La teatralità della Corte di Karlsruhe

 


Toghe e parrucche pronte, si va in scena.

Cosa prevede il copione? Una grande e rumorosa baruffa per arrivare a non decidere niente di sostanziale.

Ma non suonerà troppo Shakespeariano [Much ado about nothing]? Sì, un po’, ma i classici vanno sempre…

Il presidente della Corte Costituzionale di Karlsruhe, Andreas Vosskuhle, apre il primo atto con il discorso di avvio della seduta:

“La Corte Costituzionale tedesca deve decidere se la Bce sta assumendo poteri che non può assumere, se è andata oltre il suo mandato, non deve stabilire quanto le operazioni Omt siano utili e significative”

L’oggetto del contendere è il piano OMT, quello con cui Draghi declinò dal suo celebre “Salveremo l’euro, whatever it takes” che diede il via ad un rapido restringimento degli spread in tutta Europa, allontanando le paure sulla disgregazione dell’eurozona.

Per converso, metterlo in qualche modo in discussione, sta provocando un po’ di nervosismo sui rendimenti dei titoli di Stato: il BOT a sei mesi, per esempio, rende quasi il doppio di quanto non rendesse solo un mese fa…

La cosa curiosa è che il piano OMT è stato solo  mostrato come intenzione esplicita, e questo è bastato ad ottenere l’effetto. Per usare le parole di Draghi:

“La BCE sino ad ora non ha speso un solo euro nel programma Omt. La Bce non comprerà mai bond di un paese solo per mantenerlo solvibile così come temono i critici del programma”

Accedere all’OMT, infatti, non è automatico. Non è un serbatoio a libera fruizione a cui attingere. Bisogna “meritarselo”, ovvero chiederne l’attuazione e siglare l’ormai celebre memorandum of understatement, cioé sottostare a delle condizioni vincolanti. Per rassicurare ulteriormente i giudici tedeschi sul fatto che gli interventi della BCE servono a salvaguardare la forza dell’euro, garantendone l’esistenza, e non ad indebolirlo inflazionando il sistema:

“L’Eurotower non consentirà mai che l’eurozona risolva il problema del suo indebitamento con l’inflazione, una buona parte dei risparmi della mia famiglia furono distrutti dall’inflazione negli anni sessanta e settanta”

Insomma, Draghi dice ai tedeschi che anche lui ha avuto la sua piccola Weimar e sa cosa si prova (… vabbé) ha ricordato come il programma Omt sia strettamente legato a condizioni che i governi beneficiari dovrebbero accettare in materia di pesanti riforme strutturali.

Gli altri attori in scena in questa baruffa sono il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schauble (che si dice “sicuro“ che la Banca Centrale europea non sconfina dall’ambito del suo mandato con l’Omt), il membro BCE Asmussen (“Sono qui per dimostrare che le misure della Bce sono necessarie, efficaci e rimangono entro il mandato. Le nostre misure sono state mirate a mantenere la trasmissione della politica monetaria e a impedire un break-up dell’eurozona. L’Omt non è stato ‘pensato per’, ‘non intende’ sostituire le azioni dei governi democratici liberamente eletti. Semmai tutto il contrario. Il programma Omt mira a proteggere i meccanismi del mercato così stimola i governi a varare le riforme necessarie, ma una moneta può essere stabile se la sua sopravvivenza non viene messa in dubbio“) e -ovviamente- la Cancelliera Angela Merkel:

“Il Governo tedesco sosterrà alla Corte costituzionale che la BCE con i suoi programmi agisce a sostegno della solidarietà e della stabilità dell’euro”

Ma la fronda dei lealisti non è così compatta, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann non vuol venir meno alla sua fama e sentenzia:

“Il confine tra la politica monetaria e quella fiscale viene reso più confuso dal programma Omt. Gli acquisti di bond potrebbero compromettere il ruolo disciplinatorio dei mercati finanziari, che tendenzialmente premiano i comportamenti corretti e puniscono quelli errati. Sono contrario al programma Omt per com’è concepito ora, senza una forma di controllo da parte del Parlamento. I problemi al meccanismo di trasmissione della politica monetaria non rappresentano un motivo appropriato per procedere all’acquisto di bond da parte della BCE.”

Siamo quindi ancora fermi a quando si doveva stabilire se la Banca Centrale dovesse o no diventare un prestatore di ultima istanza?…

Quello che sembra trapelare è che si arrivi a stabilire che gli acquisti che la BCE è legalemnte autorizzata a realizzare siano limitati a 524 mld€. Quindi non illimitati, ma con un tetto.

Certo, un cifra curiosa, questo 524… si tratta della somma di tutto il debito periferico esistente con scadenza fino a tre anni. Insomma, la BCE non ha spazio di manovra illimitato, ma limitato a tutto l’esistente. Una decisione che non sposta una virgola, anzi no, che serve nella sostanza a nulla, ma va a detrimento della credibilità della BCE.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.