Gli esodati nella selva nebbiosa – canto completo


Questa mattina, ascoltando alla radio le notizie sul tema “Fornero” e i suoi inciampi nel calcolare le persone lasciate senza tutele dall’ultima riforma delle pensioni, ho iniziato la giornata con una battuta:

Oggi in edicola l’edizione postuma dell’addendum al XIV canto dell’inferno dantesco: il girone degli esodati (qui il tweet originale)

il talento autentico di Alessio Atrei l’ha fatto diventare in pochi minuti una realtà:

Lecturae Esodantis

      Così discesi dal cerchio operaio
giù nel novissimo, in do’ si tir la cinghia,
e tanto fa dolor, che punge a guaio.

      Stavvi Fornero orribilmente, e ringhia:
Calcola i contributi co n’occhiata;
giudica e manda secondo ‘stamminghia.

      Dice che quando l’anima d’annata
le vien dinanzi, resta sì perplessa;
ed ella con la ruga corrucciata

      Calcola il quid con formula complessa
e piange con dolor in quelle volte
che trova un altro ch’affolla la ressa.

      Sempre dinanzi a lei ne stanno molte;
vanno a vicenda ciascuna al giudizio;
dicono e odono, ma mai verranno ascolte.

      «O tu, già pronto al doloroso ospizio»,
dissemi Elsa quand’ella mi vide,
lasciando l’atto di cotanto offizio,

      «guarda che c’entri, e mica ci hai da ride:
t’inganni se vorresti non intrare!».
Ecco Camùs, la duca mia: «Che gride?

      Ti vo’ impedir lo suo fatale andare!»
«vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».

      Or incomincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote.

      Io venni al limbo senza contributo,
perchè il lavoro mio era in tempesta,
e da contrari venti combattuto.

      La crisi infernal, che mai non resta,
ai meno accorti fa la sua rapina;
«E lei lo sa, non faccia la modesta».

      Quando giungemmo innanzi a la ruina,
A zero il pil, corrotto il parlamento,
si bestemmiò anche la virtù divina

      Scordando che così fatto tormento
Era dovuto ai moti elettorali,
Che Silvio soggiogò, col suo talento.

      Ed ora qui c’è lei che tarpa l’ali
nel freddo tempo, a schiera larga e piena
che contributi un n’ha previdenziali.

      di qua, di là, di giù, di sù li mena;
nulla speranza li conforta mai,
non che di posa, ma di minor pena.

E come i candidati al cda Rai,
che fanno in aer di sé sì lunga riga,
così vid’io venir, traendo guai,

ombre portate da la detta briga;
per ch’i’ dissi: «Susanna, chi son quelle
genti che la megera sì gastiga?».

«Li primi di color di cui novelle
tu vuo’ saper», disse Camusso a botta,
«furono quei cui alzaron l’asticelle

Fecero la lor strada interrotta,
fidando la certezza della legge,
Che invece guarda lì com’è ridotta.

Son quattrocentomil di cui si legge
cui Mastrapasqua fece quella chiosa,
E ancora Monna Elsa non corregge.

sessantacinquemil è poca cosa,
Pure s’ostina a non vederne il neo
Tant’è caparbia, quella vecchia sposa.

Altri cinquanta, forse, e marameo,
potran trovar posto tra le postille,
Purchè rimanga intatto il suo trofeo.

Tutto molto italiano». E più di mille
ombre mostrommi ed indicommi a dito,
che non poteo creder alle pupille.

Poscia ch’io ebbi tutto questo udito
ed ebbi maledetto i ministeri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.

I’ cominciai: «Susanna, volontieri
parlerei a quei due che ’nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri».

Ed ella a me: «Vedrai quando saranno
più presso a noi di quanto gliene frega
Di tutto ciò. Che pena… ma verranno».

Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: «O anime affannate,
venite a Ballarò, s’altri nol niega!».

Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere dal voler portate;

Sono Bersani e Alfano, e già sorrido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettuoso grido.

«O elettor grazioso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che nel tempo sottraem lo scrigno,

      Sul grillo il voto tuo non sia riverso,
noi qui brighiamo ancor per la tua pace,
abbi pietà del nostro mal perverso.

      Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ’l vento, come fa, ci tace.

      Trema la terra dove nato fui
In quella valle dove ’l Po discende
che ora ha pace, co’ seguaci sui.

      Monti, ch’all’alto scran ratto s’apprende
prese costui deh la bella poltrona
che mi fu tolta: e ’l modo ancor m’offende.

      Monti, che nulla tassa evader perdona,
mise quest’uom a dar con me manforte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

      Monti condusse noi ad una morte:
E Grillo attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

      Quand’io intesi quell’anime offense,
china’ il viso e tanto il tenni basso,
Che un giornalista disse: «Beh? Che pense?».

      Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

      Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: «Piergigi, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

      Ma dimmi: al tempo dei vecchi rigiri,
perchè e come concedeste a Arcòre?
Ne conosceste i palesi raggiri!».

      Ed egli a me: «Non ho maggior dolore
che ricordarmi del tempo felice
in cui bastava dar contro al Signore.

      Ma se conosci l’antica matrice
del mio partito e da che cosa è affetto,
capirai che mi lega a ‘st’infelice.

      Litigavamo un tempo per diletto
finchè lo spread un dì non ci costrinse
a darci mano invece che dispetto

       In più fiate re Giorgio ci convinse
Ad appoggiar governo a entrambi inviso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

       Quando leggemmo un giorno all’improvviso
Questa riforma della Dea Badante,
Dicemmo ‘faccia lei’ e fu deciso:

      e la votam con man tutta tremante.
Galeotta la riforma e chi la scrisse:
quel giorno più non fum significante».

      Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangea; sì che di pietade
ne ebbi men che sole in un’eclisse.

      E cadder come corpo morto cade.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.