente di valore, perché diventano di fatto dei titoli di “serie B” rispetto ai nuovi crediti privilegiati che il FMI sta erogando.

E’ per questa ragione che i titoli greci in corso rendono il 150% o il 200%: nessuno li vuole, essendo titoli di serie B di un Paese che da mesi annaspa nel pantano, finiscono ben presto per “valere” 50 o 60 e dunque confrontati con il valore 100 di rimborso risultano super-redditizi. Cosa diversa per le nuove emissioni, che sono coperte da quegli stanziamenti di cui sopra.

Se le aste dei titoli italiani non sono dunque “cappate” da stanziamenti ad hoc e possono involarsi a rendimenti vicini al 6% significa dunque che sono ancora liberi di essere giudicati dai mercati.

Tra l’altro questo post vale anche come risposta a chi mi chiede come mai rabbrividisco quando si parla di FMI, come se avessi un pregiudizio a riguardo. Si sente spesso dire che “dove passa l’FMI con le sue politiche finisce sempre con un default”: come se il default fosse lo scopo che il FMi persegue, il che è un controsenso. Il fatto è che quando arriva il FMI si finisce per escludere di fatto ogni altro finanziatore (nessuno compra più titoli diventati di seconda classe) ed il soggetto diventa dipendente dalle forniture dell’FMI stesso, che in qualità di creditore sempre più predominante mira esclusivamente alla monetizzazione di qualunque cosa per rientrare della propria esposizione. Accettare gli aiuti del FMI significa implicitamente cedergli la sovranità, ma dare la sovranità al FMI non è come assegnarla pro tempore ad un governo di tecnici. Questa è una confusione da non fare, e il fatto che sia stato proprio Mario Monti a sconfessare i brusii di un aiuto da parte de FMI all’Italia ce lo dovrebbe confermare.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.