Il relitto della Inettocrazia

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E’ domenica, e alle spalle abbiamo una delle settimane più importanti della Storia italiana: quella in cui la terza economia dell’Unione europea ha chiesto al FMI di essere commissariata. Ripercorriamo insieme le tappe principali che nella settimana ci hanno portato all’ennesimo passo che ricalca il tragitto compiuto dalla Grecia.

Lunedì siamo partiti con la Russia che si è dichiarata pronta ad aiuti per euro-zona attraverso il FMI:

“La Russia è pronta a iniziare i colloqui con singoli stati della zona euro per fornire sostegno finanziario attraverso il Fondo Monetario Internazionale. Non c’è stata una richiesta formale da parte dell’Unione Europea, ma se fanno una richiesta… il ministro delle Finanze, la banca centrale, il governo… valuteranno la cosa seriamente, così come la possibilità di un sostegno”

riferisce il consigliere economico russo Arkady Dvorkovich.
I mercati azionari europei aprono in ribasso di oltre l’1% con le vendite concentrate in particolare sul settore bancario. I mercati risentono delle prese di beneficio post rialzi della scorsa settimana e delle attese per gli incontri BCE, FED e G20 che avverranno nei prossimi giorni. Chiuderanno la giornata a -2,5%. La banca centrale giapponese decide di intervenire nel mercato dei cambi per frenare il continuo apprezzamento dello yen.

Il ministro delle finanze tedesco Schauble rilancia, in vista del G20, l’idea di introdurre una tassazione sulle transazioni finanziarie per contrastare la speculazione sui mercati. Inoltre a suo giudizio l’Europa dovrebbe celermente muoversi verso una unione fiscale degli stati membri.

A livello di tassi, mentre calano quelli tedeschi ed americani, salgono quelli italiani con il decennale che si attesta in area 6,14% (spread Italia Germania a 10 anni leggermente sopra i 400 punti). Ciò conferma la sfiducia nei confronti dell’Italia ed i dubbi riguardanti una reale implementazione del programma presentato la settimana scorsa al summit UE.

Completamente deserte sono andate nel pomeriggio di lunedì le riaperture riservate agli operatori specialisti dell’asta su Btp a tre e dieci anni. Nessuna domanda e assegnazione nulla quindi per il Buono a tre anni luglio 2014, riaperto per 325 milioni, per il decennale 1 marzo 2022, offerto per 300 milioni e per i 125 milioni di Btp ‘off-the-run‘ settembre 2019. Nessun interesse nemmeno sui 100 milioni del CCTeu 2015. Questo (drammatico) evento è imputabile alle conseguenze del fallimento di FM Global

Mario Draghi si avvicina al suo insediamento al timone della Banca centrale europea, sotto la spinta contrapposta di pressioni da parte della Germania e dei paesi della zona euro più deboli sul fronte del debito. Draghi si è dichiarato pronto a continuare ad acquistare i titoli governativi degli stati in difficoltà. Le controversie sul programma di acquisti di titoli di Stato della BCE hanno portato alle dimissioni di due membri dell’istituto centrale provenienti dall Germania. Il numero uno della Bundesbank Jens Weidmann ritiene che l’EFSF esteso, sostituendosi alla BCE nel “lavoro sporco” di comprare bond, ridisegnerà il confine tra politica monetaria e politica fiscale, una linea che secondo molti tedeschi è stata resa meno netta dal programma di acquisto di bond. Draghi, consapevole di incontrare nuove resistenza tedesche a qualsiasi iniziativa di ulteriori acquisti di bond, virerà a sorpresa per un taglio dello 0,25% del Tasso Ufficiale di sconto. Ma questo accadrà solo giovedì. Prima bisogna passare da un martedì che farà chiudere il FTSEMIB con un epico -6,8%:

Il superamento di 400 punti di spread sui titoli tedeschi e i segnali sempre più chiari di una “Inettocrazia” italiana, incapace di formulare un decreto od un maxi-emendamento, porta una giornata nervosa fin dai primi scambi del mattino, e il nervosismo generale si aggrava quando il primo ministro Greco Papandreu (che da questo momento sta per diventare noto come “Papandemonium”) annuncia di voler sottoporre il piano di austerity ad un referendum. Le reazioni del FMI sono chiare: se la Grecia non garantisce i comportamenti richiesti, allora non sono garantiti gli aiuti. Papandreu voleva solo allungare un po’ il guinzaglio, ma il tentativo dura poco: quando dipendi dagli aiuti del FMI e finisci sotto la sua supervisione non hai alcuna opzione autonoma.

Ora dopo ora le chiacchiere sull’Italia si intensificano: la Banca d’Italia smentisce di avere allo studio un piano di emergenza per le banche nazionali in base al quale rileverebbe i titoli di Stato italiani, in cambio dell’impegno delle banche ad acquistarne di nuovi a più lunga scadenza. Fonti di Palazzo Koch definiscono infatti “prive di fondamento e contrarie alle norme europee” le indiscrezioni. Dopo la giornata di inferno per i titoli di Stato italiani e la Borsa il governo ha convocato un Comitato per la stabilità finanziaria alle 15,00. Una fonte governativa riferisce che in serata, a partire dalle 20,00, dovrebbe tenersi un Consiglio dei ministri per il varo delle misure straordinarie chieste dall’Unione europea all’Italia per riconquistare la fiducia dei mercati. Misure che non verranno.

Martedì è un vero e proprio fuggi-fuggi dai titoli italiani, secondo indiscrezioni il G20 potrebbe chiedere ufficialmente alla Cina maggiore flessibilità dello yuan sul mercato dei cambi, ma nel frattempo il decennale italiano sale a livelli record dall’avvento dell’euro (tasso a 6,399% e spread 10 anni Italia Germania supera i 460 punti). E siamo ormai prossimi all’intervento di Draghi.

La comunicazione é essenziale nel suo nuovo ruolo. I mercati finanziari, che si sono abituati al linguaggio codificato di Trichet negli ultimi otto anni, ascolteranno con attenzione alla ricerca di eventuali cambiamenti di sfumatura o di approccio. La focalizzazione sulla lotta all’inflazione del contingente tedesco nel consiglio governativo significa che Draghi incontrerà difficoltà a tagliare i tassi di interesse. L’inflazione della zona euro a ottobre si è confermata al 3%, ben sopra il target della Bce di un dato vicino ma inferiore al 2%. Se la Bce taglierà i tassi alla prima riunione guidata da Draghi si alimenteranno i timori tedeschi di una colomba italiana al timone della banca centrale.

A queste questioni si aggiunge un altro problema pressante per Draghi: il connazionale Lorenzo Bini Smaghi, che siede nel consiglio esecutivo a sei della Bce, è al centro di una disputa diplomatica tra Italia e Francia. In base a un accordo dello scorso aprile, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha dato il suo supporto a Draghi a patto che Bini Smaghi si facesse da parte per assicurare la presenza di un francese nel board. Bini Smaghi, il cui mandato alla Bce scade nel 2013, ha sinora insistito sul fatto che qualsiasi tentativo che lo costringa a lasciare il posto sarebbe un attacco all’indipendenza della banca centrale e ha ricevuto l’appoggio dell’istituto. E i ripetuti, pubblici, inviti a dimettersi da parte di Silvio Berlusconi per non inasprire i rapporti tra Francia e Italia non hanno sinora portato ad alcune risultato, indebolendo ulteriormente il giudizio sulle capacità politiche del premier italiano nelle opinioni internazionali.

La BCE decide di abbassare i tassi di 25 bps. I punti salienti del discorso di Draghi:

  • deciso all’unanimità un taglio dei tassi poiché nel medio termine la BCE si aspetta un’inflazione sotto il 2% (dichiarazione resa allo scopo di tranquillizzare i tedeschi, pare chiara l’intenzione di procedere al tentativo di inflazionare)
  • sono crescenti rischi di rallentamento della crescita. Draghi non esclude una possibile recessione.
  • Il governatore della Banca centrale sottolinea l’importanza dell’accordo europeo sul ratio Tier 1 sopra al 9% per le banche
  • L’uscita dall’area euro non è contemplata dai Trattati e la BCE sta intervenendo sui mercati obbligazionari esclusivamente con obiettivi d natura monetaria.
  • In relazione all’andamento degli spread ed ai rendimenti dei titoli di stato dei Paesi periferici ritiene che non possono essere gli interventi esterni a far scendere i tassi d’interesse sui titoli di stato, ma le politiche nazionali in termini di consolidamento dei conti pubblici e riforme per migliorare la crescita e creare posti di lavoro.
  • L’intervento sul mercato secondario dei titoli di stato da parte della BCE è temporaneo e di entità limitata e la BCE non deve essere ritenuta prestatrice di ultima istanza.

Stark della Bce dichiara che i riacquisti di bond da parte della Bce termineranno “non appena possibile”.

L’Italia si dichiara disponibile alla supervisione del Fondo Monetario sul piano di riforme.

“Dobbiamo essere sicuri che ci sia credibilità negli obiettivi dell’Italia e che li raggiunga. Il Fmi subentra dunque nel monitoraggio.”

L’effetto immediato non è dei migliori: gli spread BTP-Bund tornano ad allargarsi (nuovamente in area 450 punti base) dopo le conferme da parte di Barroso e della Merkel del monitoraggio dell’Italia da parte del FMI. I mercati azionari risentono delle notizie appena evidenziate e virano in netto territorio negativo.

I rendimenti del Btp a 3 anni (Btps 4.25% Luglio 2014) arriva al 6% di rendimento.

Dopo aver detto a Luglio, nel preavvisare l’arrivo della seconda manovra, “siamo aperti alle idee e proposte dell’Opposizione” il Governo italiano conferma di essere totalmente senza idee, e messo alle strette, si ritrova –caso unico se si escludono i Paesi del Terzo Mondo– a CHIEDERE di essere commissariato. A CHIEDERE di essere giudicato con pagelle trimestrali dal FMI, che gli detti la linea politica, la scaletta degli interventi da poter presentare in patria come “imposti” o magari applicati con “il cuore che gronda sangue“.

Il tutto condito da un discorso che vorrebbe rigenerare la fiducia e che si fonda sul fatto che la gente ancora non ha rinunciato ad andare in pizzeria né ai voli low-cost, dunque la crisi è solo psicologica, un’invenzione degli speculatori, e ancora il mercato percepirà che chi governa continua a pensare non sia necessario affrontare un problema, visto che lo vede privo di sostanza.

Inettocrazia mi sembrava il minimo.

 

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.