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E’ doveroso, ma difficile fare un post a carattere economico finanziario su un evento che ha causato già 10.000 vittime (stando alle stime attuali) e decine di miliardi di $ di danni, generando il maggior trauma dell’arcipelago giapponese dal 1945.
Oltretutto pochi giorni fa nell’ultimo numero di Mese Alieno ho fatto riferimento ad un “qualcosa” che poteva far saltare gli schemi economici giapponesi, avviando un processo vicino all’inevitabile.
Non immaginavo niente di simile, ovviamente.
Stavo leggendo diversi articoli durante il fine settimana, quando ad un certo punto mi è tornata in mente una cosa:
La mia teoria sui CEO vittime del sistema.
Ha un che di paradossale, ma ve la illustro così che possiate capire dove voglio arrivare:
Sono persuaso che non tutta la genialità, intelligenza e lungimiranza sia racchiusa in un pugno di blogger e di economisti che non temono di farsi chiamare “Dr. Doom” o roba simile.
Molti CEO, CFO ecc.. di primarie banche sapevano benissimo che questo sistema non sta in piedi da solo. Non hanno bisogno che un blogger gli faccia notare che con una leva finanziaria a 53 (ovvero esposizione su asset finanziari pari a 53 volte gli attivi della banca – sto citando un dato medio ndBA) si corre a velocità elevata contro un muro di cemento armato.
Il fatto è che quei CFO credono di non avere alternative. Finché il tuo concorrente non si schianta, è evidente che attraverso un uso aggressivo della leva ti sopravanza trimestre dopo trimestre, e questo il tuo azionista non lo vuole, pretenderà la tua rimozione.
“E poi in fondo, se Bear Sterns, Lehman Brothers e Merril Lynch vanno contro un muro e si schiantano significherà comunque la fine del sistema…“
Io sono persuaso che molti di loro la vivessero così. Troppo difficile convincere gli azionisti che quella strategia non era sostenibile e che portava solo effimeri frutti di breve.
Ora che abbiamo visto nel concreto il risultato, con la necessità che ne è seguita di salvare il sistema col denaro pubblico, mettendo a rischio gli stessi bilanci governativi, siamo tutti concordi nel dire che la deriva finanziaria vada regolamentata in modo stringente, che vada posto un freno alla ricerca di utili nella finanza, il che comporta anche una riduzione delle attese di ricchezza che ne deriva a cascata. Ben venga, ridurremo alcune nostre abitudini ci diciamo ormai, forti dell’esperienza vissuta.
Il gatto, quando si scotta le zampe, non salta più sulla stufa nemmeno quando è spenta
Mentre ci diciamo tutto questo, mentre si discute di regole che ancora non si riescono a concordare, pur avendo visto Bear Sterns, Lehman, Merril Lynch… oggi le banche sono ancora là, con la stessa drammatica leva.
Se proprio qualche CEO o CFO prima non c’era arrivato, oggi non può essere così, oggi sanno cosa stanno facendo e rischiando. Ma come fai, se le regole non ti obbligano? Chi accetta per primo di guadagnare meno?
La cosa incredibile è che su questo genere di argomento il consenso è vicino al 100%. Siamo tutti concordi su questa linea.
Invece su un altro tema, che per certi versi è molto simile, le opinioni si spaccano. Da qualche tempo in Italia è tornato con veemenza il tema del nucleare, perché dovremmo -dicono i sostenitori- continuare a pagare l’energia più degli altri? Che senso ha non farci l’energia nucleare a casa, visto che la Francia e la Slovenia hanno le centrali a due passi dal confine italico? Perché dobbiamo pagare l’energia più che nel resto d’Europa quando potremmo avere almeno parzialmente una autosufficienza?
Il tema è enorme, e i dati da considerare tantissimi. Ma l’atteggiamento del
“so che è sbagliato, ma visto che lo fanno gli altri, se non lo faccio anche io finisce che rimango indietro”
mi pare che non abbia dato prova di essere un gran che.
Dicono che il Giappone sia zona più fortemente sismica dell’Italia. Vero, come è vero che per questo il Giappone è il Paese più antisismico del mondo, dal punto di vista della architettura e prevenzione.
L’esigenza di energia potrebbe anche essere affrontata in un’altra maniera, anche con la riduzione dei consumi stessi, perché non possiamo chiudere gli occhi davanti al fatto che ogni 25 anni da qualche parte ed ogni volta per ragioni diverse accade un disastro nucleare di portata intercontinentale.
Siamo così sicuri che il trattamento dei rifiuti tossici sarà molto migliore di quello dei rifiuti ordinari? Siamo certi che la corruzione non vada a danneggiare la qualità delle centrali che andremo a costruire? Siamo certi che le organizzazioni mafiose non tenteranno di entrare nel business?
E infine, siamo certi che se anche tutto questo andasse bene, il disastro non arrivi comunque?
Non voglio svilire un tema di portata così ampia, ma prima di addentrarci in numeri, considerazioni sulle proporzioni delle necessità, picco del petrolio, stoccaggio del gas… credo sia il caso di chiederci se davvero ha senso fare tutta la discussione.
Pragmatici contro buonisti: buon litigio, i commenti sono aperti








“Pragmatici contro buonisti…” bravo, dimostra autoironia.
Solo che mi sembra che stai venendo nel cantuccio dei pragmatici, mi sembra che tu ti sia risposto da solo…
Noi, noi in senso lato, non saremo mai disposti a rinunciare per primi ad un guadagno se gli altri lo fanno, a rinunciare a qualcosa di acquisito, perchè ogni volta che acquisiamo qualcosa pensiamo che sia per sempre (v.: diritti dei lavoratori), facessimo le centrali nucleari qualcuno ci guadagnerebbe in maniera illecita sicuramente, se non le facessimo nessuno rinuncerebbe però a ridurre i consumi di petrolio, ecc. ecc.
Quindi, non ci rimane che aspettare che la nave affondi, perché essendo la natura dell’uomo profondamente cattiva e invidiosa l’uomo preferisce annegare con tutta la nave piuttosto che fare lo sforzo per primo e unico di cercare di salvarla mentre gli altri stanno a guardare e lo prendono per uno scemo. Siamo fatti così…
Cmq, per la cronaca, il concetto che ho io e penso tutti di Bimbo Alieno è che è un VERO BUONO, non un buonista, se no non starei qua a leggerlo ogni giorno.
Il travestimento preferito del demonio è quello di sembrare un angioletto…
La verità è che io continuo a crederci, continuo ad avere fiducia che il genere umano desideri salvarsi, e trovi la forza di trarre esperienza dagli errori per migliorarsi.
E la Storia dice che ho ragione di farlo, perché altrimenti lanceremmo ancora sassi alla Luna nella speranza di far camiare il tempo. Il fatto è che i processi di evoluzione sono lunghi e lenti, e a volte la breve vita di un individuo non riesce ad accoglierli. Ma siamo fortunati: viviamo tempi di grandi cambiamenti, e ai nostri nipoti, tenendoli sulle ginocchia, potremo raccontare tante cose…
Prima vorrei fare una precisazione , le centrali di terza generazione sono tutte provviste di sistemi di sicurezza passivi, il che significa che in caso di incidente la centrale si porterebbe in uno stato di sicurezza grazie alle leggi della fisica e non ad azioni degli operatori della centrale. I sistemi di sicurezza sono progettati per ogni tipo di incidente compreso il meltdown, quindi anche in caso di fusione totale del nocciolo non ci sarebbe alcun rischio per le popolazioni limitrofe.
In sostanza per rispondere alla sua domanda :”siamo certi che se anche tutto questo andasse bene, il disastro non arrivi comunque?” la certezza che abbiamo è che avvenga un incidente con danneggiamento del nocciolo ogni 100000000 anni per reattore e anche in caso di incidente non ci sarebbe fuoriuscita di radiazioni pericolose all’uomo.
Alla totale fiducia per la tecnologia nucleare contrappongo la totale sfiducia per la classe politica italiana che probabilmente non riuscirà nemmeno a trovare dei siti adatti alla costruzione delle centrali e anche nel caso in cui, si riuscisse a iniziare la costruzione di una delle centrali il rischio che lei mette in evidenza riguardo l’entrata di organizzazioni mafiose non lo escluderei a priori.
bellissimo questo post ! sono pienamente d’accordo con quanto scritto. Ad ogni modo, secondo me, stiamo arrivando al momento fatale……..al punto dove tutti i nodi vengono al pettine. Forse la fase dello schianto contro il muro è già incominciata…….e stà procedendo piano piano fino allo schianto finale che sarà un bel botto. Per il tema delle centrali nucleari io personalmente sono contraria perchè sostengo che ci sono altre forme di energia che dovremmo sfruttare. Il nucleare mi spaventa: e se guardiamo agli incindenti successi nel corso degli anni, (senza contare i piccoli guasti che succedono ma che vengono taciuti) non mi pare un’alternativa sicura. La centrale non è un giocattolo……se si rompe sono guai seri. E in ogni caso l’Italia con la sua corruzione, criminalità infiltrata ovunque non è certo il paese ideale per ospitare le centrali.
Che gran post!
Io lavoro nella manifattura e vado sostenendo queste cose ormai da qualche anno.
CON QUESTE REGOLE, essere quotati in borse per la manifattura non è un vantaggio e porta ad una naturale finanziarizzazione con perdita di know-how produttivo.
E per confermarti quanto dici sul fatto che almeno qualche Ceo ne è consapevole, ti giro questo intervento di Scaroni del 2006 laddove si sofferma sugli investimenti nell’esplorazione petrolifera e la necessità di una visione a lungo termine di fatto “castrata” dagli interessi finanziari. Lui fa risalire il tutto addirittura agli anni ’80 (…io allora ascoltavo i Duran Duran)
http://www.e-gazette.it/0/14_pag/14_pag_att_02.asp?cod=3276&n=2006022047&art=7-2721165-0-419618606596723&seg=&P04=1&P05=1&P06=4
Ancora complimenti
ciao
sinbad
Se, agli albori della civiltà, l’uomo avesse guardato solo il lato negativo delle cose che aveva inventato, molto probabilmente saremmo ancora alla ruota.
Ogni medaglia ha un suo rovescio, siamo d’accordo.
Si tratta di pesare le due parti e valutare pro e contro, e la necessità reale di far fronte ai “contro”.
Però Maurizio, riconoscerai che è un po’ riduttivo parlare di “guardare solo il lato negativo delle cose”, più che altro perché detta così sembra incentivare a “guardare solo il lato positivo”. L’approccio corretto dovrebbe invece essere quello che prende in considerazione tutti gli aspetti del problema senza preconcetti.
“Se queste centrali fossero state costruite con i sistemi che conosciamo oggi questa tragedia non sarebbe avvenuta” è stato detto venticinque anni fa, e viene ripetuto oggi. A quanto pare anche gli imprevisti tengono il passo dell’evoluzione tecnologica…
ci sono i lati positivi e i lati negativi in tutte le cose quindi anche nel progresso. nessuno dice che il progresso e la tecnologia siano negativi………però occorre essere più responsabili e soprattutto agire progredendo senza dimenticare il rispetto per la natura e magari senza quell’avidità di denare che poi mette in secondo piano tutto il resto.
Purtroppo la questione delle centrali nucleari è facilmente strumentabilizzabile dalla politica per un motivo elementare: quanti di noi sono ingegneri nucleari? come possiamo parlare di cose che non conosciamo? in un senso e nell’altro, naturalmente.
Per questo mi sembra estremamente equilibrato ciò che ha detto Alessandro.
Un conto è decidere con un referendum se vogliamo, faccio un esempio, il divorzio, un conto è decidere in merito alle centrali nucleari.
………allora alzino la mano coloro che sono in favore delle centrali e vadano ora in giappone se ne hanno il coraggio……….
@Sara:
hai ragione anche tu, non c’è che dire. Io, nella mia “ignoranza” sull’argomento, ammetto senza vergogna che pur essendo a favore delle centrali non avrei il coraggio di andare ora in Giappone.
Ma proprio perché mi considero ignorante in materia, mi piacerebbe che Alessandro, che mi ha dato l’idea di essere esperto, rispondesse alla tua domanda che mi sembra davvero pertinente.
Caro Bimbo, il problema si racchiude tutto in una domanda: quali alternative abbiamo?
L’olio combustibile inquina.
Il carbone, vedi sopra.
Il gas… eh, ma-c’è-l’-impatto-ambientale!
L’eolico, vedi sopra.
Il solare non basta.
Il nucleare può esplodere.
Bene, allora o rinunciamo ai pregi e difetti di una civiltà moderna, oppure mettiamo nel conto che, per avere lusso e benessere, una volta ogni tot qualcuno può lasciarci le penne e/o dovremo accettare di avere un panorama (forse) meno bello di quello di 200 anni fà…
Questo per essere franchi.
Tojo
Alessandro, su cosa basi l’affermazione che le centrali di terza generazione sono intrinsecamente sicure? A me risulta che le centrali di terza generazione incorporino una serie di migliorie nei circuiti di raffreddamento e nella costruzione degli involucri protettivi, ma che non siano affatto “intrinsecamente sicure”. Per essere intrinsecamente sicura, il reattore dovrebbe essere “autoraffreddante” in caso di malfunzionamento del circuito di raffreddamento il che non è.
@claudia. L’elenco sulle alternative dimostra che il problema principale è la bomba demografica: siamo in troppi sul pianeta e le risorse non sono sufficienti. Se fossimo in numero nettamente inferiore tutti questi problemi di risorse e soprattutto di inquiamento non sussiterebbero. Io credo comunque che la prima cosa da perseguire è il risparmio: pensiamo solo che abbiamo 3 o 4 auto per famiglia che spesso si usano inutilmente e non per reale necessità. Pensiamo anche al riscaldamento: se solo tenessimo a 20 gradi anzichè a 23 sarebbe un risparmio. e via dicendo. ad ogni modo mettere in conto che ogni tanto qualcuno ci lasci le penne in una esplosione nucleare, a fronte di avere lusso e benessere, credo che sia un prezzo inaccettabile.
Il solare può bastare ( almeno per la quota che si vorrebbe attribuire al nucleare). Si calcola che un’area grande come la pianura padana messa a fotovoltaico può soddisfare i consumi elettrici attuali dell’intero pianeta. In pochi anni in Italia sono stati installati abbastanza impianti che già DA ORA producono l’equivalente della produzione di una centrale nucleare da 450MW che forse cominceremo a veder lavorare nel 2020. Il tema è cambiare un paradigma: dall’energia prodotta in pochi posti in maniera massiccia e distribuita a tanti, ad una energia prodotta e scambiata localmente. Questo ha implicazioni economiche e sociali notevoli: se produco e consumo l’energia da me prodotta, sono poco soggetto a tasse e ad aumenti di prezzo per la quota istantaneamente consumata. Questo può dare fastidio a chi opera su questo mercato ed inoltre costituisce un danno erariale per l’iva e le accise che vanno a ridursi per la quota di consumi non più comparenti in bolletta.
Ma chi vuole veramente nelle alte sfere tutta questa indipendenza energetica?
Un saluto a tutti
concordo con Claudia.
I dati che abbiamo a disposiione noi poveri mortali per poter fare una scelta , si o no , non sono sufficienti.
Probabilmente ad arte
Io ad esempio ho letto da qualche parte che un grosso problema delle centrali è la quantità d’acqua necessaria per il raffredamento (causa del black out francese di qualche anno fa)
Anche, che comunque se pur partissimo oggi con un programma già realizzabile saremmo comunque in ritardo e non ne avremmo in ogni caso a sufficienza ecc ecc.
Questo per dire che non me la sento di esprimere un giudizio perchè non sono sicuro di avere elementi importanti in mano per giudicare.
Credo esistano intere teorie che ancora non sono state prese in considerazione (maree , moto ondoso, correnti sottomarine ecc.)probabilmente anche per calcolo.
Non ce le vedo le sette (settanta?) sorelle a mollare l’osso tanto facilmente.
In ogni caso non riusciamo ad avere neanche gli ok dalle popolazioni per i termovalorizzatori, figuriamoci per le centrali nucleari.
Questo è vero pragmatismo se pragmatici vogliamo essere.
NIMBY Not In My BackYard
L’uomo ha dei limiti intrinseci che comportano azioni imprevedibili, ad esempio spesso si comporta in modo autodistruttivo (guerre, terrorismo, genocidi). L’ambiente in cui l’uomo si è insediato è a sua volta soggetto a brusche trasformazioni totalmente indipendenti dal volere umano.
Date queste precondizioni cosa significa controllare il rischio di determinati processi politici, tecnologici e di sperimentazione scientifica che contemplino la possibilità, anche remota, di errori a scala pianetaria?
Può esistere una forma di controllo del rischio efficace in assoluto che abbia come origine di detto controllo l’uomo stesso?
La fine del Sacro ha definitivamente radicato un umano delirio di onnipotenza?
Grazie Bimbo Alieno di offrirci un po’ di luce della speranza in mezzo a tanto cinismo
Detta altrimenti, il nucleare è troppo vicino a Dio per l’uomo?
@Luigi Anche nel caso in cui i circuiti di raffreddamento del reattore collassassero , il reattore sciogliendosi andrebbe a finire in una vasca di contenimento in cemento armato costruita con le dovute precauzioni. Una piccola illustrazione la trovi nel pdf del link seguente a pagina 8
http://www.areva.com/mediatheque/liblocal/docs/pdf/activites/reacteurs-services/reacteurs/pdf-gen3p-portfolio-va.pdf
@Massimo il solare non potrà mai sostituire le tecnologie convenzionali di produzione dell’energia in quanto il solare non segue minimamente la curva di richiesta dell’energia elettrica, inoltre una vasta di produzione di energia elettrica da fotovoltaico si integrerebbe malamente con le centrali già esistenti.
@Alessandro: il solare a concentrazione ai sali mi sembra invece una tecnologia abbastanza promettente per poter seguire la curva di richiesta di energia elettrica. Una centrale del genere “combinata” con dell’eolico e magari un turbogas (magari potenzialmente da biomassa) ad integrazione credo che costerebbe comunque meno di una centrale atomica (consumo del territorio a parte, ma abbiamo tante di quelle aree industriali dismesse e aree comunque paesaggisticamente compromesse…)
Comunque ci sarebbero da dire alcune cose più in generale, limitandoci all’Italia: in questa fase di declino economico stiamo centrando gli obiettivi di Kyoto semplicemente “grazie” ai minori consumi. Ora non so voi, ma il fatto che il mio livello di consumi statisticamente corrisponda a quello di metà delgi anni ’90 non è che mi sconvolga. Cioè, mangio, mi vesto, vado in vacanza… certo non esco così spesso a cena come magri facevo qualche anno fa, cambio sempre la macchina ogni 10 anni (per cui per me non si è trattato di “limitarmi”), sto attento a come spendo ma non ho la sensazione di fare rinunce pesanti. Certo, c’è chi sta peggio, ma l’opportunità (ed è anche opportunità occupazionale proprio per chi sta peggio) è investire nel risparmio energetico. Se riuscissimo a raggiungere il pieno potenziale di risparmio, che è comunemente cifrato in un 30% degli attuali consumi, non servirebbe nessuna centrale nucleare. Cioè pensate: -30% a parità di standard di vita. Certo, spiace per Moratti e Chicco Testa, però… Dopodichè possiamo pensare a quale mix energetico per soddisfare il bisogno, e lì ci si può sbizzarrire. Molte utenze domestiche delle nostre periferie residenziali, tutte le abitazioni “singole”, villette a schiera e quant’altro, dotate di opportuni sistemi di accumulo (senza andare sul litio, che è come la draga, troppo poca e troppo cara, ci sono le batterie allo zinco, ai sali, NiMh etc. che performano molto meglio del Pb a prezzi accettabili e con durate molto elevate) potrebbero rendersi energeticamente autonome costituendo magari reti decentrate, e credo che sarebbe una fetta non piccola di fabbisogno energetico. Le centrali esistenti potrebbero venire convertite a turbogas di ultima generazione che hanno rendimenti molto elevati e per l’approvvigionamento, a fianco degli accordi multilaterali (dalla Libia/Algeria alla Russia) attivare la filiera delle biomasse. A prezzi crescenti del petrolio sta diventando conveniente addirittura investire nel gas di legna da pirolisi e gas di legna liquefatto (vi ricordate le macchine a carbonella della seconda guerra mondiale?) Che fra l’altro inquina meno. Certo, non sono cose che si sviluppano dalla sera alla mattina, ma con i soldi che servono per costruire le centrali nucleari che si vorrebbero fare, e magari anche il ponte sullo stretto, scommettiamo che si potrebbe fare?
e a proposito di ponte… nelle stretto esiste un vero e proprio fiume perenne . Una centrale sottomarina che sfrutti le correnti?
Ma ci vogliono politici e italiani un po’ più giapponesi- Avete sentito dei pomppieri che hanno deciso di non spegnere un incendio per preservare l’acqua per la popolazione?
Fantascienza !
Possiamo sempre cominciare all’italiana, certo ci vuole coraggio.
Io ho uno scooter elettrico la cui batteria comincia a dare segni di cedimento e non ce la fa più a portarmi al lavoro (che è ai limiti estremi della sua autonomia) però sarebbe ancora ottima come tampone, sono circa 3,5kW, un’ inverter sta sui 3-4k€ e mi servirebbero un 12k€ di pannelli fotovoltaici e una turbinetta eolica da 1,5kW di picco… circa 20k di materiale in tutto: quasi quasi mi butto…
@Alessandro D’altra parte le centrali convenzionali e nucleari hanno una certa inerzia rispetto alla domanda di energia. Funzionano bene a produzione costante. Tant’è vero che di notte usiamo l’eccedenza di produzione elettrica per pompare l’acqua al contrario nelle centrali idroelettriche e la riutilizziamo il giorno dopo per ri-produrre elettricità. Anche Enel con la bi-oraria ci sta chiedendo, per ora con toni sommessi, di cambiare le nostre abitudini e di far girare gli elettrodomestici di notte per ottimizzare la produzione elettrica.
In base all’uno o all’altro mix energetico, in una prospettiva di costi dell’energia comunque in aumento dovremo arrivare al compromesso di attaccare la lavatrice a mezzogiorno o di notte.
Certo il solare è più discontinuo però può essere migliorato abbinandolo nel civile alla cogenerazione distribuita e migliorando la reattività della rete elettrica alla domanda (smart grid).
@Luigi fare un confronto delle tecnologie che hai enunciato con il nucleare è un compito arduo e non sarei nemmeno in grado di farlo, più efficace è invece la strada che suggerisci nel commento seguente cioè quella dell’efficienza energetica. E’ in quel campo in cui possiamo compiere ottimi risultati con una accettabile spesa economica
Ho da poche settimane scoperto questo blog, posso dire senza timore che è la lettura più piacevole, professionale e spesso arguta e stimolante che abbia trovato. Bimbo Alieno, a quando un libro?
scusate l’OT, ma ci tenevo a far sapere all’autore che esiste una platea di “lettori silenziosi”
@Jessica: arrossisco, grazie.
Grazie soprattutto di aver deciso di uscire dal gruppo dei lettori silenziosi, ora aspettiamo i tuoi commenti, contributi, domande.