Nea Democratia

English version Oggi possiamo prendercela con la capacità e l’efficacia di chi dovrebbe fare il pompiere, ma questo non toglie che la responsabilità dell’incendio che divora la Grecia sia prima di ogni altra cosa della sua classe politica: quella che ha truccato i conti, quella che ha scialacquato il beneficio di poter emettere debito in €, risparmiando miliardi che potevano essere destinati al risanamento, ed invece sono stati destinati al consenso.

Nelle elezioni del 17 giugno, di fatto un referendum sulla permanenza nell’euro (e che potrebbero trasformarsi in un referendum sull’esistenza dell’euro), i membri dell’UE e dei Governi nazionali sperano, auspicano, che l’esito risulti favorevole a chi sostiene che la via dei sacrifici e del mantenimento degli impegni presi con la Trojka vada rispettata. In altre parole che l’esito risulti favorevole a quella forza politica che ha portato la Grecia in questa situazione: Nuova Democrazia (Nea Democratia).

Uno dei tanti paradossi della situazione che viviamo.

Una vera boccata d’ossigeno per la Grecia sarebbe quella di avere accesso agli aiuti a tasso zero, non ai tassi punitivi di concezione teutonica. Ma -comprensibilmente- chi dovrebbe elargire aiuti a tasso zero vorrebbe però la garanzia di un cambio di gestione delle finanze pubbliche greche, per essere certo del quale, da attuare con uomini di propria fiducia. Una sorta di tecnocrazia dovrebbe soppiantare la democrazia.

E’ evidente che non possiamo ambire ad un simile modello.

Quello però che dovremmo fare é chiederci se una Nuova Democrazia non vada concepita. Quello che dovremmo chiederci é se e come quella che viviamo sia davvero una democrazia, e se per questo meriti di essere difesa, anche strenuamente.

La Democrazia (governo del popolo) dovrebbe essere una formula capace di dare al popolo la potestà di governare. Le democrazie moderne sono praticamente tutte democrazie indirette: il popolo elegge dei rappresentanti che sono delegati a prendere delle decisioni.

Ora, la questione é che per come funziona l’Europa oggi ai singoli governi nazionali é dato una sorta di “potere di veto” alle iniziative europee, il che genera l’immobilismo decisionale che tante praterie offre alla speculazione finanziaria. Alcuni Paesi, la Grecia é stato il primo, hano perso questo potere e sono a sovranità ridotta, il che potrebbe anche portare ad una dinamica per cui il potere di veto rimane in mano a sempre meno Paesi formando una Europa di serie A e una di serie B. Come cittadino di una democrazia, però, io pretendo dell’altro: pretendo di poter eleggere dei rappresentanti che possano fare qualcosa in più che dire “no”.

Viviamo inoltre, é utile ricordarlo, nella particolare situazione storica in cui grazie alla caduta delle barriere nazionali le imprese sono libere di spostarsi dove trovano una legislazione più accomodante, senza badare ai confini, dai quali invece il potere di legiferare non può smarcarsi. Dunque regole nazionali per un mercato internazionale.

Difendere democrazie come queste (quale che sia la moneta che si usa…) sembra quasi più ideologico che razionale. Quello cui dovremmo ambire, anzi direi quello che avremmo diritto di pretendere é una Nuova Democrazia, nella quale ci viene data la possibilità di eleggere dei rappresentanti che possano davvero fare qualcosa: un Parlamento europeo non sottomesso ai governi nazionali, capace di far emergere istanze democratiche nelle quali in minoranza possano esserci alternativamente la Spagna o la Germania, l’Olanda o l’Italia. Sarebbe un nostro diritto, oltre che un nostro interesse.

Ma forse vogliamo a tutti i costi dar ragione a Mark Twain quando diceva:

Se il nostro voto avesse davvero influenza, non ci farebbero votare

ascoltando quegli affabulatori che ci parlano della finanza cattiva, del complotto di Goldman Sachs, della trappola dell’euro e di quanto sono cocciuti (o stolti) i tedeschi, tutto per non dirci la semplice e terribile verità: i primi colpevoli siamo noi stessi. Inorridire per le calpestate democrazie dei PIIGS, già per certi svuotate dalla Storia di una vera valenza democratica, ha del romantico. Ma dallo svilimento delle democrazie dei Paesi periferici invece di trarre uno scoramento, potremmo trovare lo slancio di esigere che il nostro ruolo di attori della Democrazia venga rispettato. Davvero, non perché un governo tecnico soppianta un governo populista, ma perché il nostro voto possa esprimere dei rappresentanti a cui viene conferita una cloche, piuttosto che essere passeggeri di prima classe del nostro stesso aereo.

Io ne preferisco un’altra, delle frasi storiche di Mark Twain:

Il sapone e l’istruzione non hanno effetti rapidi come un massacro, ma a lungo andare sono più micidiali
Related Posts with Thumbnails
Free PDF    Invia l'articolo in formato PDF   

About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.