Perché l’euro sta tornando sotto pressione

Facciamo prima un salto indietro, per formulare un paragone che aiuta a comprendere e inquadrare meglio la questione:
ai tempi della prima guerra mondiale gli USA erano un Paese a forte surplus commerciale, al contrario Francia UK e Germania erano in pesante deficit. Mentre in Europa si pensava a costruire trincee e si fabbricavano i mitici fucili FAL, gli americani esportavano come pazzi. Alla fine della guerra i Paesi europei si ritrovarono sommersi dai debiti e impegnati a fronteggiare l’inflazione o (in Germania, Repubblica di Weimar) l’iperinflazione.
Negli anni ’20 sia Uk, che Germania, sia anche -un po’ dopo- la Francia ripristinarono il gold standard, rimosso per poter fronteggiare la guerra mondiale, perché avevano saputo risanare le loro economie. La rigidità del sistema di valute a cambio fisso, legato alle riserve auree, fu la base degli sbilanci commerciali che diedero vita alla Grande Depressione del periodo 1929-1934,e quando la crisi del ’29 arrivò, il gold standard con le sua rigidità aggravò ulteriormente la situazione: le banche centrali dovettero alzare i tassi per evitare la svalutazione delle loro monete e non dover essere costrette a continui acquisti di oro, in una potenziale spirale devastante. La Gran Bretagna uscì allora dal gold standard nel 1931, e Francia e USA di conseguenza liberarono della sterlina le loro riserve per sostenere ulteriormente le loro valute (viceversa, non essendo più legate all’oro, le sterline andavano compensate con acquisti di metallo giallo) accelerando con questo la spirale deflazionistica.
Chi più tempo ha mantenuto la rigidità del gold standard, più a sofferto la recessione dovuta alla Grande Depressione.

E veniamo ad oggi: la rigidità del legame con le riserve auree non c’è più, ma in Europa vige un altro genere di cambio fisso: quello dell’euro tra i Paesi membri, e gli squilibri dovuti al mantenimento della rigidità di facciata non sono troppo diversi dagli squilibri di allora. In Europa coesistono diverse economie, meglio: economie diverse. Ci sono Paesi che esportano moltissimo (Germania) e altri che importano materie prime, merci e turisti. Quando gli squilibri raggiungono punti di tensione elevati, chi è in condizioni di deficit è costretto a cercare competitività tagliando i salari (ne sanno qualcosa dalle parti di Atene) aumentando la spesa pubblica (sussidi), mentre chi è in surplus non ha bisogno di aumentare la spesa pubblica per questo.Lo squilibrio dunque non è generato solo dai Paesi in deficit, ma anche da quelli in surplus.

Sarebbe opportuno per esempio che la BCE o la Banca Mondiale potesse applicare una sorta di imposta sull’eccesso di surplus di alcuni Paesi per limare questi squilibri e rendere meno corto il fiato di chi già è in difficoltà: siamo in un villaggio globale, no? O la globalizzazione vale solo in una direzione?

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About bimboalieno

Operatore finanziario professionale dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Si può scoprire dell'altro cliccando qui. Oggi é responsabile di un centro di Private Banking. Professional financial trader since 1998; he has worked with several Italian and foreign banks. You can learn more here. Bimboalieno is currently in charge of a Private Banking centre.