La marea sale, la marea scende

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Spread. Un termine che fino al 2009 usavo solo per la comparazione fra titoli governativi e titoli corporate. C’erano momenti in cui gli spread “eccessivi” inducevano a preferire i corporate e altri in cui gli spread troppo ristretti invogliavano ad utilizzare maggiormente i governativi.

Poi il mercato ha iniziato a fine 2009 a distinguere con crescente accuratezza i governativi. I Paesi virtuosi ed affidabili andavano distinti dai Paesi con una allegra gestione del bilancio, dopo la pluriennale “pace” regalata dalla moneta comune l’evoluzione degli eventi stava riaffacciando il rischio-emittente nei ragionamenti degli operatori: fu coniato l’acronimo “PIIGS”

I PIIGS erano quesi Paesi che -per motivi diversi- si trovavano nella condizione di avere un deficit e/o un debito ampiamente oltre i livelli “di guardia” e che pertanto, nonostante facessero riferimento alla medesima banca centrale, il mercato ha iniziato a ritenere meno affidabili, valutando la possibilità che all’interno dell’area della moneta unica potessero convivere Paesi solvibili e Paesi insolventi.

Paesi con titoli di Stato di serie A e altri di serie B.

Il problema di queste considerazioni del mercato é che se non vengono smentite con pervicacia si autoalimentano e finiscono per darsi ragione da sole. L’altro effetto collaterale é che la margherita del “salta o non salta” viene sfogliata un petalo alla volta e dopo ogni petalo tocca ad un altro subire lo strappo: la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo… la margherita continua ad essere sfogliata, e con largo anticipo: a Febbraio 2010 i Paesi iniziano ad entrare in competizione per emettere le loro obbligazioni (“in guerra tutto é permesso“), a Maggio 2010 la situazione greca diventa palesemente di emergenza si inizia a demonizzare gli speculatori (“dagli allo speculatore“) ma gli operatori sui mercati iniziano a prendere provvedimenti sui loro investimenti (clicca l’immagine per ingrandirla): 

i rendimenti dei titoli decennali italiani (viola) e spagnoli (arancione) iniziano a staccarsi dal gruppo. Da allora abbiamo assistito a successivi sfilacciamenti (come la deriva del Portogallo a marzo 2011) e ad una serie di interventi tampone di tipo monetario, semplici cure dei sintomi, quelle cose che la politica propone ancora oggi: dotare la BCE del “bazooka”, permettere a EFSF o ESM di comprare titoli di Stato, espandere il volume di fuoco della BEI, insomma tutto ciò che non riguardi cambiamenti dello status quo politico, ovvero tutto pur di non curare la malattia. Tutto questo non ha aiutato a far rientrare Spagna ed Italia nel gruppo, ma semmai da fine 2011 appare chiaro che –in concomitanza con l’esaurimento delle armi monetarie– anche la Francia (blu) stia iniziando a sganciarsi (“la gara dello spread“) dal gruppo “Paesi core“: UK (verde) USA (giallo) e Germania (grigio).

Ridurre il costo del debito per contenere i danni da questa situazione diventa via via una necessità. L’Italia, ad esempio, da ieri sta ipotizzando la nascita di un Fondo con dentro immobili pubblici, asset di società quotate, riserve auree e valutarie che emetta bond AAA e la cui raccolta serva a riacquistare titoli di Stato con tassi di interesse elevati. 

Una idea discreta, da usare con molta moderazione: se usata in un colpo per ridurre il costo del debito si rivelerà efficace. E se si rivelerà efficace la politica sarà tentata di abusarne senza cambiare se stessa, come se emettere bond controgarantiti da riserve auree e quote di Eni, Enel e Finmeccanica sia in qualche modo risolutivo della condizione di eccesso di debito e di Stato ipertrofico.

Acquisire consapevolezza vi serve (anche) per esercitare una doverosa sorveglianza.

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.