La strenua lotta della BundesBank

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A Berlino stamattina c’è un po’ di agitazione: si cerca di mettere le mani avanti dopo l’elezione di François Hollande, che aveva chiesto che il “fiscal compact” venisse integrato con misure orientate alla crescita:

Non é possibile rinegoziare il patto di bilancio europeo che é già stato sottoscritto da 25 dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea

e si puntualizzano alcuni aspetti del ESM (European Stability Mechanism), il futuro fondo permanente di salvataggio europeo:

L’Esm dovrebbe concedere prestiti ai Paesi europei in difficoltà solo a fronte di una consistente maggiorazione del tasso di interesse e collegando l’aiuto a misure economiche e di bilancio severe. Senza una maggiorazione del tasso di interesse applicato sui prestiti verrebbe meno un importante disincentivo al ricorso al meccanismo di salvataggio o, perlomeno, a ritornare velocemente sui mercati del capitale“.

A quanto pare a Berlino non hanno ancora compreso che aiutare qualcuno a tassi punitivi finisce per ricacciare quel qualcuno ancora più nei guai, rendendo poi problematico vedersi restituire quegli aiuti. Il rigore nella gestione dei conti ha permesso alla Germania di essere oggi la potenza che é, nessuno lo discute. Loro sono un modello da imitare, ma una cosa é nascere rigorosi e un’altra é volerlo diventare quando si é già accumulato una zavorra pesante di debito, che ti costringe a perseguire la “crescita” e a mettere l’austerità e la disciplina in secondo piano.

A proposito di Paesi aiutati e notoriamente zoppicanti, sono giunti anche i risultati elettorali greci: 149 seggi su 300 sono finiti ai due partiti maggiori, quelli che hanno appoggiato l’austerity, che di fatto vengono marginalizzati.

Con tutte le cautele del caso, la Commissione UE ha dato oggi due indicazioni precise:

  1. quanto concordato con Atene va attuato in modo rigoroso e nei tempi previsti
  2. Ci si auspica che si formi rapidamente una maggioranza “stabile”.

Il percorso di formazione del nuovo governo é avvolto nell’incertezza e si é tornati a parlare di uscita dall’area €. Ipotesi bizzarra, considerando che uscire dall’euro servirebbe a svalutare la moneta per rilanciare la competitività (pagando il dazio di importare le merci a prezzi più cari e tassi più alti a causa della moneta debole). Ma gli stipendi greci sono già “fuori dall’euro”: sono già svalutati. Resterebbero praticamente solo gli effetti negativi al popolo greco di vedere i prezzi impazzire, e al governo di vedere il costo del debito esplodere.

Per chi non ne avesse abbastanza, tra i grattacapi di Berlino c’è sempre la Spagna: la produzione industriale segna un -7,5% stamattina e lascia presagire che il PIL si muoverà in area negativa ancora per un bel po’. La Commissione UE sta ipotizzando di concedere “maggiore elasticità” alla Spagna per il suo piano di rientro dal deficit, in pratica: non ce la fanno. Il tutto mentre il sistema bancario spagnolo necessita di altro denaro pubblico per salvare le Casse di risparmio dagli attivi immobiliari a rischio.

Il che ci porta in Italia, dove la Banca Tercas, ovvero la Cassa di risparmio di Teramo, una realtà da 1200 dipendenti, é stata commissariata venerdì da Bankitalia per gravi irregolarità dei conti, in seguito al fallimento di una iniziativa immobiliare.

Ancora una volta una piccola banca ci ricorda che piccolo é bello, sì, ma la concentrazione del rischio é un pericolo da non sottovalutare: le realtà locali con i clienti tutti correlati tra loro rischiano di restare invischiate da situazioni di blocco del circuito dei pagamenti dovuto al fallimento di una attività locale. Poi dicono il credit crunch

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.