Questione di riflessi

State ben attenti ai contorsionismi verbali del mercato, andiamo in sequenza:
Junker sabato spiega a microfoni aperti che se saltasse la Grecia la speculazione potrebbe colpire Italia e Belgio prima di altri obiettivi. Nella giornata in cui Moody’s mette in revisione il rating del BelPaese l’effetto è di un 1-2 sinistro-destro che mette duramente alla prova.
Domenica serpeggiano malumori sulle lungaggini del secondo piano di salvataggio della Grecia: l’FMI nicchia, la UE tentenna, la Germania pondera… e il mercato si spaventa.
Arriva il lunedì, le Borse aprono subito in perdita forte, con l’euro che caracolla a 1,418 e Milano con un rotondo -2% che perde più delle altre. Poi arrivano i pompieri, con le modalità che non ti aspetti: 

“Stiamo discutendo del programma di salvataggio in essere e non abbiamo ricevuto dal governo greco alcuna richiesta di un secondo pacchetto di aiuti. Ragioniamo nel perimetro dell’esistente e stiamo cercando di correggere in corso d’opera, com’era normale che avvenisse, il primo intervento deciso la scorsa primavera”. Lo ha detto il direttore generale protempore del Fondo monetario internazionale, John Lipsky, durante la conferenza stampa di fine vertice dell’eurogruppo in Lussemburgo. “Sapevamo tutti che la situazione di partenza per la Grecia era molto difficile – ha detto – ed era normale prevedere che il programma avrebbe dovuto essere ridefinito durante la sua applicazione”. 

Tutto chiaro? Il mercato non deve preoccuparsi delle lungaggini per il secondo piano di aiuti: non c’è alcun secondo piano, stiamo solo controllando che tutto proceda bene con il primo… state sereni

Funziona?

Abbastanza: il Dax migliora in modo deciso (da -1% a -0,19%), meno vistosamente migliorano anche Parigi, Madrid, Londra…
In fondo al barile, impegnata a raschiare il fondo, rimane l’Italia inchiodata sul -2%.
Occorre un altro getto dei pompieri: 

“Credo che l’Italia non sia in pericolo”. Lo ha detto il presidente dell’eurogruppo, Jean Claude Juncker, parlando con i giornalisti al termine della conferenza stampa di fine vertice dell’Eurogruppo. Alla domanda se avesse avuto modo di discutere della situazione del paese con il ministro dell’economia Giulio Tremonti anche alla luce della decisione di Moody’s di porre il rating dell’Italia sotto osservazione, Juncker ha spiegato che questo tema specifico non e’ stato affrontato. “Non credo che l’Italia sia in pericolo”, ha detto Juncker.
Insomma Junker ha chiarito quello che i giornalisti avevano (volutamente?) frainteso: il suo discorso di sabato era improntato al concetto che qualora saltasse la Grecia non è scontato che la linea di comportamento dei mercati sia già scritta, ma che la speculazione potrebbe colpire Italia e Belgio prima che Spagna. Era un po’ come dire: “non diamo per scontate le cose”.
A proposito di sconti, con questo aiutino non sarà che domani qualcuno troverà il mercato italiano un po’ a sconto?

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.