Conti pubblici: il Governo prende la mira


Se la Banca Centrale Europea minaccia di usare il bazooka, La Banca d’Italia non può esimersi di usare almeno l’arco e 3 frecce:

  • il calo dei rendimenti sui Titoli di Stato
  • la compressione dello spread BTP-Bund
  • la ripresa di acquisti dall’estero dei titoli pubblici italiani

Sono questi gli elementi che testimoniano, per Bankitalia, il ritorno di fiducia sulla sostenibilità dei conti pubblici italiani nel Rapporto sulla stabilità finanziaria.

La questione-spread rimane sempre all’ordine del giorno: secondo i conti di via Nazionale 100 punti di spread si tramutano in un abbassamento di crescita di 0,3% per due anni, e pertanto rimane vitale il mantenimento del pareggio di bilancio in termini strutturali.

Chiariamo subito che, per quanto evidentemente il pareggio di bilancio impedisca la formazione di nuovo debito, il fatto di esserci legati mani e piedi al pareggio (mettendolo in Costituzione) comporta che un futuro eventuale aumento dello spread comporterà l’obbligo di ridurre la spesa o aumentare le entrate fiscali. Inderogabilmente. Il che comporta la sottomissione della gestione economica nazionale a dinamiche di carattere esogeno.

Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso, viene anche da aggiungere.

Come con le nostre mani ci siamo infilati in questo stretto vicolo, ugualmente con le nostre mani dobbiamo impegnarci per uscirne. e se ci sono voluti decenni per rovinare la nostra situazione al punto da costringerci a siglare un impegno così vincolante, non sperate che bastino un paio di mesi di clima da “zero marachelle”. Sarà una lunga stagione: le stime del Governo sono per un debito/PIL al 102% nel 2020

Bankitalia dopo averci rassicurati sulla sostenibilità dei conti e la fiducia verso il Paese avverte:

non bisogna abbassare la guardia e proseguire con determinazione l’azione di risanamento dei conti e le riforme strutturali volte a innalzare il potenziale di crescita. C’è, ancora, il rischio persistente della reversibilità dell’euro e in caso di nuovo aumento degli spread le stime del Governo sul rientro del debito/PIL andrebbero riviste: arriveremmo solo al 113% nel 2020.”

Sarebbe un peccato, dice Maria Cannata, direttore generale del Debito pubblico del ministero del Tesoro:

il clima è molto migliorato, gli investitori stanno tornando, anche dagli Stati Uniti e non si tratta di fondi speculativi anche di fondi real money. Tuttavia, negli incontri avuti sono state manifestate alcune preoccupazioni ma non sui conti pubblici quanto invece sulla crescita e sulla incertezza politica, in Italia e in Europa. Ad oggi la quota di debito pubblico totale italiano in mano estera è pari circa al 35%, mentre a metà del 2011 si era a circa il 51%

C’è dunque ancora parecchia strada da recuperare, sul piano della fiducia degli investitori internazionali. In questo il calendario può aiutarci: il 2013 sarà caratterizzato da minori emissioni -rispetto al 2012- per 60 mld€ grazie sia ad un minore fabbisogno da finanziare, sia a scadenze inferiori rispetto al 2012. Dal prossimo anno si procederà ad un graduale allungamento della durata del debito, favorito anche dalla copertura che proverrà dalle risorse derivanti dalla cessione di Sace, Simest e Fintecna alla Cdp per effettuare operazioni di buyback.

La stagione dell’abbattimento del debito pubblico inizierà ad entrare nel vivo.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.