Come può lo scoglio arginare il mare?

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Quando il mare si ingrossa le barche rimangono tutte al porto. E in finanza uno dei porti più tipici è la Svizzera. Quando la tempesta è valutaria, dunque, gli investitori corrono verso il Franco Svizzero.

Con una pesante ricaduta per le imprese elvetiche: esportare farmaci, orologi e cioccolato è più difficile se ai tuoi clienti esteri tutto appare più caro per questioni legate al cambio. (come si può leggere sul bollettino della BNS stessa: qui la versione italiana dal sito BNS)

Quando le banche svizzere, in particolare UBS, si ritrovarono al centro dell’incendio della fase finanziaria della Crisi, nel 2008-2009, il franco era su valori di cambio contro euro particolarmente ridotti: il rapporto EUR/CHF era infatti arrivato oltre 1,6.

Progressivamente, ma sempre più velocemente, il cambio è arrivato a settembre del 2011 vicinissimo alla parità 1:1. Le imprese svizzere chiesero a gran voce un intervento: stava diventando onerosissimo per loro gestire il business in quella situazione. I margini si comprimevano, si dovevano aumentare i ricavi sul mercato interno ed iniziavano a saltare molti posti di lavoro. Il governatore della Banca Nazionale Svizzera (BNS) prese allora una iniziativa sorprendente: decise una svalutazione d’ufficio del Franco di oltre il 10% e dichiarò che il cambio euro/franco non sarebbe più sceso sotto la soglia di 1,20.

Come fa uno stato la cui moneta viene comprata da tutto il mondo come “moneta rifugio” a bloccare il cambio contro una valuta grossa e al tempo stesso fragile come l’€?
Ogni giorno in cui l’€ cade il banchiere centrale fa il contrario di quello che fa il mercato: vende franchi e compra euro. Da solo contro tutti.
Sono mesi che la BNS si riempie di “junk€” insomma.
Per farla breve, questa barriera costa enormemente: nemmeno la Cina, con il suo enorme volume di fuoco monetario ha un cambio bloccato contro $ ma consente una rivalutazione controllata dello yuan.
Esiste insomma il ragionevole dubbio che la barriera fatta così non possa reggere.

La notizia di questi giorni sono le dimissioni di quel banchiere centrale -Philipp Hildebrand- perché sua moglie un paio di giorni prima della svalutazione comprò una ingente quantità di dollari americani, beneficiando finanziariamente della decisione di politica monetaria presa dal marito poche ore dopo. Uno scandalo frutto di un atteggiamento più “italiano” che “svizzero” se dovessimo giudicare per superficiali “etichette”.

Ma su questo evento -collegandolo alla situazione anomala della barriera al cambio di cui si parlava prima- viene spontaneo chiedersi se non ci sia dell’altro…

Vi riporto, sintetizzato e tradotto, un articolo molto interessante tratto da Lighthouse Investments:

La versione ufficiale:

  • Il presidente della BNS Philipp Hildebrand compra 500.000 USD pochi giorni prima di decidere una svalutazione del CHF di oltre il 10%
  • Hildebrand, prima chiede alla moglie di fronteggiare l’accusa, poi decide di donare retroattivamente i 75000 $ ricavati dall’operazione con cui voleva finanziare la galleria d’arte della moglie.
  • In un atto di eroismo, Hildebrand decide di dimettersi, contrariamente a quanto aveva dichiarato un paio di giorni prima.
  • In un comunicato strappalacrime i consiglieri della BNS lamentano la “perdita di un eccezionale central banker” (che in 18mesi ha generato la perdita record in operazioni monetarie forex di 29 mld chf pari al 6% del PIL svizzero)
  • Thomas Jordan, il vice-chairman, prende il timone. Continua la politica del predecessore stampando all’occorrenza illimitate quantità di franchi.

La versione alternativa:

  • 6 Septembre 2011.  Dopo che il suo braccio destro – “patrimonio netto negativo non conta” Jordan- si assicura che non saranno mandati in prigione per questo, Philipp impazzisce e minaccia di acquistare ogni euro incontri sulla sua strada. Così, nei residui 19 giorni di negoziazione del terzo trimestre, la BNS espande le sue partecipazioni FX da CHF 197 mld a 305 mld :

  • Verso la fine del 2011, PriceWaterhouseCoopers chiede quali siamo i piani di emergenza della BNS per un eventuale euro break-up considerato il loro valore di CHF 150 mld €.
  • PWC chiede anche cosa ne sia di tutte le naked puts ed i contratti di volatility forwards che la BNS stava ripetutamente vendendo a “circa 10 trader in opzioni su principali banche asiatiche ed Europee” (fonte). Questo perché il bilancio della BNS al 30 Novembre era semplicemente zeppo di “trattini”:

 

 

  • Sull’altro lato del tavolo dei derivati “fuori bilancio” ci sono, ovviamente, gli ex-colleghi ed amici del mondo degli hedge fund.
  • Un paio di membri del consiglio della BNS capisce la portata del disastro incombente. Decidono che Hildebrand se ne deve andare.
  • La BNS è ora matura per essere saccheggiata. Hildebrand si dimette prima che il bubbone scoppi.
  • Grazie ad una riserva infinita di euro, omaggio della BCE, gli hedge fund con leva 100 coprono ogni richiesta della BNS. L’inflazione conseguente della base monetaria svizzera destabilizza il paese, l’intero consiglio della BNS è licenziato.
  • La barriera di cambio salta, il franco svizzero si rivaluta violentemente del 20%, con perdite di valuta combinato di oltre il 10% del PIL. La Svizzera chiede formalmente l’aiuto da parte del FMI.

Quale story-line è più realistico?

La Svizzera in circa due anni ha perso prima la compagnia di bandiera, poi il segreto bancario, e, ora, la banca centrale. Sembra che qualcuno dall’interno della BNS alla fine si svegliò e sapientemente abbia giocato con i media svizzeri affinché spingessero per l’espulsione di Hildebrand.

C’è solo un problema per la BNS: come affrontare il problema prima che esploda?

Gli squali stanno già girando le loro prede, il cambio EUR/CHF è andato in “disaccoppiamento” dal cambio EUR/USD dal momento in cui Hildebrand era dimissionario dalla BNS, andando pericolosamente vicino al “Rubicone” di 1,20: La BNS potrebbe essere a pochi millesimi dalla capitolazione.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.