BCE: luce guida del 2012 (e del 2013?)


Nei mille tentennamenti politici dell’anno che ci lasciamo alle spalle il ruolo della voce guida, e della capacità di intervento più incisiva, l’ha svolto la BCE. Mario Draghi ha ripetuto più volte come la politica non debba abdicare al suo ruolo mentre la Banca centrale con i propri interventi monetari le “compra tempo”, quel tempo che va usato per le riforme strutturali che politicamente parlando è così difficile fare perché riducono il consenso.

Così, oltre a comprare tempo, la BCE offre il proprio supporto anche sul fronte della consapevolezza dei cittadini della UE:

“Un intervento ben congegnato di risanamento dei conti pubblici conduce a un miglioramento permanente del saldo di bilancio strutturale, mentre i suoi eventuali effetti negativi sulla crescita sono solo temporanei. L’attuale dibattito appare concentrato in maniera eccessivamente restrittiva sull’entità del moltiplicatore fiscale di breve periodo. Il consolidamento, invece, produce un impatto favorevole sull’evoluzione del rapporto debito/PIL che, nelle attuali circostanze, riveste un’importanza senza precedenti per il ripristino della fiducia nella sostenibilità dei conti pubblici nell’area dell’euro e altrove”.

Per dirlo in una frase: dopo aver passato anni a sacrificare il futuro per alimentare il presente, occorre ora sacrificare il presente per ripristinare un futuro.

se si riesce a comunicare efficacemente che il risanamento dei conti pubblici si inserisce in un necessario processo di aggiustamento che consentirà, ad esempio, di alleggerire l’onere fiscale in futuro, ciò aumenterebbe immediatamente la fiducia dei consumatori e degli investitori

Tant’è che:

“La debolezza dell’economia nell’area dell’euro dovrebbe protrarsi anche il prossimo anno a fronte degli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori finanziario e non, nonché per la persitente incertezza che assieme continueranno a gravare sull’attività economica. Nel prosieguo del 2013 si dovrebbe registrare una graduale ripresa grazie al rafforzamento della domanda mondiale e della trasmissione all’economia dell’orientamento accomodante della politica monetaria della Bce e del netto miglioramento della fiducia sui mercati finanziari. Per promuovere la fiducia nell’Eurozona è fondamentale che i Governi riducano ulteriormente gli squilibri sia di bilancio sia strutturali e proseguano nella ristrutturazione del settore finanziario. Tuttavia sebbene nel breve periodo il risanamento dei conti pubblici possa influire negativamente sulla crescita, nel medio-lungo periodo i suoi effetti sono benefici e più che compensano le eventuali ripercussioni avverse a breve termine”

“Nell’Eurozona a livello di politiche di bilancio, rimangono aperte alcune importanti sfide di breve periodo. In particolare, è innanzitutto necessario ripristinare la sostenibilità di lungo periodo del debito pubblico. Ad ogni modo la risposta delle politiche di bilancio alla crisi del debito sovrano si è finora dimostrata esauriente sotto molti aspetti, in particolare, per l’entita’ del risanamento che ha visto aggiustamenti strutturali di rilievo nei Paesi dell’area dell’euro sottoposti a programmi Ue/Fmi, per i progressi nel rafforzamento dell’assetto della governance europea, per il dibattito attualmente in corso su come completare la Uem attraverso l’integrazione finanziaria, fiscale, economica e politica”.

E’ un vero peccato, aggiungo però io, che l’accordo per la supervisione  da parte della BCE sulle banche commerciali europee sia arrivato questa notte, e che sia ristretto alle sole prime 200 banche (quelle con asset superiori a 30 miliardi di €) e non le oltre 6000 come da piano originario. La sorveglianza BCE sulle banche è lo step iniziale e necessario per procedere all’unione bancaria europea, ma lasciar fuori oltre il 90% degli è una sconfitta (di una battaglia, non della guerra) verso una più veloce unione. E una vittoria per chi pretendeva di mantenere gli organi di sorveglianza nazionali, espressioni (e strumenti) della politica.

Confucio direbbe “forse è un bene, forse è un male

Nel frattempo il credit crunch continua, dall’Eurotower infatti ammettono che il credito alle imprese resta debole. Per la Bce, la necessaria correzione dei bilanci di amministrazioni pubbliche, istituti di credito, famiglie e imprese non finanziarie “in diversi Paesi rappresenta una premessa per la piena normalizzazione delle condizioni di provvista bancaria e per una ripresa sostenuta dei volumi di prestito“.

Insomma, ci si attendono (quasi direi che vengono richieste) ulteriori svalutazioni (e dunque altri aumenti di capitale per le banche, subito dopo?)

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.