Guardiamoci negli occhi

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Le banche di Cipro hanno investimenti in titoli greci per il 175% del PIL cipriota.

E che sarà mai Cipro per destare preoccupazione?

Semplicemente si ripropone il dilemma: aiutare con fondi europei, creando un precedente per altri Paesi che avranno l’aspettativa di “essere salvati” o lasciare che ciascuno affronti i propri guai legittimando i mercati che speculano sulla possibile “disgregazione dell’area euro”?

Ieri la Commissione UE non ha voluto parlare del caso cipriota né degli sviluppi della crisi spagnola.
La giornata di ieri é stata infatti sufficientemente euforica per la chiacchierata missione dei “magnifici 4” (il presidente Ue Van Rompuy, il presidente della Commissione Barroso, il presidente dell’Eurogruppo Juncker ed il presidente della BCE Draghi) che a fine mese presenteranno le loro proposte ai capi di stato e di governo.
Obiettivo: “rafforzare e aumentare l’integrazione dell’unione monetaria”.

La richiesta di Draghi pochi giorni fa é stata molto chiara: la BCE non ha alcuna intenzione di sostituirsi alla politica, che deve “dare delle indicazioni certe di dove sarà l’Europa fra 10 anni“.
Se ci fosse ben piantato in terra il progetto di lungo periodo per l’integrazione fiscale e politica dell’Europa le dinamiche di breve avrebbero molto meno spazio di manifestarsi in modo così virulento da mettere in discussione la stabilità di lungo periodo.

Questa mattina a radio24 sentivo parlare Cacciari di “Italia destinata ad essere eterodiretta“: l’incapacità della politica italiana, mancando (auspicabilmente) lo spazio per derive in stile anni ’20, consegnerà la sovranità del Paese all’Europa.

La sentenza di Cacciari sembra un riferimento al mio neologismo coniato qualche tempo fa: inettocrazia. Però si conclude con un termine che incorpora una visione pessimistica che non condivido, perché a me quel “eterodiretta” proprio non va.
Io sono un cittadino europeo. Non mi sentirei eterodiretto se governato da un Parlamento Europeo. Mi sembra una forma di leghismo allargato questo considerare l’Europa una cosa “altra da me”. Non me ne faccio nulla di un governo nazionale che, finendo in contrasto di interessi con gli altri governi nazionali, genera solo immobilismo. Un immobilismo che mette l’Europa con un debito/PIL complessivo del 85% nella brace della “crisi del debito” quando gli USA, il Giappone ed il Regno Unito stanno su valori nettamente più ampi.

L’ipotesi che circola in questi giorni é quella di un passo oltre l’Unione monetaria, verso una sorta di unione bancaria con una forma di mutualizzazione transfrontaliera delle garanzie dei depositi bancari (che servirebbe a tranquillizzare chi teme l’insorgere di un bank run), e prestiti reciproci per finanziare la gestione dei fallimenti bancari.
Sarebbe bello che noi cittadini, invece di perdere tempo a blaterare di “sovranità nazionale” evitassimo di lasciar fare alle banche i primi passi, per poi metterci a blaterare di “governo delle banche” per aver lasciato a loro il ruolo che avremmo dovuto reclamare come nostro.
“Stiamo facendo l’Europa, ora dobbiamo fare gli europei” avrebbe detto qualcuno…

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.