Esotismi lenti ma efficaci


Mentre in Occidente tutto sembra muoversi e dipendere dall’esito del nuovo piano di aiuti alla Grecia (mentre rimaniamo in paziente attesa che qualcuno “si accorga” che il Portogallo é affetto dalla medesima malattia) per scansare la noia e ricordarsi come sarebbe il normale mestiere di cherry picking di temi d’investimento vi propongo una tranquilla divagazione su tre fronti:

RUSSIA

A distanza di circa un anno dall’ultimo articolo dedicato alle vicende Moscovite, torno a raccontarvi le vicende di quella che – oltre ad essere una delle quattro economie BRIC, appena entrata (dicembre 2011) nel WTO – svolge un ruolo geopolitico importantissimo nello scacchiere mondiale e rende l’intero pianeta spettatore molto interessato alle evoluzioni politiche interne del Cremlino.

Il 4 marzo c’è la scadenza elettorale per il primo turno, che secondo molti osservatori dovrebbe essere già decisivo; come molti di voi sapranno in Russia esiste un clima di libere elezioni: ciascuno é infatti libero di votare Vladimir Putin. L’esito non appare però così scontato secondo altri osservatori, che hanno evidenziato l’insorgere di un malcontento popolare che prende coraggio e chiede rappresentanza. Thomas Friedman, in un editoriale sul New York Times parla di “politica della dignità” e propone un parallelismo con gli eventi della primavera mediorientale:

“Vi dico che entrambe (le Primavere ndBA) hanno una grande cosa in comune. L’esplosione politica in entrambi i Paesi inizialmente non è stata guidata da alcuna ideologia in particolare, ma piuttosto dalla più umana delle emozioni: la richiesta di dignità e giustizia. L’umiliazione è la forza politica più sottostimata che ci sia”

Ma oltre ad essere meno certo il ritorno di Putin nel ruolo di capo dello Stato, inizia a vacillare anche la riproposizione del vicepresidente di Gazprom, Dimitry Medvedev al ruolo di Primo Ministro: il partito infatti suggerisce di richiamare l’ex ministro delle finanze Alexei Kudrin, rimosso lo scorso anno, perché confida che svolgerebbe un miglior lavoro. Un governo tecnico anche in Russia?

Il gioco di disporre degli incarichi di primo ministro e Presidente della Russia che Putin e Medvedev hanno organizzato da anni sta indebolendo l’immagine delle loro figure politiche. Ma il vero perdente, l’agnello sacrificale, in questa vicenda pare essere Medvedev: l’esigenza di richiamare Kudrin nascerebbe proprio dalla necessità del Presidente di formare un governo politicamente forte, cosa che Medvedev non sembra più poter garantire, visto come palesemente si é lasciato usare: Putin é stato infatti presidente per due mandati dal 2000 al 2008, dopodiché ha lasciato -come da Costituzione- l’incarico, facendo subentrare Medvedev per un solo mandato nel quale é stata disposta la modifica Costituzionale che porta a 6 gli anni di incarico come Capo dello Stato, così da consentire a Putin di programmare altri 12 anni (due mandati) di protozarismo. Assolto il compito Medvedev non ha nemmeno provato a riproporsi per un secondo mandato, nonostante avesse promesso una politica di lotta alla corruzione ed una diversificazione economica per il Paese da petrolio e gas, due fronti sui quali si é guardato bene dall’agire.

Aleksei Kudrin (per chi conosce il russo qui c’é il suo profilo twitter) si é dichiarato pronto a coagulare le forze neodemocratiche di protesta in una nuova entità politica. All’ombra del Cremlino qualcosa si muove, e nell’attuale mondo globalizzato ed interconnesso la cosa ci riguarda direttamente.

ISLANDA

Secondo alcuni é un modello da seguire, ripudiando il debito. Come molti di voi sapranno le cose non sono andate esattamente così.

Al capo dell’ente di sorveglianza finanziaria dell’Islanda sono state richieste le dimissioni, ma Gunnar Andersen non sembra molto dell’idea di farsi da parte. Quello che gli viene contestato é di non aver dichiarato di possedere partecipazioni bancarie rilevanti su rapporti offshore (e chi non li ha oggigiorno? suvvia…)

“Queste accuse sono solo strumentali ad indebolire l’efficace azione di vigilanza che l’authority da me presieduta sta ottenendo”

Ad ognuno i modelli -anche di comportamento- che desidera.

ISRAELE

La situazione pre-bellica di Israele (o costantemente bellica dalla sua nascita nel 1948) ha generato il miglior rapporto rischio-rendimento di qualunque altro mercato azionario nell’ultimo decennio: Israele ha fatto meglio di Hong Kong e della borsa Norvegese, giunti secondi e terzi in questa speciale classifica stilata da Bloomberg, che calcola il rapporto tra ritorno finanziario e volatilità. La continua nascita di start-up tecnologiche, ed i flussi di investimento che arrivano dagli USA a sostenerle nel loro sviluppo, testimoniano il fermento positivo che riesce a superare il peso degli scontri con Hamas, Hezbollah, i difficili rapporti con la Siria, il Libano, l’Iran…

Il presidente della Banca Centrale Israeliana Fischer, dopo aver assistito lo studente Ben Bernanke nella stesura della sua tesi di laurea, é stato il primo nel 2008 ad avviare una manovra di Quantitative Easing: lo shekel (la moneta israeliana) era arrivato a livelli record, decise dunque di comprare massivamente valuta estera, raddoppiando il bilancio della banca centrale in breve tempo. La mossa ha ravvivato l’export (che vale il 40% dell’economia israeliana) e portato una crescita media annua di PIL del 4,2%.

La borsa israeliana però ha anche beneficiato nello scorso decennio della sua appartenenza al paniere MSCI Emerging Markets. Dal maggio del 2010 l’indice di TelAviv é stato spostato nel MSCI developed markets e questo ha alterato molto gli equilibri, generando ribilanciamenti di portafoglio da parte degli operatori istituzionali.

Ed in mezzo ai tanti tagli e declassamenti, S&P ha alzato il rating ad Israele in settembre, portandolo ad A+

“Israele ha delle banche molto ben capitalizzate ed una economia ben bilanciata con eccellenze nelle tecnologie high-end, inoltre vanta uno dei migliori banchieri centrali dl Mondo, il che la rende un vero e proprio business model”

Gira e rigira, sempre sui “modelli” si torna

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.