Euro e borse a precipizio

E dopo un bel periodo di cielo sereno torna all’improvviso la tempesta, e lo fa con grande forza.
“Che succede?” vi starete chiedendo.
Niente di meglio che andare a leggere il vostro alieno preferito:

partiamo da lontano: Maastricht.
Qualche mese fa, con il supporto del FMI, fu creato un pacchetto di “salvataggio” per la Grecia, che aveva un problemino con il rendimento dei propri bond e non aveva la possibilità di tornare sul mercato ad emettere nuovo debito. (Suggerisco caldamente il ripasso di un mio vecchio post intitolato “eravate indecisi se investire in Grecia?“)
Quel pacchetto di aiuti però, per rispettare la cosiddetta no bail-out rule (ovvero la regola che vieta i salvataggi di Paesi dell’area Euro che abbiano condizioni di bilancio decotte), doveva essere un sostegno temporaneo.
Gli eventi (il non rientro dei rendimenti Greci entro livelli accettabili) sta trasformando quello che era un evento straordinario in un sostegno permanente. In pieno contrasto con le regole di Maastricht.
Per questa ragione rischia di essere annullato dalla Corte di Giustizia Europea.
I governi europei ovviamente non desiderano che questo accada e si stanno attrezzando per scongiurare l’evento: la via scelta è quella di istituire un “Dispositivo Permanente” di salvataggio, che possa sostituirsi al sostegno del FMI, ridandogli l’aspetto di un intervento temporaneo.
Come funziona il “dispositivo permanente”? Come abbiamo già avuto modo di dire:

“In parole semplici i Paesi dell’area Euro intendono creare una sorta di fondo permanente che possa soccorrere i Paesi dell’area che si trovassero in condizioni di difficoltà contingenti. Per chi soffre invece di difficoltà strutturali verrebbero disciplinate le regole per un “default ordinato”.
Una spada che pende sul capo della Grecia e dell’Irlanda, in questo momento, e che spiega la forte risalita dei loro CDS negli ultimi giorni.”

Ricapitolando:
– Diventa necessario istituire un dispositivo permanente
– Le regole che ne derivano devono evidentemente essere più rigide, stringenti e severe
– Alcuni Paesi oggi sarebbero fuori parametri e il rischio di vederli costretti a ristrutturare il debito pubblico cresce di giorno in giorno

Che significa “ristrutturare il debito pubblico”?
Significa, in buona sostanza, che gli impegni presi da un debitore non saranno interamente rispettati: il Paese debitore “allarga le braccia” e dichiara di non riuscire a far fronte agli impegni presi e che di conseguenza potrà rimborsare (invento un esempio) soltanto un valore pari a 75 invece di 100 e/o spostando un po’ più avanti le scadenze.
Insomma, invece di continuare a salvare usando il denaro dei contribuenti, si inzierebbe a far scontare i danni a chi ha comprato le obbligazioni dei Paesi a rischio, godendo da una parte di rendimenti più alti e dall’altra, almeno finora, anche di protezioni superiori alle garanzie offerte dal solo emittente.
Una sostanziale ingiustizia si sta sanando, ma come sempre ogni medaglia ha un suo rovescio: la paura dei debiti sovrani rende i mercati nervosi, e le prime stime sui danni nei bilanci delle banche zavorrano le borse, maggiormente la borsa italiana su cui le banche pesano così tanto.

Tanto vi dovevo, se qualcosa non è chiaro o necessita approfondimenti… lo spazio per i commenti è fatto apposta

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.