Confezionare palle


L’informazione in Italia ha subito per anni la sindrome della tifoseria: scelte di campo, pro o contro, bianco o nero, sono state espressioni tipiche di questi tempi. In questo clima il semplice raccontare gli eventi, o fare appelli (come ad esempio il famoso “Fate presto” del Sole24Ore) prima che valutato nei contenuti viene inquadrato nelle “curve” della tifoseria, come se raccontare un fatto sia sempre strumentale a fare proselitismo per una o l’altra delle due sponde.
Con il governo Berlusconi esprimersi pro o contro significava prima di tutto essere “berlusconiano” o “comunista”. Oggi, con il governo Monti questa sensazione è più labile, ma certi vizietti sono duri a rimuoversi. Mostrare ottimismo per le iniziative del governo “significa” per alcuni essere automaticamente sdraiati sulle istanze dei banchieri, viceversa criticare il governo “significa” essere un nostalgico dell’ancient régìme.
E’ un atteggiamento molto frustrante, che spinge come conseguenza chi scrive ad una sorta di equilibrismo. Un dispendio enorme di energia nel tentativo di non farsi incasellare, etichettare. Ed un dispendio di energie anche da parte del lettore, nel distinguere il contenuto “vero” dal testo inserito per esigenze di equilibrismo.
Tutta questa fatica sprecata rende ancora più difficile districarsi tra le piccole e grandi bugie che vengono confezionate ad arte da coloro che ricoprono ruoli per i quali è previsto l’utilizzo della menzogna per gestire la comunicazione mentre si adoperano nella gestione dei problemi.
Prendiamo le parole di Mario Draghi negli ultimi dieci giorni, prima dice che le operazioni non convenzionali che sta per mettere in atto possono essere definite “Quantitative Easing” se lo si desidera, poi si affretta a chiarire che se la BCe seguisse la strada della Fed e della BoE e cedesse al quantitative Easing perderebbe credibilità, senza peraltro risolvere realmente nulla sul fronte dell’economia reale. Negli USA, dice Mario, il Quantitative Easing non ha ridotto la disoccupazione né riattivato il credito alle imprese, dunque la BCE non lo attuerà per spegnere la crisi europea per la quale, secondo Draghi, gli Stati dovrebbero procedere ad una maggiore coesione fiscale.
Dunque in pochi giorni il Quantitative Easing è stato annunciato e negato, sempre dalle parole della stessa persona, che certamente ha ben chiaro di cosa parla e altrettanto certamente non cambia idea su argomenti simili in pochi giorni.
Dunque come interpretarlo?
L’interpretazione più verosimile è che ciò che i mercati gradiscono sentirsi dire oggi è molto diverso da ciò che il Paese guida in Europa desidera sentir dire dal banchiere centrale. Percui il banchiere centrale ammette una cosa, per poi smentirla con vigore in un altro contesto, e intanto in questo ennesimo ed ulteriore esercizio di equilibrismo porta avanti la propria linea.

Che cosa è successo oggi?

La BCE ha aperto una finestra di liquidità illimitata per tutte le banche, liquidità finanziata a 3 anni al tasso poco più che simbolico dell’1%, per avere la quale le banche devono presentare asset da usare come collaterale. Asset come i titoli dei Paesi periferici, ad esempio. E con il denaro ricavato si potrà comprarne altri e ripetere il gioco a febbraio.

Tutto per le banche e niente per l’economia reale, dunque?

In questa fase di credit crunch i problemi delle imprese derivano dai problemi delle banche, mettere le banche nelle condizioni di riprendere ad erogare credito é necessario, forse non sufficiente, ma necessario.

Dunque è un Quantitative Easing o no?

Formalmente no. La BCE non espande il proprio bilancio, ma scambia cash con dei collaterali, concede prestiti a tempo, con una scadenza ben definita. Nei fatti -però- visto che la BCE accetta qualunque tipo di collaterale, anche mutui o persino – dico persino – dei BTP (mi si permetta un pizzico d’ironia dissacrante), significa che viene resa liquida una enorme quantità di asset che liquidi non erano. Pertanto pur non essendo formalmente un Quantitative Easing, l’intervento di oggi ne condivide molte caratteristiche. L’importante ora sarà vederne le quantità: se la cifra fosse superiore ai 350-400 mld€ il mercato festeggerebbe la buona dose di liquidità immessa sul mercato e la rilevante quota di esigenze di funding 2012 già coperte. Viceversa in caso di adesione bassa gli operatori entrerebbero nello sconforto, all’insegna del “nei bilanci delle banche non c’è più nulla, se non hanno portato collaterali oggi, a queste condizioni, in quantità rilevanti è perché a bilancio non hanno davvero più nulla”.
Tutto lascia sperare ed intendere che l’esito sarà il primo e non il secondo, non resta che attendere il comunicato della BCE

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.