Calcolandone di tutti i colori

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Nella rinnovata attualità del bipensiero orwelliano di questi giorni, visto che secondo il Governo “la libertà di licenziare in realtà è libertà di assumere” (probabilmente sfugge quanto emerso nel Mese Alieno di Settembre) talvolta non si riesce a cogliere l’insieme dei dati numerici che ci vengono segnalati, perché vengono erogati alla spicciolata.

Facendo ordine e raggruppando le cose con criterio (e qualche arrotondamento per semplificare senza svilire il senso del ragionamento) si ottengono però interessanti rilievi:

Da comunicazioni diverse ci dicono che (1)  il totale del debito greco ammonta a 360 mld€ ; (2) si è trovato un accordo per un haircut del 50% e (3) il debito greco calerà di 100 mld€.

Ora visto che non siamo dei somari, ci accorgiamo facilmente che 100 non è il 50% di 360. Anzi, possiamo con sicurezza affermare che 100 è il 50% di 200. Proprio così: 160 mld€ di debito greco, evidentemente, non saranno soggetti ad alcun haircut, come avevamo già tristemente dovuto approfondire .

Ora, per puro esercizio che a posteriori varrebbe poco se non fosse che a priori ci si è tanto spesi per gestire il default greco invece che continuare a spendersi per il “salvataggio”, vorrei farvi notare che il piano legato all’haircut punta ad aiutare la Grecia a trovarsi nel 2020 con un Debito/PIL del 120% (sottolineo entro il 2020, il che vuol dire che il ritorno sul mercato del credito è molto in là da venire e ulteriori necessità di intervento sono più che probabili).

Lo straripante debito greco, prima degli aiuti, stava al 115% (certo, c’era un deficit enorme e il rapporto si stava aggravando alla svelta). In altre parole -senza gli aiuti- per ridurre il debito greco di 100 mld€ sarebbe servito un haircut del 30% (sto sempre arrotondando, eh). Coloro i quali avessero titoli greci in portafoglio da lungo tempo ora spero abbiano una idea più chiara di quanto sia costato loro questo intervento di salvataggio fallito.

Tutto questo non per dire che un tentativo non andasse fatto, cosa che non voglio ribadire di nuovo per non diventare noioso, ma almeno per evitare di credere e/o di sentirsi dire che questi interventi si fanno a “costo zero“.

Visto che siamo in vena di calcoli oggi sono stati definiti i termini del’aumento di capitale del sesto gruppo bancario italiano: Banca Popolare di Milano. Vediamoli insieme: il nuovo vertice ha deciso di procedere alla raccolta dei previsti 800 milioni di € emettendo 2.664.736.714 (due miliardi e 664 milioni) di nuove azioni al prezzo cadauna di 0,3€ (la chiusura di ieri vedeva BPM a 1,62€). Considerato che il nuovo vertice aveva promesso di comprare quantità importanti di queste azioni ha pensato di renderle particolarmente convenienti, in barba al buon gusto e al rispetto dei vecchi azionisti, i quali ora verranno diluiti pesantemente: le azioni BPM esistenti prima dell’aumento erano (sono) poco più di 400.000.000 (quattrocentomilioni). Le nuove sono più di sei volte tanto. Alla capitalizzazione odierna di 600 milioni di euro aggiungiamo gli 800 che arrivano dall’aumento e siamo a 1,4 miliardi, diviso il nuovo numero di azioni (400 milioni esistenti + 2664 milioni di nuove azioni) scopriamo che una azione BPM post aumento varrà circa 0,46€

Un gran “Benvenuto” ai nuovi soci. E tanti cari saluti agli azionisti che hanno appena votato.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.