La giostra dialettica del gold standard

Quel furbacchione di Ron Paul, sfruttando e cavalcando il sentimento popolare di incomprensione dei meccanismi della crisi economico-finanziaria, vaneggia di una liaison fra gold standard e stabilità dei prezzi, cercando di intercettare le lamentele che provengono dalla pancia dell’elettorato statunitense.

Dai molteplici economisti interpellati sulla bontà dell’idea le risposte positive su questo tema sono state zero.

Perché mai?

La mancanza di flessibilità nella gestione della politica monetaria é stata una delle cause della Grande Depressione, altrimenti nota come Crisi del ’29, come abbiamo già avuto modo di dire nel celebre post sul pareggio di bilancio. Il criterio del Gold Standard, infatti, impedirebbe alla banca centrale la possibilità di combattere la recessione stimolando l’economia con interventi di politica monetaria, costringendo i governi a irrigidire il clima economico nel peggior momento possibile.

Perché mai, dunque, tornare al gold standard? Evidentemente c’è chi non é spaventato del fatto che una recessione possa diventare una depressione, o meglio che é più spaventato della possibilità che l’elasticità di politica monetaria generi inflazione: banalmente se lo Stato ha una capacità di spesa limitata allora i prezzi resteranno stabili, solo che guardando il Consumer Price Index dal 1919 al 1933 -durante il gold standard- l’inflazione appare piuttosto instabile, anzichenò:

NewGoldCPI.png

Nel lungo termine con il gold standard i prezzi rimangono più stabili, ma nel breve possono oscillare anche violentemente. E comunque la stabilità dei prezzi si ottiene limitando l’inflazione, ma anche limitando la deflazione.

Iniettare denaro nel sistema facendo Quantitative Easing porta inflazione? La storia recente dice di no, date un’occhiata al Consumer Price Index dal primo QE ad oggi:

CPIQE.png

In termini assoluti certi discorsi accademici su gold standard e inflazione paiono palesi ed intuitivi, ma il contesto determina l’effetto degli accadimenti: il contesto attuale di deleveraging in cui il mercato purga gli eccessi di una abbuffata pluriennale di leva, il Quantitative Easing serve a compensare la ricchezza che si distrugge, più che creare risorse che gonfiano i prezzi. Dunque non é che fare QE non porti inflazione, o che la Storia dimostra che il QE non generi fiammate dei prezzi. Il fatto é che un QE i un contesto di generalizzato deleveraging compensa la distruzione di valore.

Semmai dobbiamo chiederci come le banche centrali dreneranno, quando sarà il momento, la liquidità che ora stanno generosamente mettendo in campo. Draghi e Bernanke (o i loro successori) avranno un bel daffare, ciascuno per la propria parte. Ma la violenta deflazione (le sedie che spariscono) che avremmo se adottassimo il gold standard ora ci porterebbe in una spirale mortale.

Nota: Per i curiosoni é disponibile un magnifico Federal Reserve paper sulla storia del gold standard dalla prima guerra mondiale fino alla rande Depressione

 

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.