Moody’s, l’Italia e il gioco della sedia


“Quando la musica si spegne bisogna correre a sedersi, chi rimarrà senza sedia dovrà fare la penitenza” Ah… le feste delle medie… bisognerebbe ascoltare un pezzo tipo “tapparella” mentre si legge questo post anzi, eccovelo:clicca qui per ascoltare “tapparella”
Le agenzie di rating (dopo S&P oggi è stato il turno di Moody’s) avvisano che il rating dell’Italia è sotto osservazione per una revisione a ribasso.
Contemporaneamente una delle voci più influenti d’Europa, Junker, ha fatto notare che se dalla Grecia si spegnerà la musica (il default greco è stato definito “praticamente certo” anche da Alan Greenspan) i primi a restare senza sedia potrebbero essere proprio l’Italia e il Belgio. Il condizionale è d’obbligo, perché nessuno può sapere dove i mercati indirizzeranno le proprie speculazioni.
Certo è che se si soffre più per il debito già accumulato che non per il deficit annuo lo scenario più pericoloso è quello di tassi crescenti. Dunque ora che i tassi hanno iniziato la fase dei rialzi e -tolta la Grecia- il rapporto debito/PIL più pesante in Europa ce l’ha l’Italia possiamo affermare che i warning di Moody’s e di Junker sembrano più che motivati.
Dunque invece di fare i ragazzini delle medie e prendercela con chi ci giudica insufficienti, dovremmo prendercela con chi ci ha messo nella condizione di generare diffidenza. Ho scritto per mesi (qui un esempio che risale a maggio 2010) che la fase di tassi bassi, invece che una opportunità per largheggiare, era una grandissima opportunità per fare sacrifici e riequilibrare i conti prima che quel montante di debito ci strangolasse. Purtroppo non è andata così, quel genere di provvedimenti non è arrivato, il debito cresce a spron battuto, il PIL cresce come la capigliatura di Crozza, il deficit seppur buono rispetto alla media è comunque ampio e noi a differenza di altri non abbiamo margine per lasciare che il deficit diventi debito.
Che fare dunque con i BTP?
Vi invito ad una osservazione operativa: il differenziale di rendimento (spread) tra BTP e Bund tedeschi serve ad esprimere il maggior rischio degli uni rispetto agli altri. Nelle ultime settimane si è registrata una anomalia: lo spread tra BTP e Bund quinquennali era pari o a volta appena superiore a quello tra i titoli decennali. In teoria con l’aumento della durata dovremmo vedere un allargamento dello spread. Se, come nelle settimane scorse, questo non avviene allora possiamo dire che il differenziale di rendimento è più che altro una opportunità; viceversa quando le cose tornano normali, con spread maggiori al crescere della durata dei titoli osservati, allora le parole di preoccupazione sulla solvibilità di un soggetto sono più veritiere e meno “speculative”.

E adesso, premiamo di nuovo il tasto play

e riprendiamo a ballare intorno alle sedie, non siete curiosi anche voi di scoprire chi sarà il prossimo a pagare pegno?

Related Posts with Thumbnails
PDF    Invia l'articolo in formato PDF   

About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.