Toro travestito, ma riconoscibile

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Un’altra mattinata incerta, con la giornata che però si chiude con mercati in verde e segni “più” diffusi.
L’Ungheria alza i tassi, l’inflazione in Inghilterra si mostra forte, la Cina sembra rallentare, l’Euro in recupero per la minaccia di rialzo dei tassi di Trichet, il petrolio che cala di un paio di dollari, e con lui molte commodities… niente sembra perturbare il toro.
Sto per raccontarvi una storia che vi terrà attaccati alla sedia, prendetevi il tempo necessario, scopriremo insieme che questo Toro non è figlio di una sana mucca dal nome “Ripresa”, ma è piuttosto il frutto di una situazione di necessità, ed è questa la sua grande forza, e paradossalmente la ragione per la quale dobbiamo dargli fiducia.
Di quello che le banche centrali stanno facendo da mesi, dal Quantitative Easing in giù, ne abbiamo parlato in tanti post. Oggi parleremo invece di un nuovo elemento che spinge i mercati: la stagione dell’autarchia.

Wikipedia riporta: “Il termine autarchia definisce, oltre al concetto di autosufficienza giuridica, ossia di autogoverno, quello di autosufficienza economica, chiamato anche “economia chiusa”, in cui non sono presenti relazioni commerciali con l’estero e l’ecosistema economico nazionale non è influenzato dalle tendenze internazionali.”

No, non mi sono bevuto il cervello, parlo di tendenza all’autarchia a ragion veduta. Vi ho già segnalato diverse volte come quest’anno sia particolarmente caratterizzato da una mole senza precedenti di emissioni obbligazionarie che dovranno trovare sottoscrittori: solo in Europa avremo 500 miliardi di obbligazioni in emissione tra Titoli governativi ed emissioni finanziarie. Vediamo allora, prima di parlare delle banche, come si stano comportando i Governi: la Spagna e il Belgio hanno cancellato la scorsa settimana due aste per le loro emissioni, preferendo collocare i loro titoli di Stato ad un consorzio di Banche domestiche. Una iniziativa che è servita a sottrarre il debito Belga e Spagnolo al giudizio del mercato: le banche precettate hanno fatto il loro “dovere” e così tutto è andato liscio. Cominciate a capire di cosa parlo quando dico “autarchia”? Se i governi obbligano le banche del proprio Paese a sottoscrivere al posto del mercato le emissioni obbligazionarie voi che termine usereste?

E veniamo alle banche. Le norme di Basilea 3 si avvicinano, ed ache gli stress test sulla loro liquidità, a breve saranno perfezionati. Alle banche si richiedono requisiti patrimoniali più robusti, molte dovranno ricapitalizzarsi attraverso aumenti di capitale, ma c’è anche qualche altro aspetto che va riaggiustato:
Se oggi un istituto finanziario si presenta sul mercato per chiedere denaro, si ritrova a dover emettere con spread sull’euribor che vanno da 1,7% a oltre 2%. Quelle stesse banche erogano mutui a euribor+1%.
Lavorano in perdita sul business classico delle banche: la forbice dei tassi.
Le nuove regole di stabilità del sistema finanziario impongono che i crediti (fidi e mutui) siano coperti da emissioni obbligazionarie: insomma si pretende che le banche prestino il denaro che hanno raccolto, non che ascrivano semplicemente dei crediti a bilancio.
Le banche retail, però, hanno fatto fino ad oggi grandi utili piazzando obbligazioni strutturate di altre banche, ricavandone laute commissioni per il collocamento. Ora la via è chiara: ogni banca dovrà interrompere l’attività di collocamento di bond altrui per concentrarsi sul proprio riequilibrio di liquidità. I risparmi dei correntisti non verranno più indirizzati su bond strutturati ad alta commissione di collocamento, ma su obbligazioni della banca stessa. Anche qui si va verso l’autarchia
Naturalmente il gap si potrà ridurre anche in un altro modo: riducendo i fidi alle imprese ed i mutui ai privati: un nuovo credit crunch. E sicuramente i crediti non potranno più essere concessi a tassi così generosi, visto che oltre a scriverli su un foglio dovranno avere alle spalle del denaro realmente raccolto, ad un costo insostenibile ai tassi attuali. In buona sostanza brutte notizie per il nostro mercato immobiliare.

Ma allora come si spiega questo toro sulle borse?
Da Goldman in giù, le grandi case d’affari ci parlano di ripresa, di recovery. Le borse salirebbero perché stiamo uscendo dalla crisi. Abbiamo appena visto però che la crisi è sempre lì, nel sistema bancario. Quello che sta succedendo è che da una parte le banche centrali stanno inducendo gli investitori alle attività di rischio e dall’altra le banche d’investimento e quelle commerciali necessitano di ricapitalizzarsi. Mercati spinti al rialzo sono di grande aiuto per questo scopo. Fin che ci sono occasioni è opportuno coglierle, perché poi… potremmo vederne delle belle…

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.